Polymarket oscurato in Italia dal 27 luglio: rischio per lo sponsor Lazio da 19 milioni

Polymarket sarà oscurato in Italia dal 27 luglio perché piattaforma assimilabile al gioco non autorizzato: in bilico la sponsorizzazione Lazio

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Polymarket non sarà più raggiungibile in Italia da lunedì 27 luglio. La piattaforma internazionale dei mercati di previsione era già stata inserita nell’elenco dei siti inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo scorso 10 luglio, nell’ambito delle attività di contrasto al gioco illegale. Secondo quanto spiegato da Agimeg, Polymarket viene considerata assimilabile a un operatore di scommesse non autorizzato. Per questo la piattaforma viene ricondotta all’ambito delle attività che, in Italia, richiedono una concessione pubblica.
La vicenda ha anche un risvolto economico e sportivo. Polymarket ha infatti sottoscritto un accordo di sponsorizzazione con la Lazio da circa 19 milioni di euro, per le prossime due stagioni, con opzione per il 2028/2029. Il nuovo oscuramento potrebbe quindi aprire un problema sulla presenza del marchio sulle maglie del club biancoceleste.

Perché Polymarket viene oscurato in Italia

Polymarket è una piattaforma di prediction market, cioè un mercato di previsione in cui gli utenti scambiano quote sull’esito di eventi futuri. La questione riguarda la qualificazione giuridica di questa attività. La società sostiene che il proprio modello non sia quello di un operatore di scommesse tradizionale, ma quello di un mercato basato sullo scambio tra utenti. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, invece, ritiene che l’attività sia riconducibile al gioco pubblico e debba quindi rispettare il regime concessorio previsto in Italia. In assenza di autorizzazione, il sito viene considerato non conforme alla normativa nazionale. Da qui l’inserimento nella lista dei portali inibiti e il blocco dell’accesso dal territorio italiano.

Il precedente del 2025 e il passaggio al Tar

Non è la prima volta che Polymarket finisce nella lista dei siti non autorizzati. Un precedente risale a novembre 2025, quando la piattaforma era stata inserita da Adm nell’elenco dei portali non abilitati a offrire servizi riconducibili al gioco pubblico in Italia. In quell’occasione, però, il Tar del Lazio aveva consentito la riapertura del sito dopo un chiarimento tecnico.

Il nuovo provvedimento riapre quindi una controversia già emersa nei mesi scorsi. Al centro resta la distinzione tra mercato di previsione e scommessa: una differenza che ha effetti diretti su autorizzazioni, controlli, fiscalità, pubblicità e sponsorizzazioni.

Il nodo della sponsorizzazione con la Lazio

Il caso interessa anche la Lazio, che ad aprile aveva firmato un accordo commerciale con Polymarket. La sponsorizzazione vale 22 milioni di dollari, circa 19 milioni di euro, e riguarda le prossime due stagioni, con una possibile estensione anche alla stagione 2028/2029. Il blocco del sito in Italia apre un interrogativo sulla possibilità di mantenere il marchio Polymarket sulle maglie dei giocatori biancocelesti.

Per ora, secondo la ricostruzione, non risultano notificati provvedimenti verso la Lazio. Resta però da capire se la sponsorizzazione potrà proseguire senza violare le regole italiane sul gioco e i divieti legati agli sponsor di scommesse per i club. Il tema è rilevante anche sul piano economico, perché un contratto di questa dimensione può incidere sui ricavi commerciali di una società sportiva.

Il blocco italiano non è un caso isolato. Il 16 luglio anche l’Autorità nazionale dei giochi francese, Anj, ha ordinato il blocco di Polymarket, accusando la piattaforma di promuovere un’offerta di gioco illegale. Il 21 luglio anche la Turchia ha bloccato l’accesso al sito per presunte scommesse illegali. La Spagna, a inizio giugno, aveva disposto un blocco di quattro mesi, equiparando i mercati di previsione al gioco d’azzardo. Nei Paesi Bassi, il regolatore aveva imposto a Polymarket di cessare le attività a febbraio, paragonando la sua offerta al gioco illegale.

Restrizioni sono state adottate anche in altri Paesi europei, tra cui Repubblica Ceca, Germania, Belgio, Polonia, Ungheria e Portogallo. Diverso l’approccio di Malta e Gibilterra, che stanno lavorando a una regolamentazione del settore più vicina al modello nordamericano.