Turismo lento, 5 milioni di euro per il progetto Cammini d’Italia: ok a proposta di legge

Cammini d’Italia: approvata la nuova proposta legge. In arrivo 5 milioni di euro per il turismo lento, la sostenibilità e l'accessibilità. Ecco come verranno spesi

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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La Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge sui Cammini d’Italia. Il provvedimento si inserisce in una più ampia strategia di promozione del turismo lento, una modalità di fruizione del territorio che privilegia itinerari percorribili a piedi o con mezzi di mobilità dolce, escludendo i veicoli a motore salvo quelli indispensabili per l’accessibilità di persone con disabilità o mobilità ridotta.

L’investimento complessivo previsto per il triennio 2026-2028 ammonta a 5 milioni di euro, a cui si aggiungerà un milione annuo a partire dal 2029. Queste risorse si sommano agli oltre 30 milioni già stanziati negli anni precedenti per il segmento del turismo lento e sostenibile.

Valorizzazione dei cammini italiani: cosa prevede la proposta di legge

La proposta di legge definisce i cammini come itinerari di rilievo europeo, nazionale o regionale, comprensivi di vie d’acqua fluviali e marine, lagune e laghi, articolati in tappe giornaliere e percorribili a piedi o con mobilità dolce. La normativa stabilisce obiettivi chiari, da raggiungere con le risorse stanziate, come garantire standard di sicurezza e qualità dell’accoglienza (inclusa l’accessibilità per persone con disabilità o mobilità ridotta), ma anche promuovere uno sviluppo turistico sostenibile, diffuso sul territorio e legato al contatto diretto con la natura e la cultura locali.

Inoltre, i fondi verranno utilizzati per  incrementare la conoscenza dei cammini italiani sui mercati nazionali e internazionali e incentivare le attività legate alle tradizioni locali, alla lingua italiana, al patrimonio religioso e culturale (attraverso la valorizzazione di monumenti, siti storici e naturalistici e la promozione di studi e ricerche sugli aspetti storici, culturali, religiosi, sociali, ambientali e gastronomici dei territori attraversati). Per coinvolgere sempre più stranieri, sarà poi promosso il dialogo interculturale e interreligioso. Ogni decisione, comunque, verrà presa sempre nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio.

Strumenti di governance e coordinamento

Per rendere la gestione dei cammini più moderna ed efficace, la nuova legge ha introdotto una struttura organizzativa pensata per far collaborare istituzioni e territorio. Verrà creata infatti la banca dati dei cammini d’Italia, un vero e proprio archivio nazionale digitale. Si tratta di una mappa aggiornata e facile da consultare, utile sia ai camminatori che vogliono pianificare il viaggio, sia a chi lavora nel settore turistico per organizzare i servizi.

Per garantire che l’esperienza sia di alto livello ovunque, nascono poi due organi di coordinamento:

  • la Cabina di regia nazionale, che stabilisce gli standard di qualità minimi e pianifica lo sviluppo dei percorsi per i prossimi anni;
  • il tavolo permanente, guidato dal ministero del Turismo. Qui esperti, associazioni e istituzioni si confrontano regolarmente per risolvere problemi concreti e monitorare lo stato dei percorsi.

Tutto questo lavoro confluisce nel Programma nazionale triennale, il documento che fissa le priorità: dove investire, cosa valorizzare e come migliorare l’accoglienza. Infine, per far conoscere queste bellezze al mondo, la proposta di legge prevede campagne promozionali dedicate, nazionali e internazionali, attraverso mirate azioni di marketing.

Fondi e sostenibilità finanziaria

Per rendere tutto possibile sono stati stanziati 2 milioni di euro per il 2026. A questi fondi si vanno ad aggiungere poi gli 1,5 milioni di euro per il 2027. A seguire verranno stanziati 1,55 milioni di euro per il 2028 e 1,05 milioni annui a decorrere dal 2029.

L’investimento pubblico vuole creare le condizioni per aumentare la competitività dell’Italia, anche coinvolgendo investimenti privati e attivando collaborazioni con enti locali, università, associazioni culturali e operatori turistici, creando un ecosistema virtuoso attorno ai cammini.