Morto Maurizio Gozzelino, il patrimonio dell’inventore del Crodino: eredità e carriera

Dall'infanzia nell'osteria di famiglia alla svolta negli stabilimenti di Crodo. Storia di un successo diventato patrimonio piemontese

Foto di Giorgia Bonamoneta

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Pubblicato:

È morto Maurizio Gozzelino, l’inventore del Crodino. Nato a Saluzzo, solo dopo gli studi si trasferisce a Crodo e da lì nasce il nome della bevanda analcolica tanto amata in Italia.

Lascia Moglie, figli e nipoti, ma anche l’invenzione del Crodino del quale non si è mai preso da solo il merito. In pubblico ha sempre parlato di quanto sia stato un lavoro di squadra nell’allora stabilimento Ginocchi.

Chi ha inventato il Crodino?

Si chiamava Maurizio Gozzelino l’inventore del Crodino, era nato a Saluzzo nel 1935. Il padre era un commerciante di vini. È a Saluzzo che trascorre l’infanzia e poi l’adolescenza. La sua famiglia aveva un’osteria che si chiamava “I tre scalini”.

È proprio apprendendo dai profumi e dagli odori di quel locale, ha raccontato in un’intervista per La Stampa, che è iniziata la sua carriera. Ha frequentato la scuola enologica di Alba, ma con il lavoro si è spostato da Saluzzo a Torino, dove era tecnico addetto all’assistenza della clientela enologica e liquori.

Poi la svolta: nel 1962 firma il contratto con Piero Ginocchi e l’anno dopo arriva alle Terme di Crodo S.p.A. È lì che gli hanno chiesto di lavorare al nuovo aperitivo analcolico e in pochi mesi è stato creato il Crodino.

Il successo imprenditoriale

Anche se il momento dell’invenzione del Crodino resta nella storia italiana, Maurizio Gozzelino non ha fatto solo questo. Da marzo 1966 al maggio 1988 diventa coproprietario e amministratore delegato della San Giorgio essenze di Torino. Questa è stata poi ceduta alla Pernod Ricard.

Poi fu proprietario di altre due aziende: l’industria Essenziera Emans di Milano e la Astese di Bucarest.

Il patrimonio

Non si conoscono i numeri del successo di Maurizio Gozzelino. A differenza di quelli visibili del Crodino, bevanda analcolica distribuita in tutto il mondo, la vita del suo inventore rimane piuttosto privata.

Un “patrimonio” dichiarato c’è. Infatti, il Crodino è stato riconosciuto patrimonio piemontese DOC insieme ai tartufi, alle nocciole, al Barolo e alla bagnacauda.

Chi è il proprietario di Crodino?

La ricetta del Crodino è segreta, ma a dargli forma è stato non soltanto l’impegno di Maurizio Gozzelino, ma anche la visione di Piero Ginocchi. Presidente di Terme di Crodo S.p.A., intuì che sul mercato mancava una bevanda analcolica per tutti che potesse accompagnare i momenti conviviali.

Ginocchi non aveva eredi e cedette l’azienda a una multinazionale. La sua eredità venne in parte dedicata proprio alla città di Crodo. Finanziò la creazione del centro studi Piero Ginocchi che ospita una libreria, un archivio storico, un teatro e un museo dedicato alle acque minerali.

Nato nella Val d’Ossola, il Crodino ha lasciato Crodo e la sua produzione è stata trasferita a Novi Ligure. Anche se resta in Piemonte, ora l’analcolico fa parte del gruppo Campari. Questa a sua volta era passata di proprietà alla società olandese Bols Wessanen, e nel 2017 passa ancora tutto di mano alla società danese Royal Unibrew. Questa ha investito diversi milioni negli impianti locali, ma per proseguire non con il Crodino, ma Lemonsoda e Oransoda.