Lazio al Flaminio, nessun accordo ancora raggiunto: cosa manca per il via libera

La soprintendente Daniela Porro chiarisce che non c’è un accordo per la Lazio al Flaminio. Atteso il parere sul vincolo storico-artistico

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Claudio Cafarelli

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Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Il progetto per portare la Lazio allo stadio Flaminio rallenta, non c’è ancora un accordo definitivo. A chiarirlo è stata Daniela Porro, soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, intervenuta a Radio Roma Sound. Il funzionario pubblico ha spiegato che è in corso una conferenza di servizi preliminare e che gli uffici stanno valutando lo studio di prefattibilità presentato dal club biancoceleste. “È in corso una conferenza di servizi preliminare, stiamo esaminando uno studio di prefattibilità. Questo è quanto”, ha dichiarato Porro. Poi ha aggiunto: “Nessuno ha sottoscritto nessun accordo”. Il passaggio è rilevante perché il Flaminio è un impianto sottoposto a vincoli storico-artistici e ogni intervento deve essere valutato anche sotto il profilo della tutela architettonica.

Il progetto della Lazio per il Flaminio

La Lazio ha presentato un progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio, impianto storico firmato da Pier Luigi Nervi. La conferenza di servizi preliminare è ripartita a inizio luglio, dopo la presentazione da parte del club di Claudio Lotito delle modifiche richieste. In assenza di ulteriori pause, il percorso dovrebbe proseguire fino alla prima metà di agosto. Tra lunedì 10 e giovedì 13 agosto è attesa la possibile conclusione della conferenza. Si tratta di un passaggio importante perché potrebbe aprire la strada al riconoscimento del pubblico interesse dell’opera da parte del Comune di Roma.

Prima di arrivare a questo punto, però, serve il parere della Soprintendenza di Stato sul vincolo storico-artistico che grava sull’impianto. Il punto centrale riguarda la compatibilità tra il progetto della Lazio e la tutela dello stadio Flaminio. Le valutazioni tecniche si sono concentrate soprattutto sulla pensilina originaria progettata da Pier Luigi Nervi e sul secondo anello sospeso previsto nel piano del club biancoceleste.

Dopo settimane di interlocuzioni e richieste di approfondimento tecnico, l’orientamento sarebbe favorevole. Il parere della Soprintendenza resta però un passaggio decisivo per consentire a Roma Capitale di procedere formalmente. Come spiegato da Daniela Porro a Radio Roma Sound, la Soprintendenza sta esaminando il progetto “per quanto concerne le nostre competenze” nell’ambito della conferenza di servizi.

Cosa succede dopo il parere della Soprintendenza

Se arriverà il via libera, il dossier potrà passare alla fase successiva. Il progetto dovrebbe approdare prima in giunta comunale e poi in Assemblea Capitolina, secondo gli ulteriori passaggi previsti dalla normativa sugli stadi. Il riconoscimento del pubblico interesse rappresenta il primo vero snodo amministrativo dell’iter. Non equivale ancora all’autorizzazione definitiva ai lavori, ma permette al progetto di entrare in una fase più avanzata.

Per la Lazio, il Flaminio rappresenta una possibile nuova casa e una leva strategica sul piano sportivo, commerciale e patrimoniale. Sul futuro dello stadio è intervenuto anche il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha sottolineato l’urgenza di riportare l’impianto a una funzione attiva.

“Sul Flaminio la prima cosa da dire è che è frustrante parlarne nell’auspicio che tutto rimanga in piedi, perché ogni anno che passa aumenta il profilo del rischio”, ha dichiarato. Il ministro ha poi aggiunto che “lo stadio deve riprendere una vita attiva, utile alla comunità e rispettosa del suo valore architettonico prima che sia troppo tardi”.

Il possibile legame con Euro 2032

Il progetto Flaminio si collega anche alla candidatura italiana per Euro 2032. Entro il 1° ottobre la Figc dovrà indicare all’Uefa i cinque stadi italiani destinati a ospitare le partite della manifestazione, insieme ad altri impianti di riserva. Secondo quanto dichiarato dal ministro Abodi, il Flaminio potrebbe essere inserito “più come impianto di allenamento”, in linea con le previsioni della Lazio. Per il club biancoceleste, entrare anche solo come struttura collegata al progetto Euro 2032 potrebbe rappresentare un elemento utile per accelerare il percorso amministrativo e valorizzare l’intervento.