Smart working e Pa: come sarà il nuovo contratto voluto da Brunetta

Quando arriva e chi potrà usufruire del nuovo accordo per svolgere il pubblico impiego da remoto

In passato il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha elogiato il Green Pass come una “misura geniale”, accennando a un’estensione dell’obbligo non soltanto per gli statali, ma per tutti i lavoratori, una decisione successivamente assunta dal Consiglio dei Ministri con il decreto dello scorso 16 settembre.

Naturalmente il Green Pass non sarebbe stata una questione così dirimente se la maggior parte degli impiegati della Pa avesse continuato, nei prossimi mesi, a usufruire del lavoro agile. L’esperienza del remoto però ha messo in luce i vantaggi di una maggiore flessibilità e a riconoscerlo è stato per primo il ministro in quota Forza Italia.

Ecco quindi l’annuncio di un nuovo contratto per lo smart working nella Pubblica Amministrazione.

Quando arriva? In cosa consiste?

Quando arriva il nuovo contratto per gli statali in smart working

I lavoratori del pubblico impiego sono in Italia 3,2 milioni. Per loro, a partire dallo scorso aprile, è venuta a cadere la soglia del 50% di lavoro in smart working, fissata durante l’emergenza Covid dal dicastero presieduto da Brunetta. La facoltà di decidere è stata quindi affidata alle singole amministrazioni, che possono, ancora oggi, stabilire il numero di dipendenti da richiamare il presenza.

Nel 2022 le nuove disposizioni prevedono che ogni ufficio si doti di un piano per organizzare i lavoratori che svolgeranno i propri compiti da casa, fermo restando un tetto del 15%. La soglia dei lavoratori che usufruiscono del lavoro agile è, ad oggi, in media, della metà della forza lavoro.

Tra un mese per la prima volta ci sarà un vero contratto per il lavoro agile: ci vorrà un pacchetto organizzativo parallelo al lavoro in presenza sul lavoro da remoto”, ha annunciato ieri 18 settembre il responsabile governativo della Pa. La base dovrebbe essere la bozza di contratto presentata dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran).

In cosa consiste il nuovo contratto per il lavoro agile nella Pa

Nel documento, è previsto un accordo individuale tramite il quale concordare durata, giornate di lavoro da remoto e il luogo dal quale si svolgeranno i propri compiti, che non potrà essere diverso dal territorio italiano.

Tre le fasce in cui sarà diviso il lavoro: operatività, contattabilità e inoperabilità. Durante l’inoperabilità, il lavoratore avrà diritto alla disconnessione completa. La bozza dell’Aran inoltre prevede agevolazioni per i genitori con figli di età inferiore ai 3 anni o disabili e non riguarda invece i dipendenti della Pa che fanno uso di strumentazioni non remotizzabili oppure in turno. Qui altri dettagli.

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