Il sistema pensionistico italiano è un disastro e in confronto a chi? In realtà, in molti Paesi europei sta aumentando l’età pensionabile e questo perché, come in Italia, l’età legale per accedere alla pensione è legata all’aspettativa di vita.
Da sempre il tema dell’aumento dell’età pensionabile colpisce l’opinione pubblica e nel 2023 le proteste nate in Francia hanno riacceso il dibattito anche in Italia. Spaventa l’idea che si possa andare in pensione anche oltre i settant’anni, come potrebbe accadere in Italia in futuro. E pensare che in Francia il Paese è stato travolto dalle manifestazioni perché si è tentato di alzare l’età pensionabile da 62 a 64 anni. La riforma è stata approvata, ma la sua applicazione sarà rinviata al 2028. In Italia oggi l’età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni.
L’età pensionabile in Italia
L'Italia è tra i Paesi con l'età più alta: 67 anni per entrambi i sessi. Si tratta di un parametro anagrafico che è legato all'aspettativa di vita e che, come sappiamo, è destinato ad aumentare.
Si tenta da diversi anni di limitare gli aumenti automatici dell'età pensionabile, fino anche a renderli di appena un mese all'anno. Eppure si continua ad andare in pensione sempre più tardi e questo perché, come ha fatto anche il governo Meloni, si sono ridotte le opzioni di flessibilità.
Per esempio, le varie quote sono state abolite e Opzione Donna è stata resa di più difficile accesso con dei requisiti più stringenti. In questo modo le pensioni anticipate sono crollate di numero.
L'età pensionabile in Europa
Negli altri Paesi europei la situazione appare diversificata, ma non meno improntata all'aumento dell'età pensionabile.
C'è il già citato caso della Francia, dove si è tentato di aumentare l'età pensionabile da 62 a 64 anni, ma senza troppo successo. Persone di ogni età sono scese in piazza, tra manifestazioni e scioperi di massa, spingendo il governo a prendere tempo. La riforma è stata approvata, ma si è votato per rinviare la sua applicazione al 2028.
Al momento il Paese che avrà l'età pensionabile più alta d'Europa non è l'Italia (che prevede di arrivare a 71 anni entro il 2060), bensì la Danimarca, dove il Parlamento ha approvato una legge che porterà l'età della pensione statale a 70 anni entro il 2040.
Quando si va in pensione in Europa?
In generale, però, secondo Eurostat, la durata media attesa della vita lavorativa per le persone di 15 anni e più nell'Unione Europea ha raggiunto i 37,5 anni. Nel 2024 era pari a 37,2 anni e nel 2016 era pari a 35,2 anni. L'indicatore Eurostat ci dice quanti anni un quindicenne di oggi può aspettarsi di trascorrere lavorando prima di andare in pensione.
Il dato non misura però l'età pensionabile vera e propria, ma ci indica le aspettative lavorative del futuro. Restano però delle differenze significative tra i vari Paesi europei, ognuno con il proprio sistema pensionistico.
In sette Paesi dell'Unione Europea un lavoratore resta nel mercato del lavoro per quarant'anni o più. Accade per esempio:
- nei Paesi Bassi (44 anni);
- in Svezia (43,3 anni);
- in Danimarca (42,6 anni);
- in Estonia (41,5 anni);
- in Irlanda (40,7 anni);
- in Germania (40,2 anni);
- in Finlandia (40,1 anni).
- Meno aspettativa lavorativa:
- in Romania (32,7 anni);
- in Italia (33 anni);
- in Bulgaria (34,6 anni).
L'Italia rappresenta così sia uno dei Paesi con l'età pensionabile più alta, sia quello dove si registra la media di vita lavorativa più breve.
Età pensionabile: differenze tra lavoratori e lavoratrici
Un altro aspetto che accomuna molti sistemi pensionistici europei è la differenza tra lavoratori e lavoratrici, sia per quanto riguarda l'età pensionabile (che in molti casi può prevedere fino a cinque anni di anticipo per le donne), sia per quanto riguarda il tempo di vita lavorata.
Anche in questo caso la tendenza è quella di equiparare o aumentare l'età pensionabile legando il numero all'aspettativa di vita.
Se si guarda però alla vita lavorativa, il divario di genere è piuttosto evidente. Gli uomini lavorano circa 39,5 anni, mentre le donne ne lavorano quattro in meno (35,4 anni).
Gli uomini lavorano di più:
- nei Paesi Bassi (45,9 anni);
- in Svezia (44,5 anni);
- in Danimarca (44,5 anni);
- in Irlanda (43,4 anni).
Mentre le vite lavorative maschili più brevi si registrano:
- in Bulgaria (35,9 anni);
- in Romania (36 anni);
- in Croazia (36,3 anni).
Le donne lavorano più a lungo:
- in Svezia (42,3 anni);
- nei Paesi Bassi (41,9 anni);
- in Estonia (41,8 anni).
E lavorano meno:
- in Italia (28,4 anni);
- in Romania (29,1 anni);
- in Grecia (31,8 anni).