Lo spread è tornato a crescere dopo il recupero registrato la scorsa settimana. Il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi è aumentato raggiungendo gli 80 punti base. I rendimenti dei Btp si sono attestati al 3,98%, di poco sotto alla soglia psicologica del 4%, raggiunta solo in poche occasioni nel 2026.
La causa di questo picco è ancora una volta l’instabilità dei mercati energetici internazionali. Gli allarmi sulle scorte di petrolio preoccupano i mercati, mentre l’inflazione cresce in Italia e in tutta Europa e la crisi di Hormuz sembra lontana da una soluzione.
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Spread di nuovo a 80 punti base, i rendimenti di Btp e Bund
L’apertura del 18 maggio ha portato nuova pressione sui mercati obbligazionari, soprattutto sui Btp italiani. I titoli di Stato benchmark a 10 anni, che vengono considerati un indicatore della situazione generale dei prodotti finanziari emessi dal Tesoro, hanno raggiunto un rendimento del 3,98%, sfiorando il 4% nei primi minuti di scambi. Anche i Bund hanno subito una netta crescita di rendimenti, arrivando al 3,18%.
Una distanza di 80 punti base che non si vedeva dall’inizio del mese e che è frutto di una serie di fattori, quasi tutti derivanti dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Le tensioni tra Iran e Usa sono tornate ad acuirsi e la possibilità di un collasso del cessate il fuoco è aumentata. Al contempo, un rapporto della banca svizzera Ubs ha rilevato che le scorte internazionali di petrolio sono al minimo da 10 anni.
Spagna e Francia limitano gli aumenti dello spread
Anche in apertura di questa settimana si conferma l’esposizione particolare che l’economia italiana e di conseguenza l’intero sistema Paese, debito pubblico incluso, hanno alla crisi energetica. Al contrario, gli altri gradi Paesi europei, con un mix energetico più diversificato, riescono a limitare l’impatto della crisi sullo spread.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,18% | – |
| Btp italiani | 3,98% | 80 |
| Oat francesi | 3,84% | 66 |
| Bonos spagnoli | 3,62% | 44 |
I Bono spagnoli, infatti, hanno registrato un differenziale di 44 punti base, non molto diverso da quello di venerdì 15 maggio. Allo stesso modo anche gli Oat francesi hanno limitato la crescita dello spread con i Bund tedeschi, portandosi a 66 punti base.
Le prossime aste dei titoli di Stato
Pur segnalando una certa pressione dei mercati finanziari sul debito pubblico italiano, per gli investitori i rendimenti vicini al 4% dei Btp a 10 anni rappresentano un’occasione. Le prima aste di maggio si sono però già concluse, con una raccolta di oltre 17,5 miliardi di euro per lo Stato, a rendimenti nettamente più bassi del 4%.
Le prossime aste saranno alla fine del mese, più precisamente:
- 26 maggio, asta dei Btp Short Term;
- 27 maggio, asta dei Bot;
- 28 maggio, asta dei Btp a medio-lungo termine.