Trump annuncia la fine della guerra con l’Iran, accordo sul nucleare: crolla il petrolio

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un accordo con l'Iran che dovrebbe porre fine alla guerra, il prezzo del petrolio è calato sotto gli 84 dollari

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la guerra in Iran è finita. Secondo le dichiarazioni di Trump, gli Usa avrebbero raggiunto con l’Iran “un grande accordo” in cui Teheran avrebbe rinunciato al proprio programma nucleare civile.

La notizia arriva dopo un’escalation che sembrava aver compromesso il cessate il fuoco tra i due Paesi. Fonti del Ministero degli Esteri iraniano hanno smentito la versione del presidente degli Stati Uniti, dichiarando che nulla è stato ancora finalizzato. Nel frattempo, però, il petrolio è sceso sotto gli 84 dollari al barile sui mercati internazionali.

L’annuncio di Trump sull’accordo con l’Iran

Trump ha dato la notizia dell’accordo con l’Iran parlando alla stampa nello Studio Ovale. I punti più importanti delle dichiarazioni del presidente degli Usa sono:

  • è stato appena concluso “un grande accordo” con l’Iran;
  • l’Iran ha rinunciato ad avere armi nucleari per sempre;
  • l’accordo sarà firmato ufficialmente in Europa, piuttosto in fretta;
  • i documenti hanno raggiunto la loro forma definitiva;
  • lo Stretto di Hormuz sarà aperto appena l’accordo sarà firmato.

È almeno la quinta volta dall’inizio della guerra che Trump o un membro della sua amministrazione fa un annuncio simile. Soltanto poche ore prima, Trump aveva minacciato di colpire l’Iran “molto duramente”, e gli Usa avevano eseguito diversi attacchi su suolo iraniano. Il cessate il fuoco tra i due Paesi sembrava compromesso e la guerra in Medio Oriente che sembrava in procinto di ricominciare.

La smentita dell’Iran: “Nulla è stato finalizzato”

Dall’Iran è subito arrivata una smentita alle parole del presidente degli Stati Uniti. Esmail Baghaei, diplomatico iraniano portavoce del Ministero degli Esteri, ha specificato alcuni dettagli:

  • non si tratta di un accordo, ma di un memorandum per poter raggiungere un accordo;
  • le richieste fatte dagli Usa sono eccessive e ne sono state aggiunte di recente;
  • l’Iran non arretrerà dalle sue “linee rosse”, vale a dire dal proprio programma nucleare.

Sul nucleare c’è da sottolineare che Trump ha parlato di “armi”. L’Iran, ufficialmente, non ha mai perseguito un programma nucleare militare e ha sempre sostenuto che tutte le strutture di arricchimento dell’uranio di cui si è dotato fossero centri di ricerca per l’avanzamento di un programma nucleare civile, quindi finalizzato a costruire centrali elettriche, non bombe atomiche.

Ufficialmente, di fatto, l’Iran ha già rinunciato alla costruzione di un’arma nucleare. La questione sul programma nucleare iraniano è sempre stata quella del controllo internazionale, per rassicurare soprattutto gli Usa e Israele che, dietro al programma civile, non se ne nascondesse uno segreto per dotare Teheran dell’atomica.

L’impatto sul prezzo del petrolio

Come già accaduto in passato, le dichiarazioni di Trump sulla fine della guerra in Iran hanno causato un abbassamento del prezzo del petrolio:

  • il Brent, il petrolio del Mare del Nord, è sceso sotto gli 84 dollari al barile;
  • il WTI, il petrolio americano, è sceso sotto gli 86 dollari al barile.

Normalmente il Brent, che è il petrolio di qualità migliore al mondo perché più semplice da raffinare, è il più costoso. Dall’inizio della guerra in Iran, però, il WTI americano lo ha superato, perché i Paesi asiatici che consumavano grandi quantità di petrolio arabo si sono rivolti agli USA e al Canada dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. Il picco di domanda ha fatto aumentare i prezzi e ha avuto conseguenze negative per l’economia statunitense, con l’inflazione che ha raggiunto il 4,2%.