Pensioni 2027, aumentano minima, sociale e invalidità civile: gli importi attesi

La perequazione stimata al 2,8% raddoppia rispetto al 2026: di quanto crescono pensione minima, assegno sociale e invalidità civile dal 2027

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Pensioni più alte dal 2027, non solo per gli assegni previdenziali ma anche per diverse misure assistenziali. Le prime stime indicano una rivalutazione più consistente rispetto a quella applicata nel 2026. Gli effetti riguarderebbero pensione minima, assegno sociale e prestazioni di invalidità civile. Si tratta però ancora di proiezioni: i valori ufficiali saranno definiti solo a fine anno sulla base dei dati Istat.

Come funziona l’adeguamento

Ogni anno le pensioni vengono adeguate all’inflazione attraverso il meccanismo della perequazione automatica, pensato per preservare il potere d’acquisto dei beneficiari. Il parametro di riferimento è l’indice Foi (senza tabacchi) calcolato dall’Istat, che misura l’andamento dei prezzi al consumo.

Per il 2026 il governo ha indicato nel Documento programmatico di bilancio un’inflazione stimata al 2,8%. Se il dato fosse confermato anche ai fini della perequazione, nel 2027 l’adeguamento sarebbe pari al 2,8%, circa il doppio rispetto all’1,4% applicato nel 2026.

L’adeguamento non riguarda solo le pensioni ordinarie, ma anche una serie di prestazioni assistenziali collegate al sistema previdenziale, tra cui assegno sociale, pensioni di invalidità e integrazione al minimo.

Pensione minima, gli importi attesi

Partendo dall’attuale trattamento minimo di 611,85 euro mensili, una rivalutazione del 2,8% porterebbe l’importo a circa 628,98 euro, con un incremento di poco superiore ai 17 euro al mese. Resta però aperta la questione della maggiorazione straordinaria introdotta negli ultimi anni. Nel 2026 questa integrazione ha portato la pensione minima a 619,80 euro, ma la misura è in scadenza e per il 2027 sarà necessaria una nuova decisione politica.

Altro nodo riguarda il cosiddetto “incremento al milione”. Oggi la maggiorazione è pari a 136,44 euro. L’importo potrebbe salire a 156,44 euro solo nel caso in cui il legislatore confermasse un ulteriore incremento della misura. In questo scenario:

  • con maggiorazione a 136,44 euro, l’assegno complessivo arriverebbe a circa 765 euro mensili;
  • con maggiorazione a 156,44 euro, si salirebbe fino a circa 785 euro al mese.

Assegno sociale, aumento e nuovi requisiti

Anche l’assegno sociale beneficerà dell’incremento. Nel 2026 l’importo è pari a 546,24 euro mensili per 13 mensilità. Con un incremento del 2,8%, nel 2027 si arriverebbe a circa 561,54 euro, cioè circa 15 euro in più al mese.

Parallelamente aumenteranno anche le soglie di reddito necessarie per accedere alla prestazione:

  • Limite personale: da 7.101 euro a circa 7.300 euro annui;
  • Limite coniugale: da 14.202 euro a circa 14.600 euro.

Va inoltre considerato l’adeguamento dell’età pensionabile: dal 2027 serviranno 67 anni e 1 mese per accedere all’assegno sociale, destinati a salire a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Per chi beneficia dell’incremento al milione, l’importo massimo sarà legato alla pensione minima rivalutata. In base alle simulazioni:

  • circa 765 euro mensili con maggiorazione base;
  • fino a circa 785 euro con maggiorazione aumentata.

Pensioni di invalidità civile

La rivalutazione interesserà anche le prestazioni per invalidi civili, con aumenti proporzionali all’inflazione. Nel dettaglio:

  • pensione base (oggi 340,71 euro): circa 350,25 euro nel 2027;
  • ciechi assoluti non ricoverati (oggi 368,46 euro): circa 378,78 euro;
  • indennità speciale per ciechi parziali: da 238,14 a circa 244,81 euro;
  • assegno per ipovedenti gravi: da 252,88 a circa 259,96 euro.

Si tratta di incrementi contenuti in valore assoluto, ma rilevanti per chi vive esclusivamente di queste prestazioni.

Aumenti anche per le pensioni ordinarie

L’adeguamento sarà visibile anche sugli assegni previdenziali standard. Con un tasso del 2,8%, gli aumenti lordi mensili sarebbero indicativamente:

  • 1.000 euro: +28 euro;
  • 1.500 euro: +42 euro;
  • 2.000 euro: +56 euro.

Va ricordato che il meccanismo è progressivo: la rivalutazione piena si applica solo fino a quattro volte il minimo, mentre per importi superiori le percentuali si riducono.