Per anni sono stati considerati una sorta di alternativa al turismo tradizionale, mete da scegliere quando si cercava qualcosa di diverso dalle grandi città d’arte o dalle località balneari più conosciute. Oggi, però, città minori, borghi e piccoli comuni stanno conquistando uno spazio sempre più importante nel mercato turistico italiano.
I dati pubblicati dal ministero del Turismo il 12 settembre 2026, infatti, confermano che questa estate c’è stata una trasformazione della domanda, con l’interesse che si è spostato dalle destinazioni più celebri verso territori meno affollati e distesi.
Indice
I dati sul turismo in Italia, quanto è cresciuto l’interesse verso i piccoli borghi
Da quanto emerso dal report ministeriale, tra giugno e agosto 2026 l’Italia ha superato 276 milioni di presenze turistiche, con oltre 72,4 milioni di arrivi, registrando una crescita del 2% rispetto alla stessa stagione del 2025. Le presenze sono aumentate di 5,5 milioni in un solo anno a livello nazionale, mentre nel solo mese di luglio nei piccoli comuni:
- gli arrivi sono cresciuti del 6,6%;
- le presenze hanno registrato un incremento del 4,2%.
Considerando i primi sette mesi dell’anno, invece, la crescita ha raggiunto rispettivamente:
- il 5,6% per gli arrivi;
- il 4,4% per le presenze.
| Periodo e Ambito | Arrivi | Presenze |
| Giugno – Agosto 2026 (totale italia) | Oltre 72,4 milioni (+2% rispetto al 2025) | Oltre 276 milioni (+5,5 milioni rispetto al 2025) |
| Luglio 2026 (piccoli comuni) | +6,6% | +4,2% |
| Primi sette mesi del 2026 (totale italia) | +5,6% | +4,4% |
Nello stesso periodo, il tasso di saturazione Ota (cioè l’indicatore che misura la quota di alloggi prenotati sulle principali piattaforme di prenotazione online) ha raggiunto:
- in Italia il 61,8%, registrando un aumento del 13,8% rispetto all’estate 2025;
- in Spagna si è fermato al 54,7%;
- in Francia al 45,6%.
Il trend positivo è stato spinto soprattutto dai turisti italiani, che hanno fatto segnare un aumento del 2,1% degli arrivi e dell’1,6% delle presenze. I flussi stranieri, invece, hanno registrato rispettivamente +1,9% e +2,3%. Agosto è stato però il mese più intenso della stagione, con arrivi in crescita del 3% e presenze in aumento del 4,2%. E in questo caso è stato proprio il turismo straniero a mostrare l’andamento più dinamico, con presenze in aumento del 4,4%.
La top 10 delle mete più cercate
I dati ufficiali del ministero non forniscono una vera e propria classifica delle città più cercate online. Tuttavia, tenendo conto del tasso di saturazione Ota, che rappresenta un indicatore particolarmente utile per capire dove la domanda turistica è stata più intensa, le mete più popolari di questa estate risultano essere:
- Trento, con un tasso di saturazione del 67,3%, anche grazie alla crescente attrattività della montagna raggiunta questa estate, che per via del caldo record ha attirato sempre più turisti, trasformandosi da alternativa di pochi a scelta prediletta;
- Sardegna, con una saturazione del 67,2%. L’Isola rimane forte nel turismo balneare e internazionale, ma sono state le richieste di combinare località costiere molto conosciute con la visita di piccoli centri dell’interno ad aver registrato in particolare un aumento del 13% rispetto all’estate 2025;
- Friuli Venezia Giulia, che con un tasso di saturazione del 66,3% è uno dei luoghi simbolo del nuovo modello di turismo diffuso. Qui mare, montagna, città d’arte, enogastronomia e piccoli centri convivono all’interno della stessa destinazione, registrando una crescita delle richieste del 14,2% su base annua.
A seguire troviamo:
- Sicilia e Veneto, entrambe con un tasso di saturazione del 65,6%. A differenza delle mete sul podio, qui le richieste continuano a concentrarsi soprattutto sulle destinazioni balneari (nel primo caso) e su Venezia (nel secondo);
- Marche, che raggiungono il 63% grazie anche agli investimenti della regione in ambito turistico, che hanno avuto lo scopo di intercettare la domanda internazionale e spostarla verso zone di mare, borghi collinari, città d’arte e paesaggi rurali presenti nel territorio regionale.
Chiudono la classifica:
- Toscana e Liguria, entrambe con un tasso di saturazione del 62,5%;
- Puglia, con il 62,2%;
- Emilia-Romagna, con una saturazione del 62,1%.
Se si considera invece la crescita degli arrivi nei piccoli comuni nei primi sette mesi, le regioni con l’aumento maggiore sono:
- Lazio (+10,9%);
- Friuli Venezia Giulia (+9,9%);
- Abruzzo (+9,6%);
- Piemonte (+9%);
- Molise (+8,6%);
- Puglia (+7,7%);
- Calabria (+7,3%).
Infine, tenendo conto delle presenze nei borghi e nelle località meno turistiche, spiccano:
- Abruzzo (+10,9%);
- Piemonte (+9,8%);
- Marche (+9,4%);
- Puglia (+8,1%);
- Friuli Venezia Giulia (+7,6%);
- Lazio (+7,3%).
I numeri quindi ci restituiscono un quadro chiaro, dove i grandi centri d’arte e le località balneari rimangono fondamentali, ma intorno a loro cresce una rete di destinazioni minori che sta conquistando turisti italiani e stranieri.