Addio al bonus 3 mila euro: il governo Meloni lo cancella

Da gennaio 2023 non sarà più possibile ricevere i fringe benefit con la soglia di 3 mila euro esentasse, ma si tornerà alle cifre ordinarie

Il “bonus” da 3 mila euro del Governo è in scadenza. Ci sono ancora pochi giorni per usufruirne. Il virgolettato è d’obbligo perché in realtà non si tratta di una vera e propria agevolazione che è possibile richiedere, ma dell’aumento della soglia dei fringe benefit esentasse che le aziende possono elargire ai lavoratori. Con il decreto Aiuti bis l’Esecutivo guidato da Mario Draghi aveva innalzato la cifra da 258,23 euro a 600 euro. In seguito aumentata a 3 mila euro dalla compagine di Giorgia Meloni.

Cosa sono i fringe benefit per i dipendenti e come si richiede il bonus 3 mila euro

I fringe benefit sono il fulcro del welfare aziendale. Si tratta di compensi in natura, ovvero rimborsi e beni, che vengono previsti dai datori di lavoro come aiuto ai dipendenti. Tra i fringe benefit ci sono le seguenti voci.

  • Assistenza sanitaria.
  • Polizze assicurative.
  • Concessione di prestiti.
  • Stock option.
  • Buoni pasto.
  • Buoni benzina.
  • Alloggio.

Dal 10 agosto 2022 i fringe benefit sono stati estesi a 600 euro. Da novembre 3 mila euro. I decreti Aiuti hanno previsto la possibilità di usare i benefici anche contro il caro energia, permettendo il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua e anche le utenze condominiali, a determinate condizioni. Per lo stesso periodo, inoltre, è stato erogato anche un bonus benzina da 200 euro, per un totale di 3.200 euro all’anno, non tassati, per i lavoratori dipendenti.

Non è possibile richiedere i fringe benefit formalmente, ma l’iniziativa spetta alle aziende, che a loro totale discrezione possono decidere di inserirli in busta paga o meno. L’agevolazione non è dunque obbligatoria e non esiste una domanda per ottenere questo “bonus” da 3 mila euro.

Nessuna proroga per il bonus 3 mila per i dipendenti: quando scade la misura

La misura del bonus da 3 mila euro non è stata prorogata per il 2023. Pertanto i datori di lavoro potranno elargire i fringe benefit maggiorati solo fino al 12 gennaio 2023, ultima data utile per il pagamento degli stipendi del 2022, come previsto dal principio della cassa allargata. Oltre quella data, infatti, i costi sostenuti dall’azienda non sono più deducibili né attribuibili all’anno precedente.

Il 13 gennaio, dunque, i fringe benefit tornano alla precedente cifra di 258,23 euro e non rientreranno in questa somma i rimborsi dei costi sostenuti per pagare le utenze. Sparirà inoltre anche il bonus benzina da 200 euro per i lavoratori. Tuttavia il Governo Meloni ha deciso di tagliare l’aliquota sui premi di produttività fino ai 3 mila euro, facendola passare dal 10% al 5% per tutti i lavoratori con redditi annui inferiori agli 80 mila euro.

Vi abbiamo spiegato qua nel dettaglio come funziona il bonus 3 mila euro in fringe benefit per i lavoratori dipendenti e a che condizioni può essere erogato dalle aziende. In molti ci hanno chiesto se fosse compatibile con il bonus benzina da 200 euro per i lavoratori. Qua potete trovare la risposta e i casi in cui invece i rimborsi sono tassati.

E a proposito di bonus e agevolazioni, qua la lista di quelli che spariscono nel 2023 a causa della loro naturale scadenza e della mancata proroga da parte del Governo Meloni.