Sondaggi politici, Meloni cala al 26,7% e il centrodestra perde contro il campo largo

Secondo gli ultimi sondaggi elettorali, FdI rimane primo con il 26,7% ma il centrodestra perde terreno nei confronti del campo largo

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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I sondaggi di questa settimana mostrano il calo di Fratelli d’Italia, che cede il -0,3% andando al 26,7%. FdI mantiene un vantaggio di 5,5 punti sul Partito Democratico (21,2%).

Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra (41,6%) perde contro il campo largo con +Europa (42%), ma eventuali allargamenti agli estremi o al centro possono ribaltare o accentuare il risultato.

Ultimi sondaggi politici

I dati che seguono evidenziano le ultime rilevazioni su chi guadagna consenso e chi lo perde nel confronto tra i partiti guidati dai diversi segretari.

Ovvero: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Qui di seguito la Supermedia YouTrend per Agi dei sondaggi sulle intenzioni di voto al 30 luglio (con variazione rispetto al 16 luglio):

  • Fratelli d’Italia – 26,7% (-0,3%);
  • Partito Democratico – 21,2% (-0,1%);
  • Movimento 5 Stelle – 13% (+0,2%);
  • Forza Italia – 8% (-0,1%);
  • Futuro Nazionale – 7,1% (+0,6%);
  • Alleanza Verdi Sinistra – 6,4% (-0,1%);
  • Lega – 5,9% (=);
  • Azione – 3,1% (=);
  • Italia Viva – 2,3% (-0,1%);
  • +Europa – 1,4% (+0,1%);
  • Noi Moderati – 1% (-0,2%).

Nota metodologica

La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 16 al 29 luglio, è stata effettuata il giorno 30 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione 29 luglio), Emg (24 luglio), Ipsos (25 luglio), Swg (20 e 27 luglio) e YouTrend (24 luglio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.

Le coalizioni

Questi i numeri di una possibile coalizione di centrodestra:

  • centrodestra senza Vannacci – 41,6%;
  • centrodestra con Vannacci – 48,7%.

Qui lo stato della coalizione progressista:

  • campo largo (con +E) – 42%;
  • campo largo (con +E e IV) – 44,3%.

La politica spiegata in breve

La coalizione di governo (FdI, FI, Lega e NM) passa al 41,6%, perdendo complessivamente circa 0,6 punti rispetto a due settimane prima. Il calo è dovuto soprattutto a Fratelli d’Italia (-0,3%), mentre la Lega resta stabile e Forza Italia cede un decimo. Ed anche NM perde (-0,2%).

Continua a crescere FN di Roberto Vannacci che va al 7,1% guadagnando 0,6 punti. FN oggi, che prende consenso a destra, è il quinto partito in Italia e la sua corsa pare non arrestarsi, settimana dopo settimana.

Se si sommano PD (21,2%), M5S (13%), AVS (6,4%), Italia Viva (2,3%) e +Europa (1,4%), si arriva al 44,3%. È un dato superiore al centrodestra, ma rappresenta una somma aritmetica e non politica: sul piano politico, infatti, non esiste oggi un’alleanza reale che riunisca tutte queste forze. Il campo largo esiste a livello di intenzioni, ma mancano programma, leader, nome definitivo ed elettorato. E senza Italia Viva e +Europa, l’asse PD-M5S-AVS vale 40,6%, meno del centrodestra.

Scricchiolii nel centrodestra

Delle criticità nel centrosinistra si è detto. Ma anche nel centrodestra ci sono alcune frizioni. Secondo retroscenismi di stampa pare che la premier Meloni si arrovelli su una domanda: “Forza Italia sta cercando l’incidente?”. Un possibile incidente riguarda i franchi tiratori che hanno affossato le preferenze relative alla legge elettorali Stabilicum. Un altro riguarda i contrasti relativi alla riforma delle intercettazioni. Solo pochi giorni più tardi, sui giornali spunta una battuta di Antonio Tajani pronunciata durante la riunione con i senatori azzurri: “Io i fascisti di Roma li conosco: con loro bisogna usare la forza”. Forza Italia, fra le altre cose, vive male lo spettro di una allargamento dell’alleanza alla destra di Vannacci.