Il Decreto Fiscale è legge, ok della Camera: dalle tasse alla rottamazione, tutte le misure

Il testo passa senza modifiche rispetto alla versione approvata dal Senato. Nella rottamazione quinquies rientrano anche Imu, Tari e multe. Più tempo per aderire al concordato preventivo biennale. Tutte le novità

Foto di Maurizio Perriello

Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Pubblicato:

La Camera ha approvato in via definitiva il Decreto Fiscale con 132 voti a favore e 81 contrari. Il provvedimento, che aveva già incassato la fiducia del governo, è stato dunque convertito in legge senza modifiche rispetto alla versione licenziata dal Senato.

Tra le misure spiccano l’ampliamento della rottamazione quinquies alle multe e ai tributi di Regioni ed enti locali (comprese Imu e Tari) e la revisione del calendario per l’adesione al concordato preventivo, nonché la sospensione della tassa sui piccoli pacchi extra Ue fino al 30 giugno. Ecco una panoramica sul contenuto del decreto.

Cosa prevede il Decreto Fiscale convertito in legge

Quando si parla di Decreto Fiscale si fa riferimento al disegno di legge di conversione n. 38 del decreto 27 marzo 2026, la cui impostazione normativa è stata di fatto decisa nel passaggio a Palazzo Madama. Dai 19 articoli iniziali si era infatti passati ai 37 attuali, sostanzialmente per adeguare la materia a due urgenze principali: gli obblighi fiscali per cittadini e imprese e l’operatività delle pubbliche amministrazioni.

In particolare, il Capo I racchiude il nocciolo fiscale dell’intero provvedimento, dall’iper ammortamento alla finestra temporale per aderire al concordato preventivo biennale, dai contributi per la Transizione 5.0 ai dividenti, passando per la definizione agevolata. Fino a una serie di correttivi fiscali su Iva, spedizioni e contributi.

Rottamazione quinquies: rientrano anche Imu, Tari e multe

Come avevamo anticipato parlando della rottamazione quinquies, la definizione agevolata viene estesa anche ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da enti territoriali come Comuni e Regioni. Potranno cioè rientrare anche:

  • Imu
  • Tari
  • multe stradali
  • rette scolastiche
  • altri crediti locali affidati alla riscossione

Per le multe stradali lo sconto non riguarderà la sanzione principale, ma interessi e oneri aggiuntivi. I carichi devono essere stati affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Un altro aspetto importante è che l’adesione non sarà automatica: ogni ente locale dovrà decidere se partecipare alla misura con una propria delibera.

Per verificare l’ammissibilità occorre riferirsi alla data di affidamento indicata sulla cartella. Restano invece escluse altre tipologie di debiti, come quelli derivanti da avvisi di accertamento e atti di recupero e tributi locali, al netto di particolari iniziative autonome di Regioni ed enti locali.

Il decreto introduce inoltre un correttivo per ridurre il rischio di decadenza dai benefici della sanatoria. Per alcune scadenze viene previsto un periodo di tolleranza di cinque giorni sui pagamenti delle rate. La modifica punta a evitare che piccoli ritardi portino a perdere automaticamente i vantaggi della definizione agevolata.

Concordato preventivo biennale: più tempo per aderire

Il decreto dispone poi una revisione del calendario del concordato preventivo biennale per le partite Iva. La scadenza per aderire viene prorogata dal 30 settembre al 31 ottobre, nell’ottica di incrementare la partecipazione al biennio 2026-2027. Nel testo compaiono anche meccanismi che prevedono incrementi differenziati delle proposte fiscali per i contribuenti con livelli di affidabilità più bassi.

A tal proposito sono state introdotte soglie di incremento per le partite Iva più “a rischio evasione”: 30% per le pagelle fiscali con voti tra 6 e 8 e 35% per chi ha ricevuto un giudizio tra 1 a 6. In sostanza, è previsto uno sconto sulle imposte dovute anche per i soggetti considerati meno affidabili.

Pagamenti della PA, meno vincoli per i professionisti

Tra gli interventi approvati figurano anche modifiche alle regole sui pagamenti della Pubblica amministrazione ai professionisti. Lo scopo del governo è alleggerire alcuni meccanismi di verifica e rendere più rapide le procedure di pagamento, evitando blocchi amministrativi che avevano sollevato critiche da parte delle categorie professionali.

La stretta programmata a partire dal 15 giugno verrà dunque allentata e l’obbligo di compensazione con eventuali debiti iscritti a ruolo e non saldati scatterà solo se le cartelle non onorate recano un importo complessivo pari ad almeno 5.000 euro.

Iva, spedizioni e dividendi: le altre misure del decreto fiscale

Il provvedimento contiene anche diversi correttivi tecnici. Viene ad esempio reintrodotto il regime di esclusione dei dividendi (nella misura del 95% per le società) e della participation exemption (Pex), con decorrenza dal 1° gennaio 2026. Per gli atleti dilettanti è stata poi fissata una soglia di esenzione dalla ritenuta per complessivi 300 euro sui premi fino al 31 dicembre 2026. Tra le altre principali novità citiamo:

  • rinvio al 1° luglio 2026 della tassa sui piccoli pacchi extra-Ue;
  • modifiche al regime Iva sulle operazioni di permuta;
  • ritorno al precedente regime sui dividendi e sulla participation exemption;
  • agevolazioni fiscali legate agli investimenti di Transizione 5.0.