Forma giuridica: tipologie e come scegliere quella giusta

Ecco tutte le differenze che intercorrono tra le diverse società e come scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, si occupa di fisco, tasse ed economia. Ha mosso i primi passi nella redazione di un mensile dedicato al mondo immobiliare, nel quale si è occupato di norme e tributi.

Quando si decide di avviare un’attività, non è necessario pensare solo e soltanto all’apertura della partita IVA. È indispensabile scegliere anche la forma giuridica che meglio si adatta all’impresa che si vuole avviare.

L’ordinamento giuridico italiano, infatti, impone che qualsiasi attività economica venga svolta secondo una determinata forma giuridica, che deve essere scelta tra quelle previste direttamente dal legislatore.

È importante scegliere la forma giuridica più adatta alle proprie esigenze: l’assetto organizzativo, gli obblighi civili, amministrativi e fiscali sono condizionati da questa scelta. Possiamo affermare senza problemi che la forma giuridica è il modo in cui si decide di organizzare la struttura di un’impresa.

Cos’è la forma giuridica

Cos’è la forma giuridica? Volendo rispondere sinteticamente a questa domanda è possibile affermare che la forma giuridica consiste in un’organizzazione creata da uno o più soggetti per fare affari.

In Italia esistono diverse tipologie di forme giuridiche: nel momento in cui si decide di aprire una partita Iva, una delle prime operazioni che i contribuenti devono effettuare è la scelta della forma giuridica. Questa operazione è molto importante e deve essere effettuata prima di iniziare ad emettere le fatture elettroniche o scegliere il software gestionale per la propria attività.

La scelta della forma giuridica è un passo molto importante, perché da essa derivano differenti conseguenze finanziarie, legali e una differente gestione della contabilità.

Come scegliere la forma giuridica

Sono diversi i fattori, che entrano in gioco nella scelta della forma giuridica. Tra questi possono rientrare, ad esempio, il contesto nel quale si andrà ad inserire la nuova società, il volume d’affari ipotizzato, il prodotto che si vuole commercializzare e la volontà o meno di avere dei soci.

È importante premettere che non esiste una forma societaria migliore di un’altra: le varianti che possono far propendere per una o per l’altra sono molteplici. Nel momento in cui ci si avvia a fare una scelta, è necessario essere a conoscenza e valutare nel modo migliore vantaggi e svantaggi di ogni singola forma giuridica, in modo da poter effettuare una scelta consapevole.

La prima distinzione che possiamo fare, tra le varie forme giuridiche, è quella che distingue l’impresa individuale da quella collettiva. Sicuramente la ditta individuale è la formula più semplice e meno onerosa per avviare un’attività in proprio: per avviarla è sufficiente aprire la partita Iva presentando la richiesta all’Agenzia delle Entrate. In alcuni casi è necessario iscriversi alla Camera di Commercio. Nel caso in cui si stia svolgendo la libera professione, come ad esempio l’avvocato o il giornalista, è necessario essere iscritti al relativo ordine professionale. Non è necessario versare del capitale o un qualsiasi altro atto pubblico.

Le società collettive, invece, sono quelle formate da più soci, che conferiscono i beni ed i capitali necessari per lo svolgimento dell’attività e che, in un secondo momento, ne divideranno gli utili. Tra queste società rientrano la società semplice (ss), la società in accomandita semplice (sas) e la società in nome collettivo (snc). Nella stessa tipologia di società ci sono anche quelle di capitali.

Le principali forme giuridiche presenti in Italia sono le seguenti:

  • ditta individuale;
  • società in nome collettivo (S.n.c.);
  • società in accomandita semplice (S.a.s.);
  • società a responsabilità limitata (S.r.l).

Ma andiamo ad analizzare le forme giuridiche più diffuse ed utilizzate in Italia.

Ditta individuale

La ditta individuale, senza dubbio, rappresenta la forma giuridica più semplice. Il gestore ed il titolare della ditta sono la stessa persona. Aprire una partita Iva come ditta individuale è molto semplice: è sufficiente iscriversi alla Camera di Commercio della propria provincia. Nel caso in cui, invece, si svolga la libera professione (è il caso di avvocati, medici e ad altre attività per le quali la legge prevede l’iscrizione ad un ordine professionale) non è indispensabile effettuare questa iscrizione: è sufficiente essere iscritti all’ordine di appartenenza. Molti liberi professionisti, freelance e consulenti hanno deciso di optare per questa particolare forma giuridica.

Avviare una ditta individuale è particolarmente facile: non sono richieste particolari formalità aziendali. I contribuenti che scelgono come regime fiscale quello ordinario hanno la possibilità di scaricare dalla dichiarazione dei redditi la maggior parte delle spese. Chi sceglie, invece, per quello forfettario non può accedere a questa possibilità.

Se da una parte questo tipo di società si può aprire molto facilmente, è bene ricordare che l’imprenditore dovrà rispondere in maniera illimitata delle obbligazioni aziendali. Non vi è alcuna separazione tra il patrimonio personale e quello aziendale. Nelle società di persone (in questo caso ci riferiamo sia alla ditta individuale che alle s.n.c. che alle s.a.s.), i soci dovranno rispondere delle obbligazioni sociali illimitatamente, solidalmente e sussidiariamente. Infine, nelle società di capitali, i soci rispondono delle obbligazioni sociali, solo con la quota di capitale previamente sottoscritta.

Società in nome collettivo

Questo tipo di forma giuridica risulta essere molto simile alla ditta individuale: la differenza più importante consiste nel fatto che alla sua guida ci sono due o più persone.

All’interno di una s.n.c. ogni socio gestisce l’attività personalmente e condivide profitti e perdite.

È una forma giuridica facile da avviare: non sono necessarie particolari formalità aziendali e le perdite sono sempre suddivise tra tutti i soci.

Società in accomandita semplice

Anche in questo caso l’azienda viene amministrata e gestita direttamente dai soci. A differenza della s.n.c., in questo caso, però, ci sono due diversi tipi di soci:

  • accomandatari, che possiedono, gestiscono e si assumono la responsabilità diretta dell’azienda;
  • accomandanti, che sono dei semplici investitori.

All’interno di una s.a.s. gli imprenditori hanno la possibilità di raccogliere dei fondi e dei finanziamenti attraverso i soci accomandanti, mentre i soci accomandatari hanno la possibilità di mantenere il controllo totale e completo di tutte le attività che vengono svolte.

Società a responsabilità limitata

Come si può intendere dallo stesso nome, questo è un tipo di società a responsabilità limitata: offre la possibilità di limitare rischi e, appunto, responsabilità al solo capitale sociale investito nell’azienda. Avviare questo tipo di società richiede quale formalità legale in più: è necessario recarsi da un notaio.

In questo caso, però, i titolari non hanno alcuna responsabilità personale per eventuali debiti contratti dall’azienda: se qualcosa dovesse andare storto, i debiti andrebbero saldati esclusivamente con il patrimonio aziendale. Il patrimonio personale di ogni socio non viene toccato.

La forma giuridica dell’attività è uno dei biglietti da visita con i quali ci si presenta ai clienti, ai fornitori e agli eventuali finanziatori. È importante prendersi il tempo giusto per scegliere quella più adatta al business che si vuole condurre, in modo da poter gestire in maniera corretta tutti i rapporti commerciali. Ma non solo, la forma giuridica va ad impattare direttamente sull’assetto organizzativo, sugli obblighi civili, amministrativi e fiscali dell’attività. Scegliere di percorrere una strada invece che un’altra, costringe il contribuente a delle diverse scelte burocratiche e a sostenere costi diversi.

Valutare quale sia la forma giuridica più adatta alle proprie esigenze non è facile. Per questo motivo è opportuno rivolgersi ad un commercialista o ad un consulente del lavoro di fiducia, in modo che possano dare i suggerimenti e le indicazioni migliori in base alle esigenze specifiche.