La stagione 2024/25 di Serie A si è chiusa con numeri rilevanti sul fronte degli infortuni, sia dal punto di vista sportivo sia da quello economico. Secondo il report Howden’s 2024/25 Men’s European Football Injury Index, il massimo campionato italiano ha registrato 858 infortuni complessivi, per un costo totale stimato in 103,14 milioni di euro a carico dei club. Un dato che segna un aumento significativo rispetto alla stagione precedente e che riporta l’attenzione sull’impatto finanziario degli stop fisici nel calcio professionistico.
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Infortuni in aumento dopo tre stagioni di calo
Dopo una fase di progressiva riduzione degli infortuni tra il 2021/22 e il 2023/24, il campionato italiano ha registrato un incremento del 24% degli episodi nella stagione 2024/25. L’aumento interrompe una tendenza favorevole che aveva visto i club contenere sia il numero degli stop sia i costi complessivi. Nonostante la crescita degli infortuni, l’impatto economico medio per singolo evento risulta in parte più contenuto rispetto ad altre stagioni, segnale di una diversa distribuzione della gravità degli stop.
Il confronto con gli altri campionati europei
Nel panorama dei cinque principali campionati europei, la Serie A si colloca nella parte bassa sia per numero di infortuni sia per costo complessivo. La Bundesliga è risultata il campionato con il maggior numero di stop (1.197), mentre la Premier League ha registrato l’impatto economico più elevato, pari a 285,7 milioni di euro. La Serie A, con i suoi 103,1 milioni, precede soltanto la Ligue 1 per costi totali, confermando un’incidenza economica inferiore rispetto a Inghilterra, Spagna e Germania.
I club più colpiti sul piano economico
L’analisi per squadra evidenzia una distribuzione disomogenea dei costi. La Juventus è il club che ha sostenuto la spesa più elevata legata agli infortuni nella stagione 2024/25, con 16,75 milioni di euro, pari a oltre il 16% del totale della Serie A. Seguono il Milan con 13,01 milioni e l’Inter con 10,93 milioni di euro. Queste tre società concentrano una quota rilevante dell’impatto economico complessivo, anche in relazione al valore delle rose e alla durata media degli stop.
Un elemento distintivo riguarda la Juventus, che presenta una media di 24 giorni di infortunio per giocatore, superiore a quella di Inter e Milan. Questo dato contribuisce in modo diretto all’aumento dei costi, poiché gli stop più lunghi incidono maggiormente sul monte ingaggi e sull’organizzazione sportiva.
| Squadra | Costo infortuni (€ milioni) |
|---|---|
| Napoli | 4,08 |
| Inter | 10,93 |
| Atalanta | 8,64 |
| Juventus | 16,75 |
| Roma | 5,56 |
| Fiorentina | 2,62 |
| Lazio | 4,35 |
| AC Milan | 13,01 |
| Bologna | 5,35 |
| Como | 2,58 |
| Torino | 1,86 |
| Udinese | 2,71 |
| Genoa | 5,88 |
| Verona | 1,84 |
| Cagliari | 1,29 |
| Parma | 4,15 |
| Lecce | 1,27 |
| Empoli | 2,11 |
| Venezia | 1,68 |
| Monza | 6,48 |
Le tipologie di infortunio
Gli infortuni muscolari rappresentano la tipologia più frequente, con 318 casi registrati. Si tratta però di stop mediamente meno gravi, con una durata media di 15 giorni e un costo unitario relativamente contenuto. Diverso il quadro per gli infortuni al ginocchio, meno numerosi ma caratterizzati da una gravità media di 54 giorni e da un costo per singolo episodio tra i più elevati dell’intero campionato.
Questa differenza tra frequenza e severità spiega perché il numero totale di infortuni non sia sempre proporzionale all’impatto economico finale. Pochi stop gravi possono incidere più di numerosi infortuni lievi.
Ruoli e fasce d’età più coinvolti
Dal punto di vista dei ruoli, i difensori sono i più colpiti in termini di numero di infortuni, con 307 episodi. Il peso economico maggiore ricade su centrocampisti e attaccanti, che insieme generano oltre 70 milioni di euro di costi complessivi. I portieri, pur registrando stop mediamente più lunghi, incidono in misura limitata sul totale.
Per quanto riguarda l’età, la fascia compresa tra i 26 e i 30 anni concentra sia il maggior numero di infortuni sia il costo economico più elevato, pari a quasi 51 milioni di euro. Seguono i giocatori over 30, caratterizzati da periodi di recupero più lunghi. Gli under 21, pur avendo una durata media degli stop relativamente alta, generano un impatto economico complessivo molto ridotto.