Il controesodo estivo porta con sé il solito rialzo dei carburanti nelle principali arterie autostradali. Sulla A22, l’Autostrada del Brennero, le rilevazioni dei prezzi esposti hanno registrato un picco considerevole: il carburante speciale Supreme Diesel al servito ha abbattuto il muro dei 3,129 euro al litro.
Una cifra da record che fa tremare gli automobilisti in viaggio per i loro portafogli. Si riapre così il dibattito sui costi di rifornimento lungo le reti ad alto scorrimento durante i picchi di traffico di fine agosto.
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Perché il Diesel Premium costa così tanto
Per comprendere la portata di questo rincaro è necessario chiarire di che tipo di carburante stiamo parlando. La quota record superiore ai 3 euro riguarda la modalità servito per i prodotti della linea Premium, ovvero gasoli speciali caratterizzati da additivi prestazionali e minori emissioni. Questo anche perché il diesel è soggetto a ulteriori tassazioni per compensare il ruolo nell’inquinamento atmosferico.
Tuttavia, anche prendendo in considerazione il carburante standard, quella specifica tratta autostradale si conferma più onerosa rispetto ai distributori urbani o extraurbani. Sulle autostrade, infatti, concorrono diversi fattori di costo:
- le royalty e i canoni di concessione elevati pagati dai gestori alle società autostradali;
- la necessità di garantire l’apertura e il servizio continuativo;
- l’incidenza delle spese logistiche di approvvigionamento e i margini sulle prestazioni con operatore.
Quando il taglio delle accise non basta più
Il tema dei listini si inserisce in un dibattito economico e politico ben più ampio. Giusto pochi giorni fa un Sindaco abruzzese ha preso in gestione la pompa locale e, tagliando sugli extra profitti e alcuni costi di gestione, ha dimostrato come si possano offrire prezzi calmierati e avere comunque un margine di guadagno.
Nel frattempo, gli automobilisti attendono un effetto sui costi del carburante al netto delle misure d’emergenza governative che sono state già prese. Fino a domani sarà valida la proroga dello sconto sul gasolio , ma la disciplina del taglio delle accise continua a rappresentare una misura insufficiente. I prezzi sui banner sono Achille che non riesce mai a raggiungere la tartaruga nel paradosso di Zenone. Intanto, a far le spese delle fluttuazioni dei mercati internazionali sono i consumatori.
Per fortuna, il recente chiarimento dell’Unione Europea in materia fiscale ha riaperto la strada al dibattito sulla tassa sugli extraprofitti delle grandi compagnie energetiche. Attualmente l’opposizione incalza l’Esecutivo per destinare le risorse derivanti dalle plusvalenze dei colossi petroliferi direttamente alla riduzione delle imposte sulla benzina e sul diesel.
Come evitare di spendere ancora di più durante il rientro
Per contenere le spese di viaggio durante questi giorni da bollino rosso, le associazioni dei consumatori raccomandano alcune semplici regole di prudenza economica:
- scegliere di rifornirsi alla modalità self service per evitare l’erogazione al servito, dove le commissioni degli operatori sono maggiorate;
- pianificare i rifornimenti fuori dall’autostrada, lungo la viabilità secondaria o vicino ai caselli per ottenere risparmi tangibili;
- verificare attentamente i prezzi esposti sulla cartellonistica obbligatoria presente lungo le arterie stradali prima di effettuare la sosta.
Resta il fatto che è possibile fare segnalazioni alla Guardia di Finanza qualora ci sia il sospetto di irregolarità.