Dopo i primi accenni da parte del ministro dell’Economia Giorgetti, anche il vicepremier Tajani ha confermato l’intenzione del Governo di ridurre le tasse ai redditi medio-alti nella prossima manovra finanziaria. L’obiettivo sarebbe agire sulla fascia tra 50mila e 60mila euro di reddito, riducendo l’Irpef dovuta di due punti.
L’idea generale sarebbe però quella di abbassare la pressione fiscale, che negli ultimi anni è aumentata. Altri interventi potrebbero riguardare le tredicesime e le spese mediche. Il problema, però, rimane quello delle coperture, con il Governo che sta già faticando a trovare i fondi per contrastare gli aumenti del carburante.
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Cosa ha anticipato Tajani sulla Manovra
A margine del congresso toscano di Forza Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha anticipato alcune delle misure su cui il suo partito potrebbe lavorare in vista della Manovra finanziaria. L’obiettivo generale è quello di abbassare la pressione fiscale, cioè il rapporto tra le entrate dello Stato (tasse e imposte, ma anche i contributi sociali) e il Pil.
Il taglio dell’Irpef ai redditi medio-alti
La prima misura citata da Tajani era stata accennata già anche dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Si tratta di una riduzione dell’Irpef per i redditi medio-alti, su cui Giorgetti era rimasto molto vago. Tajani ha invece dato all’intervento confini precisi:
Stiamo pensando ad abbassare l’Irpef dal 35% al 33% fino a 60.000 euro, siamo convinti di poter raggiungere questo obiettivo.
Al momento l’Irpef ha tre scaglioni:
- fino a 28.000 euro, l’aliquota è del 23%;
- da 28.001 a 50.000 euro, l’aliquota è del 33% sulla parte che supera i 28.000 euro;
- oltre 50.000 euro, l’aliquota è del 43% sulla parte che supera i 50.000 euro.
Il 35% di cui parla Tajani è la tassazione del vecchio secondo scaglione, che arrivava fino a 60mila euro. L’intervento del Governo sarebbe però molto significativo, con un netto taglio dell’Irpef anche se per una porzione limitata di reddito, al massimo 10mila euro lordi a contribuente.
La misura non punta tanto a dare reddito ai lavoratori, quanto ad abbassare il costo del lavoro altamente qualificato. L’Italia ha un problema nell’attrarre talenti dall’estero e a trattenere quelli formati in Italia proprio perché le aziende non riescono a competere con quelle straniere in termini di salari alti.
La detassazione delle tredicesime
Forza Italia vorrebbe proporre però anche misure per i redditi bassi, nella forma della detassazione delle tredicesime. Tajani ha dichiarato:
Abbiamo una serie di idee da offrire ai nostri alleati a partire dalla detassazione delle tredicesime, soprattutto le più basse.
Le tredicesime, oggi, vengono tassate allo stesso modo di ogni altro stipendio. Quelle “basse”, quindi, godono già di un’Irpef molto ridotta e risentono soprattutto dei contributi previdenziali, che però è estremamente difficile abbassare per il peso del costo delle pensioni sul bilancio dello Stato.
La deduzione immediata delle spese mediche
Un’altra misura proposta da Tajani è la deduzione immediata delle spese mediche:
Riflettiamo come dedurre le spese sanitarie nell’anno in corso: se qualcuno ha bisogno di cure importanti deve avere disponibilità economiche, quindi si deve ridurre queste spese subito.
Tajani ha parlato di “dedurre“, non di “detrarre”. Questo significherebbe che le spese mediche avrebbero un impatto sull’imponibile del reddito della persona che le effettua.
Il bollo auto
L’ultima proposta accennata da Tajani è stata quella di abbassare il bollo auto. Una misura che punta a un risultato immediato, visto che si tratta di una tassa particolarmente sentita dagli italiani.
Il bollo auto però ha un ruolo molto importante nel finanziamento dei bilanci delle Regioni. La tassa, infatti, non viene raccolta dallo Stato e redistribuita, ma incassata direttamente dagli enti locali.