Nonostante il mancato rinnovo dello sconto sulle accise, le difficoltà di approvvigionamento e i blocchi dovuti agli scioperi, trovare distributori di carburante con prezzi inferiori alla media è ancora possibile.
Facile.it ha elaborato i dati del Mimit offrendo una fotografia dettagliata del panorama nazionale. In ogni caso, le medie generali restano ormai stabilmente sopra la soglia dei 2 euro al litro.
Indice
In quali Regioni la benzina costa meno di 2 euro
In tutta Italia, oltre la metà dei distributori analizzati — circa 10.223 impianti — vende la benzina al self-service a un prezzo inferiore alla soglia dei 2 euro al litro.
| Regione | Impianti sotto i 2 euro al litro |
| Valle d’Aosta | 62% |
| Sicilia | 60% |
| Marche | 60% |
| Lazio | 58% |
| Lombardia | 56% |
| Piemonte | 55% |
| Toscana | 54% |
| Abruzzo | 52% |
| Liguria | 52% |
| Emilia-Romagna | 51% |
| Veneto | 51% |
| Friuli-Venezia Giulia | 50% |
| Puglia | 49% |
| Sardegna | 49% |
| Umbria | 49% |
| Trentino-Alto Adige | 45% |
| Molise | 44% |
| Calabria | 42% |
| Campania | 37% |
| Basilicata | 36% |
In quali Regioni il gasolio costa di più
Sul fronte del gasolio la situazione è decisamente più grave. A livello nazionale, soltanto il 26% dei distributori (circa 5.030 impianti su oltre 19.500 monitorati) vende il diesel a meno di 2,20 euro al litro.
| Regione | Impianti sotto i 2,20 euro al litro |
| Marche | 38% |
| Abruzzo | 36% |
| Lazio | 31% |
| Umbria | 31% |
| Friuli-Venezia Giulia | 30% |
| Liguria | 30% |
| Valle d’Aosta | 30% |
| Piemonte | 27% |
| Toscana | 27% |
| Trentino-Alto Adige | 27% |
| Emilia-Romagna | 26% |
| Molise | 26% |
| Sardegna | 26% |
| Sicilia | 26% |
| Veneto | 25% |
| Lombardia | 24% |
| Puglia | 24% |
| Calabria | 19% |
| Basilicata | 16% |
| Campania | 14% |
Medie nazionali e l’azione del Governo
Nonostante la presenza di stazioni virtuose, le rilevazioni mostrano che le medie nazionali restano molto elevate. Sulla rete ordinaria si spendono in media 2,034 euro al litro per la benzina e 2,256 euro per il diesel, mentre in autostrada i listini salgono rispettivamente a 2,048 e 2,278 euro al litro.
Sulla questione è intervenuto il ministro Adolfo Urso, confermando l’attenzione del Mimit e il costante monitoraggio della rete in stretta sintesi con il Ministero dei Trasporti, che ha già avviato i tavoli di confronto con le categorie dell’autotrasporto per arginare l’impatto dei rincari sull’economia reale.
Scioperi al Sud: perché i prezzi si sono alzati prima
Il mancato adeguamento dei prezzi alle pompe da parte dei distributori del Mezzogiorno non è riconducibile solo a manovre speculative, ma è la conseguenza diretta di una grave paralisi logistica e dell’effetto corsa al pieno.
Già nelle ore precedenti l’inizio effettivo dello sciopero, l’annuncio delle mobilitazioni degli autotrasportatori e i blocchi delle forniture presso i cancelli dell’area industriale di Taranto e delle raffinerie Eni hanno scatenato la psicosi del rifornimento.
La corsa anticipata delle famiglie per riempire i serbatoi ha prosciugato le cisterne degli impianti in Campania, Calabria e Basilicata prima ancora che i conducenti dei camion incrociassero le braccia. Molti gestori hanno così ritoccato per eccesso i listini già prima del blocco, in modo da razionare le ultime giacenze e coprire l’incertezza sui tempi di riapprovvigionamento con un profitto preventivo.