Quadro RE del Modello Redditi, cosa va dichiarato e chi lo deve compilare

Come deve essere compilato il Quadro Re del Modello Redditi Pf: la grande novità di quest'anno è la gestione dei rimborsi

Foto di Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Per i professionisti e i lavoratori autonomi in contabilità semplificata, la compilazione del Quadro Re all’interno del Modello Redditi Pf 2026 è il momento cruciale per determinare la base imponibile su cui verranno calcolate le imposte.

Vediamo, quindi, come come deve essere compilato, partendo dai componenti positivi fino alla determinazione del reddito netto, integrando le istruzioni ufficiali e le prassi consolidate.

Modello Redditi Pf, a cosa serve il Quadro Re

Il Modello Redditi Pf è lo strumento attraverso il quale le persone fisiche comunicano all’Agenzia delle Entrate i propri redditi. Per chi esercita un’arte o una professione in forma autonoma, il Quadro Re è lo specchio della propria attività.

A differenza del regime forfettario (Quadro Lm), dove il reddito è calcolato su base percentuale fissa, nel Quadro Re vige la determinazione analitica. Questo significa che ogni euro di guadagno e ogni euro di spesa deve essere documentato e valutato secondo la sua pertinenza e inerenza con l’attività professionale.

Il presupposto soggettivo

Chi deve compilare questo quadro? Tutti i contribuenti che esercitano abitualmente attività di lavoro autonomo. Questo include non solo i professionisti iscritti agli ordini (medici, avvocati, architetti), ma anche i cosiddetti professionisti senza cassa e gli artisti. È importante notare che se l’attività è esercitata in forma associata, il professionista non compilerà il Quadro Re nel proprio Modello Redditi PF, ma riceverà un reddito di partecipazione da indicare nel Quadro Rh, poiché il calcolo analitico verrà effettuato nella dichiarazione della società semplice o dell’associazione (Modello Redditi Sp).

Come devono essere calcolati i compensi

La prima sezione del Quadro Re è dedicata ai ricavi. Sebbene sembri immediato, il calcolo dei compensi nasconde alcune insidie tecniche.

Il rigo RE2 è il cuore dei componenti positivi. Qui vanno indicati i compensi percepiti. La parola chiave è percepiti: se una fattura è stata emessa a dicembre 2025 ma l’incasso è avvenuto a gennaio 2026, quella somma non deve apparire nel Modello Redditi Pf 2026, ma in quello del prossimo anno.

In questo contesto è importante gestire correttamente alcune voci:

  • per i professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps, la rivalsa del 4% addebitata in fattura al cliente è considerata a tutti gli effetti un compenso professionale e va quindi sommata nel rigo RE2;
  • al contrario, il contributo integrativo (come possono essere il 2%, 4% o 5% destinato alle casse di previdenza come Inarcassa o Cassa Forense) non costituisce compenso e non va indicato. Questo perché il professionista agisce come semplice esattore per conto della propria cassa;
  • l’Iva  è sempre esclusa dal calcolo dei compensi.

Rigo RE3: altri proventi e rimborsi spese

Una delle novità più significative per la compilazione del Modello Redditi Pf 2026 riguarda il trattamento dei rimborsi spese, un ambito che in passato ha spesso generato confusione e gonfiato artificialmente il reddito dei professionisti. La vera svolta risiede nel consolidamento del principio di neutralità fiscale per le trasferte: grazie alle recenti semplificazioni normative, il professionista che riaddebita analiticamente al cliente le spese di vitto, alloggio e viaggio non è più obbligato a contabilizzare tali somme come compensi nel Quadro Re.

Questo meccanismo elimina il paradosso per cui un mero rimborso, pur non rappresentando un reale guadagno, rischiava di alterare le medie per gli indici di affidabilità fiscale (ISA) o di far superare le soglie dimensionali per l’accesso a determinati regimi. È tuttavia fondamentale non confondere questi rimborsi analitici con le anticipazioni in nome e per conto del cliente, disciplinate dall’articolo 15 del Dpr 633/72. Mentre i primi riguardano costi sostenuti per l’organizzazione della trasferta del professionista (ma rimborsati dal committente), le seconde riguardano somme che spettano legalmente al cliente, come marche da bollo o contributi unificati. Entrambe le voci restano oggi escluse dal calcolo dei compensi nel rigo RE2, ma richiedono una gestione documentale distinta: fattura intestata al professionista per i rimborsi di trasferta neutrali, e ricevuta intestata direttamente al cliente per le anticipazioni articolo 15.

Nel determinare il valore da indicare nel Modello Redditi Pf, il contribuente deve quindi muoversi con la dovuta attenzione: se il rimborso riguarda spese diverse da vitto, alloggio e viaggio (come i rimborsi forfettari di segreteria), la somma deve ancora essere indicata nel rigo RE3 e soggetta a ritenuta d’acconto. Al contrario, per le spese di trasferta documentate, la nuova norma prevede che il rimborso non costituisca compenso e, specularmente, la spesa non sia deducibile.

Rigo RE4 e RE5: plusvalenze e sopravvenienze

Non si vive di sole parcelle. Un professionista può generare reddito anche dalla gestione dei propri beni strumentali.

Si generano delle plusvalenze (RE4) nel momento in cui dovesse essere messo in vendita un bene strumentale (un computer, un macchinario, un immobile adibito a studio) a un prezzo superiore al costo non ancora ammortizzato. La normativa prevede che tali plusvalenze siano tassate se i beni sono stati acquistati dopo il 2006.

Le sopravvenienze attive (RE5), invece, includono entrate imprevedibili, come risarcimenti danni legati all’attività o contributi pubblici (salvo quelli esenti per legge).

Quali costi sono deducibili

Una volta definiti i compensi nel Quadro Re, bisogna sottrarre i costi. Tuttavia, nel Modello Redditi Pf, non tutte le spese sono deducibili allo stesso modo.

Spese per immobili (RE10)

Se lo studio è in affitto, il canone è interamente deducibile. Se invece il professionista utilizza un immobile ad uso promiscuo (casa e studio), la deducibilità è forfettizzata al 50%, a condizione che il contribuente non disponga nello stesso comune di un altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’attività.

Quote di ammortamento (RE11)

I beni strumentali di costo superiore a 516,46 euro non possono essere scaricati interamente nell’anno di acquisto. Devono essere ammortizzati, ovvero il loro costo viene spalmato su più anni secondo le tabelle ministeriali. Ad esempio, per i computer l’aliquota di ammortamento ordinaria è del 40%.

Spese per autovetture e telefonia (RE15)

Qui il legislatore applica delle limitazioni severe per evitare abusi:

  • per le auto le spese (noleggio, carburante, manutenzione) sono deducibili solo al 20%. Se l’auto è data in uso ai dipendenti per la maggior parte dell’anno, la percentuale sale;
  • le spese per telefoni cellulari e bollette internet sono deducibili all’80%.

Vitto, alloggio e rappresentanza (RE16 – RE17)

Le spese di vitto e alloggio sono deducibili nel limite del 75% del loro ammontare e, comunque, per un importo complessivo non superiore al 2% dei compensi percepiti.

Le spese di rappresentanza (come possono essere gli omaggi ai clienti, cene di pubbliche relazioni) sono deducibili entro il limite dell’1% dei compensi.

L’obbligo di tracciabilità dei pagamenti

Il 2026 segna un consolidamento delle norme sulla tracciabilità. Per il Quadro Re, questo significa che il professionista deve essere in grado di dimostrare ogni uscita tramite mezzi di pagamento tracciabili (bonifici, carte di debito/credito). La mancanza di tracciabilità può portare all’indeducibilità del costo, aumentando artificialmente il reddito netto e, di conseguenza, l’impatto fiscale nel Modello Redditi Pf.

La gestione dei costi per dipendenti (RE7 – RE9)

Se il professionista ha dei collaboratori o dipendenti, le spese relative a stipendi e contributi previdenziali sono interamente deducibili secondo il principio di cassa (ovvero quando vengono effettivamente pagati, inclusi i versamenti dei modelli F24 per i contributi).

Come determinare il reddito netto

Il passaggio finale del Quadro RE è la sintesi algebrica:

Reddito = Totale Compensi (RE6) – Totale Spese (RE20)

Se il risultato è positivo, avremo un utile che verrà sommato agli altri redditi (fondiari, di capitale, ecc.) nel quadro riepilogativo RN del Modello Redditi Pf. Se il risultato è negativo, avremo una perdita, che potrà essere utilizzata per compensare eventuali altri redditi di lavoro autonomo o riportata negli anni successivi, secondo le regole vigenti.