È stato confermato il calendario scolastico 2026-2027 per le scuole di ogni ordine e grado. Le regioni stanno pubblicando i propri calendari con inizio e fine dell’anno scolastico e la scelta su come gestire le festività non nazionali. La media di apertura delle scuole è intorno al 15 settembre 2026, con alcune regioni che anticipano al 10 e altre che posticipano fino al 17 settembre.
C’è però un problema ed è il lungo periodo estivo che non si incastra bene con il lavoro di uno o due genitori. Da qui il piano del governo o la sperimentazione di alcune regioni, che però non piace a tutti. Il settore turismo in particolare è spaventato dalla riduzione dei giorni di un lavoro che è molto legato alla stagione. Da qui la provocazione: le scuole potrebbero iniziare il 1° ottobre.
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Calendario scolastico approvato: si inizia il 15 settembre
Il tema del giorno è la polemica sul calendario scolastico che “taglia” la stagione più fruttuosa per il settore turistico. Ma facciamo un passo indietro e vediamo quando inizia la scuola.
Il calendario scolastico 2026-2027 sta venendo approvata e pubblicato in quasi tutte le regioni. L’apertura delle scuole è prevista per il 15 settembre per la maggioranza delle regioni, con alcune differenze tra chi sceglie il 16 settembre, il 17 o anticipa al 14 o addirittura al 10 settembre.
Restano poi le differenze regionali per festività e ponti, a differenze delle feste nazionali. Così l’anno scolastico festivo ufficiale è il seguente:
- tutte le domeniche;
- 1° novembre (Ognissanti);
- 8 dicembre (Immacolata Concezione);
- 25 e 26 dicembre (Natale e Santo Stefano);
- 1° gennaio (Capodanno);
- 6 gennaio (Epifania);
- Pasqua e Lunedì dell’Angelo;
- 25 aprile (Festa della Liberazione);
- 1° maggio (Festa del Lavoro);
- 2 giugno (Festa della Repubblica);
Santo Patrono; - 4 ottobre (San Francesco d’Assisi), riconosciuto da quest’anno come festa nazionale.
Si aggiunge ovviamente il periodo delle vacanze estive , che come da tradizione è ancora di tre mesi.
Il supporto alle famiglie: scuole aperte in estate
Il tradizionale calendario scolastico è andato incontro più volte a critiche per la lunga pausa estiva di tre mesi. Non tanto per gli studenti più grandi, quanto più per ragazzi e bambini più piccoli, che non possono essere lasciati da soli e che non hanno un genitore a casa che possa stare con loro tutto il giorno.
In famiglie con due genitori che lavorano o in assenza di una rete di parentela a supporto nella gestione dei più piccoli durante i mesi estivi, si viene a creare anche un ipotetico danno economico (70-120 euro a settimana per i centri estivi più economici). Se non si riesce a sostenere una babysitter o un campo estivo, si va incontro a una richiesta di flessibilità lavorativa che non sempre è possibile.
Altroconsumo e Censis hanno evidenziato come il 72% delle famiglie sia costretto a fare sacrifici per trovare una sistemazione estiva ai bambini e il 63% delle madri lavoratrici si sia dichiarato “esausto” alla fine dell’estate.
Da qui il rinnovo del Piano Estate, ovvero scuole aperte anche in estate con attività sportive e artistiche che favoriscono l’aggregazione, l’inclusione, la socialità, l’accoglienza e la vita di gruppo.
Il caso Emilia-Romagna: inizio lezioni anticipato
L’Emilia-Romagna è la prima regione che tenta un’apertura alternativa al calendario scolastico e lo fa con una sperimentazione che guarda alle necessità dei genitori lavoratori. L’apertura ufficiale delle scuole è il 15 settembre, ma molti genitori tornano al lavoro già a partire dal primo giorno di settembre.
Così si ragiona sull’inizio della scuola dal 31 agosto. Dall’ultimo giorno di agosto fino al 14 settembre non si svolgeranno attività regolari, ma attività alternative, di tipo anche formativo, ma non didattiche.
La Tecnica della Scuola, sul proprio sito online, ha aperto un sondaggio per i docenti in merito alla proposta sperimentale in Emilia-Romagna. Questi hanno risposto che “il calendario scolastico non si deve toccare”.
Proteste settore turismo: proposta scuole a ottobre
La proposta non piace neanche al settore del turismo dell’Emilia-Romagna, che si preoccupa della chiusura anticipata degli ombrelloni sulle spiagge o di altre attività che intrattengono i giovani fino al rientro in classe.
Roberta Frisoni, assessora al turismo, risponde al timore di una stagione estiva ridotta e in qualche modo compromessa dalla sperimentazione. Dichiara:
Non c’è assolutamente questo rischio e non ci possono essere fraintendimenti: il calendario scolastico non si tocca, rimane quello.
La stessa assessora vuole sottolineare il fatto che il progetto è su adesione volontaria per le singole classi elementari e, solo sulla base dei risultati della sperimentazione, potrebbe diventare strutturale dal prossimo anno.
È un’iniziativa che si basa sulla domanda delle famiglie e che amplia le opportunità per intrattenere i giovani, non vuole limitare nessun altro settore. Per la regione l’equilibrio è stato trovato con il calendario tradizionale che inizia il 15 settembre e dal 31 agosto solo le attività extra.
Ma i bagnini sono di parere opposto e credono che la stagione in questo modo verrà” accorciata” di un mese circa. Anche gli albergatori sono contrari. Così fanno una controproposta, ovvero posticipare l’inizio della scuola.
Mentre si parla di anticipare, il consorzio Riccione Turismo, che da anni chiede di valorizzare il mese di settembre per sostenere le località balneari e aiutare le imprese a lavorare di più, propone di far iniziare le scuole il 1° ottobre. Una proposta che, ammettono loro stessi, può apparire bizzarra, ma che asseconderebbe anche i cambiamenti climatici.