San Marino proroga gli sconti sui carburanti fino al 30 settembre: benzina a 1,69 euro

San Marino proroga fino al 30 settembre gli sconti su benzina, diesel e Gpl mentre in Italia il caro carburanti continua a pesare

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Mentre in Italia il caro carburanti continua a mordere famiglie e imprese, San Marino va controcorrente. Il Congresso di Stato ha prorogato fino al 30 settembre le misure straordinarie di sconto sui carburanti, alleggerendo di fatto la spesa dei cittadini in un momento delicato come il rientro dalle vacanze e l’avvio dell’anno scolastico.

Le misure

Il Congresso di Stato ha deliberato d’urgenza, tramite decreto-legge, il mantenimento del pacchetto di interventi già attivato nei mesi scorsi. Tra le misure confermate:

  • il taglio delle accise alla pompa, con una diminuzione diretta di 10 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 5 centesimi al chilogrammo per il Gpl;
  • il rimborso in credito di 20 centesimi al litro per chi effettua il rifornimento utilizzando la SMaC Card, la carta sammarinese;
  • l’aliquota agevolata dell’imposta speciale sul gasolio agricolo, rimasta inalterata.

Tutto questo per evitare un duro colpo al rientro dalle ferie e salvaguardare le famiglie in vista delle spese per il ritorno a scuola dei figli.

I prezzi a San Marino

Queste misure hanno portato a San Marino una situazione in cui la benzina si attesta intorno a 1,69 euro al litro. Per il diesel, invece, i prezzi sono più vicini a quelli italiani e si attestano attorno ai 2 euro al litro, comunque sostenuti dagli sconti fiscali.

Va ricordato che nella Repubblica non esiste l’Iva italiana al 22%: sui beni introdotti o prodotti nel territorio si applica un’imposta monofase del 17%, con aliquote agevolate (dal 2% al 9%) per i beni di prima necessità. Questo regime contribuisce a rendere alcuni prodotti più accessibili rispetto all’Italia.

Una decisione inevitabile, secondo il governo sammarinese, alla luce di un panorama internazionale ancora scosso da forti instabilità geopolitiche e dalle speculazioni sui mercati energetici. Il segretario di Stato alle Finanze, Marco Gatti, ai microfoni di San Marino Rtv, spiega:

Nonostante gli sforzi e i tagli applicati, anche a San Marino siamo ormai vicini ai due euro al litro. È un valore altissimo. Dal punto di vista del bilancio pubblico, questa riduzione comporta indubbiamente un gettito inferiore dalle imposte speciali. Questa contrazione viene però parzialmente assorbita dal maggiore incasso dell’imposta monofase, dato che l’aumento del prezzo finale fa salire la base imponibile.

Le misure dureranno fino al 1° ottobre, salvo ulteriori decreti di proroga. Ma intanto, nella piccola Repubblica del Titano, fare benzina conviene

Il confronto con l’Italia

La linea sammarinese appare più netta e di più lungo respiro rispetto all’Italia, dove le decisioni sul caro carburanti arrivano a singhiozzo e con finestre temporali ridotte. Nel Belpaese, infatti, il prezzo medio della benzina self service sulla rete stradale supera ormai i 2 euro al litro, mentre il gasolio tocca e supera i 2,13 euro; in autostrada il diesel ha superato i 2,20 euro al litro.

Il governo italiano ha prorogato il taglio delle accise sul solo gasolio, pari a 17 centesimi al litro Iva inclusa. La misura, inizialmente prevista fino al 26 agosto, è stata estesa con un nuovo decreto fino al 5 settembre.

A chi nota il differente ritmo d’azione tra la Repubblica e l’Italia, Gatti ha chiarito le ragioni normative:

Cerchiamo il massimo allineamento con Roma in virtù dei nostri accordi bilaterali. L’Italia opera con aggiustamenti a brevissimo termine, la nostra struttura legislativa, meno flessibile nei tempi di reazione, ci impone invece di programmare gli interventi su finestre temporali più ampie.

L’auspicio dell’esecutivo sammarinese è che l’autunno porti una schiarita sui listini internazionali. In caso contrario, avverte Gatti, il rischio concreto è un’ulteriore vampata inflazionistica a fine anno.