Bitcoin, cos’è l’“halving” e cosa sta per succedere alla criptovaluta

Atteso per queste ore il momento in cui le ricompense dei miners si dimezzeranno. Ecco cosa significa e cosa comporterà

Cresce l’attesa nel mondo dei Bitcoin, nota criptovaluta nonché sistema di pagamento mondiale creato nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Gli addetti ai lavori, gli appassionati e gli esperti del settore, infatti, stanno aspettando con impazienza il prossimo “halving”, previsto per questi giorni di maggio, un evento che potrebbe portare i prezzi a lievitare. Ma cos’è esattamente un halving? E cosa potrebbe accadere dopo l’ultimo in previsione in questi giorni?

Che cos’è il “mining”

Per capire che cosa comporta un “halving”, bisogna innanzitutto comprendere il sistema con cui vengono “creati” e messi in circolazione i Bitcoin. Si tratta di un meccanismo che in gergo viene definito “mining”, che significa “estrazione”, attraverso cui tutte le transazioni che avvengono nella rete Bitcoin, la cosiddetta Blockchain Bitcoin, vengono convalidate e registrate su un database decentralizzato, il cosiddetto  “ledger distribuito”.

Il meccanismo del mining ricopre quindi una funzione cruciale e regge l’intero sistema, perché è grazie a questa “estrazione” che vengono messi in circolazione nuovi Bitcoin e soprattutto si assicura la solidarietà dell’intera rete.

La funzione dei miners nel Bitcoin Core

Il Bitcoin Core, client ufficiale della rete, è un network che si regge su dei “nodi decentralizzati”, alcuni dei quali operano come “miners”, cioè coloro che contribuiscono a mantenere la rete operativa. Chiunque, scaricando la Blockchain sul proprio pc, può diventare un “nodo” di questa rete. I miners, in base al proprio investimento iniziale, hanno a disposizione macchine hardware che consentono la validazione delle transazioni all’interno del Bitcoin Core.

Ogni 10 minuti circa, tutte le transazioni verificate vengono quindi raccolte in un “blocco” della grandezza di 1 MB. Il processo è molto competitivo: i vari miners infatti devono completare il processo di validazione risolvendo un problema matematico alla base dell’algoritmo che regola il mining, chiamato “Proof of work” (POW). E il primo miner, o gruppo di miners, che risolve il problema potrà validare il blocco e aggiungerlo alla blockchain, assicurandosi una “block reward” che al momento vale 12,5 Bitcoin.

Cos’è e quando avviene l'”halving”

L’halving segna il momento in cui la ricompensa dei miners si riduce della metà. Questo evento avviene ogni 210.000 blocchi estratti, ogni 4 anni circa: ciò significa che questo maggio 2020 il guadagno dei miners si ridurrà a 6,25 Bitcoin.

Questo avviene perché il numero massimo di Bitcoin che si possono produrre è fissato a 21 milioni di unità, e grazie all’halving i ritmi di produzione vengono rallentati. Con questo sistema, peraltro, l’inflazione del Bitcoin è in costante calo: nel maggio 2020, passerà dal 3,8% all’1,8% annuo, al di sotto del target del 2% imposto dalle principali banche centrali mondiali e dagli investitori internazionali.

Quando si raggiungerà la completa estrazione dei 21 milioni di Bitcoin,  i miners avranno come ricompensa per il loro impegno a far rimanere operativa la rete soltanto le commissioni sulle transazioni, un incentivo che secondo alcuni dovrebbe comunque bastare, visto che il valore dei Bitcoin è in continua ascesa.

Cosa succederà con l’halving di queste ore

Con l’halving di queste ore, dunque, la ricompensa dei miners si dimezzerà e la produzione di Bitcoin rallenterà. Secondo molti esperti, questa minore offerta di Bitcoin sul mercato potrebbe rialzare il prezzo della criptovaluta, come già avvenuto nei due precedenti halving del 2012 e del 2016. Per questo, molti analisti si aspettano un innalzamento della quotazione, che al momento è intorno ai 9000 dollari.

C’è però un’altra scuola di pensiero. Altri esperti ritengono che l’halving di maggio potrebbe comportare una discesa del prezzo: i miners, visto il dimezzamento dei propri guadagni e il conseguente raddoppiamento dei costi che dovranno sostenere, potrebbero infatti vedersi costretti a vendere molto rapidamente la maggior parte delle monete appena estratte.

Come influisce il Covid-19 sul prezzo dei Bitcoin

Eppure, secondo alcuni analisti del settore delle criptovalute, il crollo dei mercati tradizionali causato dal Covid-19 ha sensibilmente ridotto il rischio che il prezzo di Bitcoin diminuisca in seguito all’halving.

Secondo Chris Bendikson, Head of Research di CoinShares, il calo di prezzo di marzo ha portato i miners a prepararsi con anticipo all’halving di maggio, che quindi avrà un effetto meno brusco sul loro rendimento. “Il risultato sarà che in seguito all’halving, magari dopo qualche mese di volatilità potenzialmente pericolosa, l’industria del mining sarà in una posizione molto più forte grazie a costi complessivamente inferiori”, ha spiegato. E ha proseguito: “Ciò significa che i miners non dovranno vendere la maggior parte delle monete appena estratte, come invece avviene adesso. Se a questo si aggiunge l’effetto che l’halving stesso avrà sul prezzo, è possibile che stiamo assistendo alla formazione nel medio termine di un circolo virtuoso rialzista”.

Secondo Alex Laughton-Scott, Associate Director di CoinShares, “questo panorama globale potrebbe mettere in risalto Bitcoin, gli utilizzi di Bitcoin e il valore di questa criptovaluta. […] Si sta formando la tempesta perfetta per Bitcoin, che accrescerà il prezzo nel medio termine.”

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