Il nuovo taglio delle accise, varato d’urgenza lo scorso 28 ottobre, è ufficialmente terminato. Non è presente un dibattito in merito ad alcuna proroga, né tantomeno è presente un testo in Gazzetta Ufficiale. Dal 7 novembre l’aliquota fiscale di accisa sul diesel torna al livello ordinario di 672,90 euro per 1.000 litri, annullando il beneficio di 40 euro per 1.000 litri applicato nell’ultimo periodo grazie al meccanismo delle accise mobili.
Il prezzo del diesel torna quindi a salire di 4,88 centesimi al litro IVA compresa, ovvero con un aumento di circa 2,44 euro per un pieno medio da 50 litri. Sono stati invece confermati i sostegni per settori come le aziende agricole e della pesca, che possono richiedere fino al 20 novembre un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per i carburanti, oltre alla compensazione del credito d’imposta al 17,40% utilizzabile entro il 31 dicembre.
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Stop al taglio delle accise: il diesel torna ad aumentare
È scaduto il taglio delle accise che il Governo aveva varato d’urgenza dal 28 ottobre al 7 novembre 2026. I 4,88 centesimi sul gasolio torneranno quindi sul prezzo alla pompa di benzina.
Il provvedimento aveva ridotto le accise sul diesel da 672,90 a 632,90 euro per 1.000 litri grazie all’extragettito IVA (circa 38 milioni di euro) messo in campo con il meccanismo delle accise mobili.
Senza alcuna indicazione di proroga in Gazzetta Ufficiale, a partire da domenica 8 novembre scatta il rischio di rincari ai distributori. Le accise infatti tornano a salire e, compresa l’IVA, il costo aggiuntivo è di 4,88 centesimi al litro, pari a una spesa ulteriore di 2,44 euro su un pieno da 50 litri.
Quanto costa fare rifornimento
Il inistero delle Imprese e del Made in Italy, tramite l’Osservatorio dei prezzi dei carburanti, fotografa un prezzo medio nazionale che ha raggiunto quota due euro per la benzina (precisamente 2,001 euro al litro), mentre per il diesel il prezzo si attesta a 2,224 euro.
Si tratta della modalità self-service sulla rete stradale ordinaria, ma se si guarda alla rete autostradale, il prezzo medio sempre al self-service si attesta a 2,029 euro per la benzina e a 2,277 euro per il gasolio.
Solo grazie agli accordi sulle forniture e agli interventi delle principali compagnie petrolifere, i prezzi self-service restano intorno o appena al di sotto dei due euro per la benzina e a circa 2,2 euro per il gasolio sulla gran parte della rete autostradale.
Quando caleranno i prezzi
L’associazione Adusbef ha commentato il mancato rinnovo della misura del taglio, sottolineando come tuttavia lo stop arrivi in un momento particolare. Le quotazioni petrolifere stanno infatti registrando un deprezzamento, che potrebbe aprire le porte a una possibile riduzione dei listini alla pompa.
Rispetto a fine ottobre, quando il prezzo aveva superato i 117 dollari al barile, il Brent in pochi giorni è calato del 16,2%. Anche se le quotazioni del greggio non sono l’unica componente a determinare l’andamento dei prezzi dei carburanti, Adusbef sottolinea che si tratta comunque di un segnale economico importante.