Bce, rialzo dei tassi di 25 punti base: cosa cambia per mutui e risparmi

La Bce ha alzato i tassi al 2,50% per frenare l’inflazione. Ecco quanto può cambiare la rata dei mutui a tasso variabile

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Aggiornato: 3 min di lettura

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Come da previsioni, la Banca centrale europea, al termine della riunione di politica monetaria a Berlino, ha deciso per un aumento di 25 punti base il costo del denaro. Il tasso sui depositi sale di conseguenza al 2,50%. La decisione è dettata soprattutto dalla necessità di contrastare un’inflazione che ad agosto ha toccato il 3,3%, il livello più alto dal settembre 2023, trainata soprattutto dall’aumento dei prezzi di gas e petrolio.

Lagarde: “L’interesse nazionale è un miraggio, l’Europa deve restare unita”

La stretta di oggi arriva dopo quella di giugno e la pausa di luglio. Non è escluso che possa essere seguita da ulteriori rialzi entro dicembre, qualora l’inflazione dovesse mantenersi su livelli elevati. Sul tavolo della Bce pesa anche il clima di incertezza geopolitica, con la guerra in Medio Oriente che continua a spingere i prezzi delle materie prime e a rendere meno prevedibile il percorso dei prossimi mesi.

A poche ore dalla decisione sui tassi, ieri sera la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha lanciato un monito ai governi europei durante la cena ufficiale della Bundesbank a Berlino, che ha ospitato la due giorni di riunioni dell’Eurotower.

L’idea che i Paesi europei, in un mondo sempre più modellato dalle grandi potenze, perseguano quello che percepiscono come il loro interesse nazionale è un miraggio.

Lagarde ha sottolineato che il richiamo all’interesse nazionale si sta facendo più forte, ma che se ci guardiamo intorno, “tutte le medie potenze sono alle prese con la necessità di mettersi insieme per avere più leva e resistere alla pressione dei player più grandi”.

In Europa, ha ricordato la presidente, “abbiamo già costruito le istituzioni per agire insieme”, un vantaggio strategico che i singoli Stati non possono permettersi di ignorare in un contesto globale sempre più competitivo. Un messaggio politico forte, che va oltre la mera questione dei tassi e che invita i governi a non cedere alle tentazioni nazionaliste, soprattutto in un momento di crisi energetica e di tensioni internazionali.

Cosa cambia per mutui e risparmi

Con il nuovo rialzo dei tassi, gli effetti potrebbero riflettersi anche sul mercato dei mutui. Secondo i dati dell’osservatorio MutuiOnline, ad agosto il Tan medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni si è attestato al 2,80%, mentre quello del tasso fisso è salito al 3,46%. Ipotizzando un trasferimento integrale dei 25 punti base sui mutui variabili, il tasso medio salirebbe al 3,05%, riducendo il gap con il fisso da 66 a 41 punti base.

In una simulazione su un finanziamento da 120mila euro in 20 anni, la rata passerebbe da circa 653 a 668 euro. Il risparmio esiste ancora, ma si assottiglia. Se lo scenario di crisi dovesse permanere anche all’inizio del 2027, il gap tra tasso fisso e variabile potrebbe ridursi a appena 16 punti base.