Sono state pubblicate le minute della riunione sulla politica monetaria della Bce di luglio. Il mese scorso, la Banca centrale europea aveva deciso di mantenere i tassi di interesse invariati, ma il consiglio direttivo si era trovato d’accordo su una valutazione: senza un miglioramento dell’inflazione, a settembre un aumento del costo del denaro sarebbe stato inevitabile.
Si tratterebbe del secondo rialzo dei tassi di interesse in pochi mesi dopo un lungo periodo di stabilità. Per i mutui a tasso variabile, questo potrebbe tradursi in un aumento degli interessi e quindi del costo delle rate.
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Le valutazioni della Bce sui tassi
La Bce ha pubblicato le minute della riunione sulla politica monetaria di luglio. Si tratta del documento che riassume il dibattito tra i membri del consiglio direttivo che ha portato poi alla decisione di politica monetaria. A luglio, la Bce decise di mantenere i tassi invariati, ma è molto probabile che a settembre la situazione possa cambiare.
L’aumento dei tassi a settembre è sempre più probabile
Nelle minute di luglio, si legge infatti:
Anche se le decisioni restano dipendenti dai dati, un altro rialzo dei tassi sarà probabilmente necessario se le prospettive d’inflazione non migliorano significativamente. Il rialzo delle materie prime energetiche dall’inizio della guerra in Medio Oriente, e il suo impatto sull’inflazione alimentare, dei beni e servizi, probabilmente manterrà i tassi d’inflazione ben sopra l’obiettivo nella prima metà del 2027.
In sostanza, l’inflazione nella zona Euro è andata oltre le previsioni e, se non dovesse rientrare, la Bce sarebbe costretta ad aumentare i tassi di interesse. A luglio l’aumento dei prezzi è accelerato, passando dal 2,8% al 2,9%.
Perché la Bce vuole aumentare i tassi
Nelle minute si capisce anche perché la Bce si ritrovi costretta a intervenire sui tassi di interesse. La guerra in Medio Oriente ha comportato diversi aumenti dei prezzi, tra cui:
- quelli delle materie prime energetiche;
- quelli dei fertilizzanti;
- quelli dei carburanti degli aerei.
L’effetto sull’inflazione, in particolare su quella alimentare, rischia di impattare sul costo della vita dei cittadini europei e, per questa ragione, la Banca centrale vuole aumentare i tassi. Un costo del denaro maggiore rallenterà l’economia, riducendo la domanda di beni e rallentando quindi l’aumento dei prezzi.
Le conseguenze sui mutui
Il modo in cui un aumento dei tassi di interesse fa rallentare l’economia ha a che fare con il costo di prendere soldi in prestito. Tassi più alti significano costi più alti e questo rende più difficile per le imprese giustificare investimenti attraverso finanziamenti. In questo modo le spese diminuiscono.
C’è però anche un effetto diverso, che impatta sulla vita quotidiana di milioni di persone. Tra i prestiti che vengono influenzati dall’aumento dei tassi di interesse ci sono anche i mutui per l’acquisto delle case. Una crescita del costo del denaro a settembre potrebbe far aumentare la rata di chi ha scelto un mutuo a tasso variabile.