Tasse prelevate dal conto corrente, come funzionerà la domiciliazione bancaria delle imposte

Le nuove linee guida dell'Agenzia delle Entrate puntano al prelievo diretto dal conto corrente per le tasse, ma anche a combattere l'evasione con l'intelligenza artificiale

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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L’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno reso pubblico il piano programmatico per la riscossione delle tasse che prevede vari cambiamenti nel modo in cui l’Ade si approccia al contribuente, oltre a nuovi strumenti per ridurre l’evasione fiscale.

Una delle principali novità sarà la possibilità per i contribuenti di domiciliare direttamente sul proprio conto bancario o postale le tasse ricorrenti, come le rateizzazioni. Ci sarà poi una delega unica per Caf e commercialisti, in modo da ridurre il numero di firme che il contribuente deve fornire.

Come funziona la domiciliazione bancaria delle tasse

Uno dei principali obiettivi della convenzione tra Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia e delle Finanze 2026-2028 è quello di rendere possibile per i cittadini domiciliare le tasse, esattamente come già fanno per le bollette di gas, luce o telefono. Si tratta di uno strumento che dovrebbe rendere più semplice pagare le tasse, un principio che anima buona parte delle iniziative di questa convenzione.

Il procedimento dovrebbe essere relativamente semplice. Il contribuente potrà fornire il proprio Iban all’Agenzia delle Entrate e da quel momento ogni pagamento, a partire da quelli ricorrenti come le rate di una dilazione, verrà automaticamente caricate sul conto corrente bancario o postale del contribuente stesso.

Al contempo, l’Ade dovrebbe semplificare il proprio sito, personalizzando il profilo del contribuente a seconda della propria posizione. Ad esempio, metterà in risalto diverse sezioni a seconda che si tratti del profilo di un pensionato, di un dipendente o di una partita Iva.

La delega unica per commercialisti e Caf

Altra iniziativa che la convenzione prede è la delega unica per i commercialisti e i Caf. Oggi, i contribuenti che si affidano a un terzo, sia esso un commercialista o un Caf, devono firmare molti documenti l’anno, uno per quasi ogni azione che il delegato compie sul proprio profilo dell’Agenzia delle Entrate.

Con il nuovo meccanismo, basterebbe una firma per dare al proprio commercialista o al Caf la possibilità di procedere a tutte le operazioni a cui sono autorizzati senza ulteriori autorizzazioni. Inoltre, anche la dichiarazione dei redditi precompilata dovrebbe diventare più semplice. Grazie all’incrocio delle banche dati, si dovrebbero infatti aggiungere molte nuove informazioni senza che il contribuente debba effettivamente fare nulla.

L’IA per trovare gli evasori

Altro obiettivo della convenzione 2026-2028 tra Ade e Mef è quello di utilizzare maggiormente i modelli di intelligenza artificiale per rendere più semplice individuare gli evasori. Tra le proposte, ci sono:

  • l’utilizzo del machine learning per riconoscere pattern anomali in base ai dati storici dei contribuenti;
  • l’impiego del text mining per estrarre informazioni dai documenti di testo;
  • la network analysis per individuare le relazioni finanziarie tra soggetti e scovare sistemi di elusione fiscale.