Manovra 2027, Irpef giù per il ceto medio e Iva ridotta sugli affitti dei giovani

Il viceministro dell’Economia traccia le linee guida della prossima legge di Bilancio. Obiettivo un nuovo Piano Casa e modifiche all'Irpef

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Con l’estate iniziano i lavori per la Manovra 2027, l’ultima della legislatura. E il Governo inizia a svelare le carte, con il viceministro Maurizio Leo che al Forum in Masseria ha fornito indicazioni chiare su ciò che ci aspetta, alternando aperture significative a netti stop su alcune richieste degli alleati di maggioranza. L’obiettivo è estendere il taglio dell’Irpef e favorire l’emancipazione giovanile.

La proposta del governo per gli affitti ai giovani

Uno dei fronti più caldi è quello abitativo. Per i ragazzi under 36 che cercano casa, Leo ha proposto di dimezzare l’Iva sugli affitti, portandola dal 10% attuale al 5%. Non si tratta però di un taglio generalizzato per tutti i contratti di locazione. La riduzione si applicherebbe esclusivamente nei casi in cui il locatore è un’impresa di costruzioni (affitti diretti dal costruttore).

Per l’esecutivo, questa mossa contribuirebbe a sostenere i giovani alle prese con canoni sempre più alti e a incentivare il mercato delle nuove costruzioni, evitando che gli immobili restino sfitti. Leo ha affermato che vanno trovate le risorse, ma che “è un tema su cui stiamo ragionando seriamente”.

Obiettivo Irpef al 33% per il ceto medio

Dopo aver già ritoccato gli scaglioni, il Governo intende mettere mano di nuovo all’Irpef. L’obiettivo ora è portare l’aliquota dal 43% al 33% per i redditi compresi tra 50mila e 60mila euro. In pratica, oggi chi guadagna oltre 50mila euro vede la quota di reddito eccedente tassata con l’aliquota più alta. Con la modifica, la fascia 50-60mila verrebbe assorbita dall’aliquota intermedia, alleviando la pressione fiscale su quello che Leo definisce “il famoso ceto medio”.

Il costo dell’operazione è di 3 miliardi di euro. Una somma rilevante, ma l’ottimismo non manca: alla domanda su quante probabilità ci siano di trovare le risorse da 1 a 10, risponde “direi 7”.

Niente flat tax a 100mila euro

Se da un lato ci sono aperture, dall’altro arriva una doccia gelata per Matteo Salvini e la Lega. Da tempo il Carroccio spinge per alzare il tetto della flat tax per partite Iva e autonomi, portandolo dagli attuali 85mila a 100mila euro. Ma Leo ha chiuso la porta in modo netto:

Penso sia difficile arrivare fino a 100mila euro perché significa poterla applicare solo ai fini delle imposte dirette e non ai fini dell’Iva. Il meccanismo Iva, che è una normativa europea, prevede il tetto a 85mila euro. Capisco la legittima aspettativa dei colleghi della Lega, però penso che sia complicato.

Il rebus delle risorse e l’aiuto alla lotta all’evasione

Per finanziare il taglio dell’Irpef da 3 miliardi e l’Iva agevolata, il Governo punta a fare pulizia nel calderone dei sussidi fiscali. Leo parla di 600 misure tra “deduzioni, detrazioni, crediti di imposta, imposte sostitutive, agevolazioni ed esenzioni varie”, che si possono tagliare. L’idea è quella di razionalizzare il sistema, eliminando le misure superate o quelle che ormai interessano un numero limitato di cittadini.

Ma le cifre possono arrivare dal recupero fiscale. L’esecutivo scommette sulla prevenzione e sulla tracciabilità. Come il collegamento tra Pos e registratori di cassa, che stando ai numeri presentati da Leo sta funzionando:

  • 115 milioni di scontrini in più emessi nei primi cinque mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.
  • 36,2 miliardi recuperati dalla lotta all’evasione solo nel 2025.
  • 101 miliardi complessivi dall’inizio della legislatura.

Numeri incoraggianti che rafforzano i conti pubblici, ma che non si traducono automaticamente in risorse disponibili per finanziare i 3 miliardi necessari al taglio dell’Irpef. Saranno i mesi di settembre e ottobre a chiarire se le misure presentate da Leo potranno essere realizzate o se la loro attuazione si rivelerà più complessa del previsto.