Pausa al lavoro: quanto deve durare

Una pausa al lavoro può durare 10 minuti, ma anche molto di più. Ecco quali fattori la determinano

Tutte le attività lavorative prevedono una pausa a favore del lavoratore. Tuttavia, il tempo di questa pausa varia in basa alla tipologia di lavoro svolto e al numero di ore previste dal contratto.

Che si stia svolgendo un lavoro full time o part time o che si tratti di un’attività più manuale o dove invece è richiesto uno sforzo prettamente mentale, non importa. In ogni caso al dipendente spetta di diritto una pausa di almeno 10 minuti nel caso in cui il lavoro superi le 6 ore giornaliere.

A decidere il momento di “stacco” che consiste in alcuni minuti di totale inattività, è il datore di lavoro in base alle esigenze lavorative del giorno.

Vediamo nel dettaglio quanto deve durare la pausa al lavoro per figure lavorative come trasportatori, colf, badanti e videoterminalisti.

Per coloro che svolgono la professione di trasportatori, è previsto un riposo della durata di 30 minuti per orari di lavoro che vanno dalle 6 alle 9 ore di lavoro al giorno. La pausa sale a 45 minuti se invece le ore di lavoro concordate sono di oltre 9 ore al dì.

La categoria lavorativa che comprende colf e badanti invece, ha diritto a una pausa “importante” giornaliera, mentre il riposo notturno non deve essere inferiore alle 8 ore. Se invece sono conviventi, colf e badanti hanno diritto a minimo 11 ore consecutive al giorno da dedicare al riposo.

Chi invece svolge un lavoro tale per cui deve trascorrere la maggior del tempo davanti a un videoterminale (videoterminalisti), ha diritto a una pausa della durata di almeno 15 minuti. Questa deve essere fatta ogni 2 ore consecutive di lavoro e nel caso in cui gli accordi contrattuali prevedano 20 ore di lavoro alla settimana. Anche in questo caso, il riposo consiste nello staccarsi dallo schermo per il lasso di tempo indicato sopra.

Se questa è la situazione per i dipendenti, per altre forme di lavoro cambia un po’ la questione “pausa”. Ci riferiamo ai lavoratori mobili, ai telelavoratori, ai lavoratori a domicilio, ai collaboratori familiari e anche ai dirigenti. Per queste categorie infatti, a causa della tipologia di attività svolta, l’orario di lavoro non può essere predeterminato e di conseguenza, sono esclusi dalla pausa dei “10 minuti”.

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