Premi di risultato 2026, il tetto da 5mila euro è valido anche per il welfare aziendale

Aliquota all’1% e nuovo tetto a 5mila euro valido anche per i benefit di welfare, l'Agenzia chiarisce le nuove regole sul welfare aziendale

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Buone notizie per chi lavora nel settore privato. La Legge di Bilancio 2026 ha portato due importanti novità per i premi di risultato: aliquota ridotta all’1% e tetto massimo di esenzione portato da 3mila a 5mila euro. Restava però in sospeso se questo nuovo limite valesse solo se il premio viene erogato in busta paga, o anche se il lavoratore decide di convertirlo in servizi di welfare aziendale.

A rispondere ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 22/E del 9 giugno 2026. Secondo la nota, il tetto di 5mila euro si applica in entrambi i casi.

Come funziona la tassazione agevolata dei premi di produttività

Il regime fiscale agevolato per i premi di produttività è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 con l’obiettivo di incentivare la crescita della competitività delle imprese e premiare i risultati raggiunti dai lavoratori.

L’agevolazione riguarda i premi variabili collegati a incrementi di:

  • produttività;
  • redditività;
  • qualità;
  • efficienza;
  • innovazione.

La manovra finanziaria per il biennio 2026-2027 ha introdotto due cambiamenti rilevanti.

Il primo riguarda l’aliquota dell’imposta sostitutiva, che è stata drasticamente ridotta. Se in passato il prelievo agevolato era fissato al 10%, oggi l’aliquota scende all’1%, aumentando significativamente il vantaggio economico per i lavoratori.

Il secondo intervento riguarda il limite massimo delle somme agevolabili, che passa da 3mila a 5mila euro. Ciò significa che una quota maggiore del premio di produttività può beneficiare del regime fiscale di favore.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

Dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni era sorto un dubbio interpretativo. La Legge di Bilancio 2026 aveva infatti modificato espressamente la norma che disciplina i premi di produttività erogati in denaro. Per risolvere la situazione, era stato innalzato il limite agevolabile a 5mila euro, senza però intervenire direttamente sulla disposizione che regola la conversione in welfare aziendale.

Da qui la domanda: il nuovo tetto vale anche per i premi trasformati in benefit oppure continua ad applicarsi il precedente limite di 3mila euro? Secondo l’Agenzia, il nuovo limite:

deve considerarsi applicabile in tutti i casi in cui si utilizzano i premi di produttività agevolati, indipendentemente dalla forma in cui vengono erogati. Non avrebbe senso, infatti, applicare un tetto diverso a seconda della scelta del lavoratore, perché ciò incrinerebbe l’unità del sistema.

Le nuove regole

Quindi, per gli anni 2026 e 2027, il lavoratore potrà ricevere fino a 5mila euro in denaro, beneficiando dell’imposta sostitutiva ridotta all’1%, oppure scegliere di convertire quella stessa somma in benefit aziendali. In questo secondo caso, i valori non saranno tassati, nei limiti previsti dal Tuir, mantenendo comunque il riferimento al tetto complessivo di 5mila euro.

Rimangono inoltre valide tutte le istruzioni operative e i chiarimenti forniti negli anni dall’Agenzia delle Entrate in materia di welfare aziendale e premi di produttività, che continuano ad applicarsi anche nel nuovo quadro normativo.