La Commissione europea sta preparando un’estensione della clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità. La mossa aprirebbe la strada a una maggiore flessibilità per gli investimenti destinati alla transizione energetica.
Tra le misure che potranno rientrarvi figurano gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche e i contributi per l’installazione di pompe di calore, con l’obiettivo di sostenere la decarbonizzazione senza appesantire i conti pubblici degli Stati membri.
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Patto di stabilità, novità della Commissione europea
L’indicazione emerge da una nota che l’esecutivo europeo presenterà al Comitato economico e finanziario. Si tratta di un’evoluzione della clausola di salvaguardia introdotta inizialmente per consentire ai Paesi dell’Unione di escludere dai vincoli del Patto di stabilità una parte delle spese dedicate alla difesa.
L’Italia è stata tra gli Stati che hanno sostenuto con maggiore convinzione l’estensione del meccanismo anche agli investimenti collegati alla transizione energetica.
Quali incentivi potranno essere finanziati
La documentazione predisposta dalla Commissione individua le categorie di intervento che potranno beneficiare della maggiore flessibilità, senza definire nel dettaglio i singoli programmi nazionali.
Tra le misure considerate rientrano:
- incentivi per il rinnovo dei parchi auto aziendali con veicoli elettrici;
- contributi per la sostituzione dei veicoli commerciali con mezzi elettrici;
- aiuti per l’acquisto e l’installazione di pompe di calore in uffici, laboratori e stabilimenti produttivi.
Come funzionerà la procedura
L’ampliamento della clausola non richiederà un nuovo via libera dell’Ecofin, che aveva già approvato il meccanismo originario valido per investimenti fino all’1,5% del Pil nell’arco di quattro anni.
Per questo motivo il tema non sarà inserito nell’ordine del giorno della riunione dei ministri dell’Economia dell’Unione europea prevista per il 10 luglio.
Il prossimo passaggio, come detto, sarà l’esame della proposta da parte del Comitato economico e finanziario e successivamente ogni governo dovrà presentare una richiesta alla Commissione europea indicando gli investimenti che intende finanziare attraverso la clausola. Poi spetterà all’Ecofin autorizzare formalmente l’attivazione del meccanismo per ciascun Paese.
Le prime domande potrebbero arrivare nel mese di settembre, mentre le autorizzazioni sono attese a partire da ottobre.
I limiti previsti dal Patto di stabilità
La clausola destinata alle spese per la difesa è entrata in vigore nel 2025 e potrà essere utilizzata fino al 2028, consentendo di escludere dai vincoli di bilancio investimenti pari complessivamente all’1,5% del Pil nell’arco di quattro anni.
Per gli interventi destinati alla transizione energetica il margine previsto sarebbe invece pari allo 0,6% del Pil nel periodo compreso tra il 2026 e il 2028, con un limite massimo dello 0,3% del Pil per ciascun anno.
Le posizioni dei Paesi europei
I Paesi tradizionalmente più rigorosi sul controllo dei conti pubblici hanno espresso perplessità sull’ipotesi di ampliare ulteriormente la flessibilità prevista dal Patto di stabilità.
Anche gli Stati baltici e quelli maggiormente esposti sul fronte orientale dell’Unione hanno mostrato un interesse limitato, preferendo concentrare le risorse disponibili sul rafforzamento della difesa.
Cosa cambia per l’Italia
Per l’Italia l’estensione della clausola potrebbe tradursi nella possibilità di finanziare nuovi incentivi per la mobilità elettrica e l’efficientamento energetico con una maggiore flessibilità rispetto ai vincoli del Patto di stabilità.