Gli arbitri più pagati della Serie A, chi sfiora i 200mila: i guadagni di quest’anno

Quanto guadagnano gli arbitri di Serie A: compensi per partita, contratti annuali e classifica dei più pagati fino a 181mila euro

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Nella stagione calcistica appena conclusa si è tornato a parlare della possibilità di introdurre il professionismo per gli arbitri.  Il cambiamento avrebbe effetti non solo sull’organizzazione del settore arbitrale, ma anche sul sistema dei compensi. Attualmente gli arbitri di Serie A percepiscono una parte fissa legata al contratto e una quota variabile determinata dalle designazioni durante la stagione. Secondo l’analisi di Calcio e Finanza, nella stagione 2025/26 alcuni direttori di gara sono arrivati a superare i 180mila euro complessivi tra compensi fissi e gettoni.

Quanto guadagna un arbitro di Serie A

Il sistema attuale prevede un compenso per ogni partita disputata. In Serie A dirigere un incontro come arbitro principale vale 4mila euro lordi. La cifra cambia in base al ruolo ricoperto nella singola gara. I compensi previsti sono:

  • arbitro 4.000 euro;
  • VAR 1.700 euro;
  • assistenti di linea 1.400 euro;
  • AVAR 800 euro;
  • quarto uomo 500 euro.

Le cifre sono diverse rispetto alla Serie B, dove il direttore di gara percepisce 2mila euro a partita, mentre il VAR riceve 800 euro e l’AVAR 400 euro. Ai gettoni si aggiunge poi il compenso fisso previsto dal contratto. Gli arbitri della Can A e B hanno infatti una quota annuale che cambia in base all’esperienza:

  • 90mila euro per arbitri internazionali ed ex internazionali;
  • 60mila euro per arbitri con più di 50 partite dirette;
  • 30mila euro per arbitri con meno di 50 partite.

Gli arbitri più pagati della Serie A, la classifica

Secondo i calcoli di Calcio e Finanza, il direttore di gara che ha guadagnato di più nella stagione 2025/26 è stato Marco Guida, arrivato a un totale di 181.500 euro. Alle sue spalle ci sono Daniele Chiffi, con 175.700 euro, e Davide Massa, con 171.600 euro. La classifica considera le presenze come arbitro, VAR, AVAR e quarto ufficiale nel massimo campionato italiano.

Arbitro Compenso Contratto Totale
Marco Guida 91.500 € 90.000 € 181.500 €
Daniele Chiffi 85.700 € 90.000 € 175.700 €
Davide Massa 81.600 € 90.000 € 171.600 €
Luca Zufferli 78.000 € 90.000 € 168.000 €
Simone Sozza 77.700 € 90.000 € 167.700 €
Daniele Doveri 101.900 € 60.000 € 161.900 €
Maurizio Mariani 71.400 € 90.000 € 161.400 €
Aleandro Di Paolo 70.300 € 90.000 € 160.300 €
Marco Di Bello 95.800 € 60.000 € 155.800 €
Andrea Colombo 65.000 € 90.000 € 155.000 €
Matteo Marchetti 59.000 € 90.000 € 149.000 €
Valerio Marini 58.900 € 90.000 € 148.900 €
Paolo Mazzoleni 56.600 € 90.000 € 146.600 €
Fabio Maresca 84.400 € 60.000 € 144.400 €
Rosario Abisso 84.200 € 60.000 € 144.200 €
Matteo Marcenaro 54.000 € 90.000 € 144.000 €
Federico La Penna 81.600 € 60.000 € 141.600 €
Gianluca Aureliano 49.400 € 90.000 € 139.400 €
Luca Pairetto 48.300 € 90.000 € 138.300 €
Michael Fabbri 77.100 € 60.000 € 137.100 €

Il dibattito sul professionismo degli arbitri

Il tema dei compensi si lega alla possibile trasformazione del sistema arbitrale italiano. Prima della fine del suo mandato alla Figc, Gabriele Gravina aveva spiegato che era allo studio una nuova struttura ispirata al modello inglese della PGMOL, la Professional Game Match Officials Limited utilizzata in Premier League. L’introduzione del professionismo potrebbe modificare l’attuale sistema, basato sulla combinazione tra compenso fisso, gettoni per le partite e rimborsi. Nella stagione 2025/26 le spese complessive per arbitri, assistenti e addetti VAR in Serie A sono state pari a circa 3,7 milioni di euro. Il primo a sollevare la questione sul professionismo degli arbitri era stato Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, al termine della sfida contro la Lazio: “Ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole che ci sono. C’è sempre l’interpretazione, quello che non vede nessuno: bisogna sempre valutare la situazione, non si può generalizzare. Anche stasera in campo eravamo in 22 più uno, quello non professionista era l’arbitro. Va fatta una riforma, perché sono gli unici precari dello stadio. Tutti devono essere professionisti. È la rigidità che non va bene”.