Un nuovo bonus benzina destinato soprattutto ai lavoratori con redditi più bassi potrebbe entrare nel pacchetto di misure che il governo sta studiando per fronteggiare il caro carburanti. L’esecutivo si prepara a superare la fase dei tagli generalizzati alle accise e vorrebbe concentrare le risorse disponibili su interventi rivolti alle categorie maggiormente esposte all’aumento dei prezzi.
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Come funziona il bonus benzina per redditi bassi al vaglio del governo
Il bonus benzina per i lavoratori dipendenti a basso reddito potrebbe essere riconosciuto attraverso il sistema dei fringe benefit, quindi:
- non sarà automatico;
- non dovrà essere richiesto direttamente dal lavoratore allo Stato.
Il meccanismo allo studio prevede infatti che siano i datori di lavoro privati, su base volontaria, a erogare il buono ai propri dipendenti appartenenti alla fascia di reddito individuata. Di conseguenza:
- al lavoratore, il beneficio viene riconosciuto sotto forma di voucher, cartaceo oppure digitale, oppure attraverso gli strumenti già utilizzati dalle aziende per i fringe benefit;
- al datore di lavoro spetta uno sconto sulle tasse pari all’importo del bonus erogato. Il valore del buono sarebbe infatti interamente deducibile per l’impresa.
Beneficiari
Per concentrare gli interventi sulle persone che maggiormente risentono dell’aumento del costo dei carburanti, una volta sospeso il taglio delle accise il bonus sarebbe destinato ai lavoratori dipendenti con i redditi più bassi, soprattutto coloro che utilizzano l’automobile per raggiungere il posto di lavoro.
La soglia precisa per individuare i beneficiari non è stata però ancora indicata. Sarà quindi necessario attendere la definizione della misura per capire se verrà utilizzato un determinato livello di reddito complessivo, il reddito da lavoro dipendente o un altro indicatore, come l’ISEE.
Quanto potrebbe valere il nuovo bonus benzina
Anche sugli importi da riconoscere ai lavoratori non sono stati ancora forniti dettagli. L’unico dettaglio emerso in queste ore è che la misura allo studio potrebbe prendere spunto dal precedente bonus carburante da 200 euro introdotto nel 2022. Tutto. però, dipenderà dalle risorse a disposizione. Perché non è detto che l’esecutivo abbia deciso di riproporre la stessa cifra.
Potrebbe essere confermato il tetto di 200 euro, così come potrebbe essere previsto un importo differente, eventualmente modulato proprio in funzione del reddito.
E per partite Iva?
Tra le ipotesi considerate c’è anche un possibile intervento a favore dei lavoratori autonomi, ma attraverso un meccanismo diverso. In questo caso si sta ragionando sulla possibilità di acquistare il buono direttamente dai rivenditori e successivamente portarne il costo in deduzione nella dichiarazione dei redditi.
Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di uno schema ancora da definire e che richiederebbe regole specifiche per stabilire quali spese siano agevolabili, in quale misura e con quali documenti.
Cosa c’è che non va con il taglio delle accise
Il passaggio dai tagli generalizzati agli aiuti mirati risponde soprattutto a un problema di fondi. Ridurre il prezzo dei carburanti per tutti gli automobilisti ha un costo molto elevato per lo Stato e finisce per beneficiare anche chi dispone di redditi elevati e non ha necessariamente bisogno di un sostegno pubblico.
Proprio il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha indicato la necessità di interventi selettivi sulla base del reddito, tenendo contemporaneamente conto delle esigenze dell’autotrasporto e della logistica. E un voucher rivolto ai redditi più bassi consente di concentrare le risorse su una platea più circoscritta, seguendo la stessa logica utilizzata negli ultimi anni per molte misure di sostegno.