Scadenze Inps 18 maggio, i pagamenti da ricordare per datori di lavoro e artigiani

Entro il 18 maggio datori di lavoro, artigiani e committenti devono versare i contributi Inps con F24. Aliquote e scadenze aggiornate 2026

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Datori di lavoro, artigiani, commercianti e committenti di collaboratori sono chiamati a effettuare i versamenti contributivi all’Inps entro il 18 maggio. Un adempimento che riguarda tre distinte platee di soggetti obbligati e che, come ogni anno, richiede attenzione alle istruzioni operative fornite dall’Istituto.

Contributi per i lavoratori dipendenti

Il 18 maggio si concentrano diverse scadenze da ricordare. Tra queste c’è l’adempimento dei contributi previdenziali Inps sulle retribuzioni corrisposte ai propri dipendenti nel mese di aprile. Si tratta di un obbligo ricorrente per i datori di lavoro, che riguarda le retribuzioni del mese precedente.

Il pagamento avviene esclusivamente tramite modello F24 telematico, attraverso i canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate o dagli intermediari abilitati. L’omesso o ritardato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi, che possono essere regolarizzati tramite ravvedimento operoso.

Contributi fissi per artigiani e commercianti

Da ricordarsi anche il termine per il versamento della prima delle quattro rate dei contributi fissi Inps 2026 dovuti da artigiani e commercianti iscritti alle gestioni speciali autonome. Le altre rate sono fissate al 20 agosto 2026, al 16 novembre 2026 e al 16 febbraio 2027.

Con la circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, l’Inps ha aggiornato le soglie e le aliquote di riferimento per l’anno in corso. Il reddito minimale annuo su cui calcolare la contribuzione Ivs (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) è fissato a 18.808 euro, uguale sia per gli artigiani che per i commercianti.

Le aliquote contributive per il 2026 sono le seguenti:

  • per gli artigiani è il 24% fino a 56.224 euro di reddito e 25% sulla quota eccedente;
  • per i commercianti è il 24,48% fino a 56.224 euro e 25,48% sulla quota eccedente.

Applicando queste aliquote al reddito minimale, il contributo minimo annuo risulta essere di 4.521,36 euro per gli artigiani e di 4.611,64 euro per i commercianti. Questi importi vengono suddivisi in quattro rate uguali da versare nelle scadenze indicate. I contributi sul minimale sono indipendenti dal reddito effettivamente prodotto: vanno versati anche se il guadagno è inferiore alla soglia o addirittura nullo. Servono a garantire la copertura previdenziale di base per chi esercita un’attività autonoma.

Per effettuare il versamento, gli interessati devono accedere al Cassetto previdenziale artigiani e commercianti sul portale Inps e scaricare i modelli F24 precompilati messi a disposizione dall’Istituto.

Contributi gestione separata per i collaboratori

Altra scadenza del 18 maggio riguarda i committenti che nel mese di aprile hanno corrisposto compensi a soggetti iscritti alla Gestione Separata Inps, la forma previdenziale per chi svolge attività di collaborazione senza una cassa professionale di riferimento.

Sono tenuti al versamento i committenti che hanno erogato compensi a:

  • collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.);
  • collaboratori occasionali con compensi che superano i 5.000 euro annui;
  • venditori porta a porta;
  • assegnisti di ricerca e dottorandi;
  • soci-amministratori soggetti a contribuzione.

Per il 2026, le aliquote contributive della Gestione Separata sono aggiornate dalla circolare n. 8 del 3 febbraio 2026:

  • 35,03% per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche (con contribuzione aggiuntiva Dis-Coll, ad esempio co.co.co., amministratori di società, dottorandi);
  • 33,72% per collaboratori non assicurati altrove, senza Dis-Coll (es. venditori porta a porta, amministratori di enti locali);
  • 24% per collaboratori già titolari di pensione o iscritti ad altra gestione obbligatoria.

Il massimale di reddito annuo oltre il quale non è dovuta la contribuzione è fissato per il 2026 a 122.295 euro, mentre il minimale utile per l’accredito dell’intero anno contributivo ai fini pensionistici è pari a 18.808 euro. Il versamento avviene tramite F24 telematico utilizzando la causale CXX per i soggetti non pensionati e privi di altra copertura previdenziale, oppure la causale C10 per pensionati o iscritti ad altre gestioni.