Giorgia Meloni è intervenuta al Parlamento in vista del Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles tra il 18 e il 19 giugno. Il vertice discuterà diversi temi, soprattutto per definire le linee guida e le priorità di fronte alle crisi internazionali. Meloni ha illustrato quale sarà la posizione dell’Italia sui principali temi di geopolitica ed economia di cui si discuterà a Bruxelles.
Dalla politica estera, dove si ribadisce il pieno sostegno all’Ucraina, fino alla situazione in Medio Oriente, sul quale riferisce di avere ancora speranze sulla riuscita dei colloqui. A Bruxelles si parlerà anche di economia e competitività, di revisione del meccanismo Ets e su come affrontare la crisi energetica, strettamente legata alla difesa.
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Italia al vertice Nato con il 2,8% del Pil in difesa
La presidente del Consiglio ha aperto il proprio intervento in Parlamento parlando della situazione geopolitica, dall’Ucraina all’Iran, toccando il Libano e la situazione nella Striscia di Gaza. Tutti temi che convergono poi verso gli investimenti in difesa.
Dichiara:
Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l’Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza.
Si tratta di un aumento dello 0,71%, ma è anche un aumento della spesa in difesa legao soprattutto alla sicurezza sul territorio. Per il governo italiano, la difesa è importante, ma “senza energia non rimarrebbe nulla da difendere con le armi”.
Il riferimento è alla richiesta di bilanciare gli investimenti tra difesa e sicurezza energetica, mettendo al centro le famiglie e le imprese italiane. Ha spiegato quindi il proprio punto di vista:
Queste due priorità sono interconnesse, senza sicurezza l’energia finirebbe per costare sempre di più, senza energia non rimarrebbe più nulla da difendere con le armi.
Margini di flessibilità: circa 14 miliardi per la crisi energetica
Meloni annuncia anche come nelle prossime settimane, in accordo con la Commissione, si andranno a definire le misure finanziabili grazie alla maggiore flessibilità che l’Italia ha ottenuto in Europa.
Commenta:
Sono in sostanza lontani i tempi in cui l’Italia, per avere maggiore flessibilità di bilancio, doveva dirsi disponibile a ricevere più immigrati illegali sul suo territorio.
Rivendica quindi che il proprio Governo è riuscito a ottenere la maggiore flessibilità e a vantare una riduzione dell’80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle coste italiane.
L’Italia infatti ha ottenuto 14 miliardi di euro, da investire nei prossimi tre anni in energia. Questi investimenti energetici beneficeranno di una deroga alle regole del patto di stabilità. Meloni ha riportato come un grande successo del proprio governo il fatto che la Commissione europea abbia accolto la richiesta di avere maggiore flessibilità di bilancio per affrontare la crisi energetica.
Nel 2025 la Commissione europea aveva ampliato i casi in cui gli Stati membri potevano ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale e lo aveva fatto per far crescere gli investimenti in difesa nell’ambito del piano ReArm Europe. Ma come ha ribadito la presidente del Consiglio, non ci sarebbe nulla da difendere senza sicurezza energetica.
Come possono essere usati?
Grazie alla maggiore flessibilità l’Italia potrà spendere circa 14 miliardi di euro (lo 0,6% del prodotto interno lordo). Come possono essere spesi però fa la differenza.
Infatti, non potranno essere utilizzati per finanziare interventi come bonus o taglio delle accise, ma interventi per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere la decarbonizzazione.
Il paletto messo dalla Commissione europea è che queste nuove risorse vanno utilizzate per accelerare l’elettrificazione e aumentare le capacità delle fonti sostenibili.