Nei prossimi mesi il gasolio potrebbe raggiungere i 3 euro al litro. È questa l’ipotesi del presidente di Federpetroli Italia, Michele Marsiglia. Secondo il suo parere non è qualcosa da guardare nei prossimi giorni, ma un’evoluzione della crisi in Medio Oriente che nei prossimi mesi potrebbe portare a uno stravolgimento dei prezzi al distributore.
Anche le piccole imprese della Federazione Autonoma Piccole Imprese si dichiarano preoccupate, perché la dinamica dei prezzi sta assorbendo il beneficio delle misure attuali, rendendolo praticamente nullo. Si chiedono al governo ulteriori interventi sulle accise per contenere il costo dei carburanti che hanno, a cascata, un peso sul cliente finale.
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Aumento prezzo diesel: rischio impennata
Dal presidente di Federpetroli Italia, Michele Marsiglia, arriva un avvertimento sul possibile aumento dei costi del diesel al distributore. Per Marsiglia, nei prossimi mesi il prezzo del gasolio potrebbe sfondare la soglia dei 3 euro al litro.
Intervistato dall’Adnkronos, il presidente di Federpetroli non ha parlato di un cambiamento immediato, dall’oggi al domani. Secondo lui, infatti, bisogna tenere in considerazione che nei prossimi mesi la situazione dello Stretto di Hormuz potrebbe cambiare drasticamente e, con questa, il prezzo del diesel.
La variabile è l’escalation della crisi in Medio Oriente, con Donald Trump che pubblica le foto dello Stretto dichiarandolo sotto il controllo americano e l’Iran che si dice pronto a valutare obiettivi militari americani in Europa in caso di escalation.
Per Marsiglia, se la situazione nello Stretto non dovesse trovare una rapida stabilizzazione, il mercato andrebbe incontro a uno “stravolgimento” nel giro di pochi mesi.
Le quotazioni di greggio e gas
I prezzi del petrolio continuano a restare alti, così come continua a restare incerta la situazione sullo Stretto di Hormuz. Nella mattinata di mercoledì 19 agosto il Brent si spinge oltre i 91 dollari al barile e il WTI è vicino agli 86 dollari.
Il mercato sta pagando versioni contraddittorie sull’apertura, completa o limitata, dello Stretto. Nell’ultima settimana il traffico navale è calato nuovamente, con i transiti confermati in diminuzione del 19,5%.
Il mercato cerca di stabilizzarsi cercando rotte alternative e altri modi per spostare i barili senza fare affidamento su Hormuz, così da attenuare l’impatto di un’interruzione prolungata. Tutte le alternative al momento però risultano più costose e contribuiscono alla stima di Marsiglia su un aumento del prezzo del diesel che rischia di sfiorare, toccare o persino superare i tre euro al litro.
Se si aggiunge anche il prezzo del gas, che torna intorno ai 63 euro al megawattora, si parla di dinamiche che hanno inevitabilmente degli effetti a cascata sulle pompe di benzina e sul costo dell’energia.
Il commento di associazioni e imprese
Se il diesel dovesse davvero toccare i tre euro al litro, l’Italia avrebbe un serio problema da risolvere. Da una parte l’inflazione di tutti i beni che si muovono su gomma, ma anche di tutti gli altri settori che dipendono dal diesel; dall’altra il costo di misure che scontano il carburante, come il taglio delle accise che scade il prossimo 25 agosto.
Intanto dalla Federazione Autonoma Piccole Imprese fanno notare come questi tagli siano stati ormai completamente assorbiti dai nuovi rincari. Confimprenditori parla degli attuali provvedimenti del governo come “del tutto inefficaci”.
La paura legata a un aumento dei costi dei carburanti è quella di un effetto domino su tutti gli altri prezzi, che aumenteranno di conseguenza, come quelli della logistica, della produzione e della distribuzione. Una minaccia per le aziende, ma anche una nuova ondata inflazionistica per i beni di largo consumo.