La diagnostica fine, che permette di andare a rilevare con la massima precisione le lesioni della mucosa dei visceri come stomaco, esofago, colon e retto, è una realtà da tempo. E già oggi, in Italia, le prestazioni sono sicuramente d’eccellenza. Ma come sta accadendo in diversi campi della medicina, per rendere ancora più precise le procedure diagnostiche e la definizione delle potenziali cause di quanto l’operatore osserva e favorire interventi sempre più mirati, l’aiuto dell’Intelligenza artificiale si può rivelare estremamente importante.
In questo senso ci sono novità sul territorio che segnalano come per migliorare la qualità diagnostica delle procedure endoscopiche diversi reparti di gastroenterologia ed endoscopia digestiva hanno già integrato sistemi evoluti di Intelligenza Artificiale (IA). In Italia, vengono effettuati ogni anno oltre 2,5 milioni di esami di endoscopia digestiva, specificamente esofagogastroduodenoscopie, spesso definite più semplicemente gastroscopie, e colonscopie.
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Precisione in crescita
I sistemi di IA già operativi sono oggi in grado di analizzare in tempo reale le immagini endoscopiche, identificando aree sospette, supportando lo specialista nella rilevazione precoce di polipi e lesioni mucose ed infine trasformando le prospettive di gestione delle malattie dell’apparato digerente. Ma non basta. Alcuni tra questi sistemi analizzano in tempo reale i frame endoscopici (fino a 54.000 in una colonscopia) per segnalare aree sospette con una sensibilità fino al 99,7%. Lo ricordano gli esperti della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), che ha dedicato al tema una sessione all’interno del Congresso nazionale delle Malattie Digestive, promosso dalla Federazione Italiana delle Società delle Malattie dell’Apparato Digerente (FISMAD), tenutosi a Roma.
E’ dimostrato che l’utilizzo dell’IA a supporto dell’endoscopia aumenta sensibilità e accuratezza nella rilevazione di lesioni ed è in grado non solo di individuare, ma anche di fornire un’analisi predittiva delle caratteristiche delle lesioni, orientando le decisioni del gastroenterologo in tempo reale; riduce la variabilità inter-operatore e promuove una maggiore uniformità nella qualità delle procedure endoscopiche, innalzando gli standard di cura a livello nazionale.
A fare il punto è Cristiano Spada, Ordinario di Gastroenterologia e Direttore U.O.C Endoscopia Digestiva Chirurgica al (DISMeC) Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS .
“Questo si traduce in sostanziali benefici per i pazienti che ricevono diagnosi più accurate e precoci con conseguenti trattamenti tempestivi a cui consegue una potenziale maggiore protezione dal rischio neoplastico. L’IA è destinata a diventare un pilastro nel miglioramento della qualità diagnostica, nella sicurezza dei percorsi clinici e nella riduzione delle disuguaglianze di performance tra operatori, con benefici significativi per la salute dei pazienti”.
Controllare la situazione
Ovviamente, parlando di intelligenza artificiale, occorre considerare diversi aspetti che entrano in gioco. E soprattutto bisogna sempre tenere presente che l’introduzione di questi sistemi deve avvenire in modo controllato. Anche le istituzioni italiane riconoscono l’importanza strategica dell’IA nella diagnostica per immagini, inclusa l’endoscopia.
“Il Consiglio Superiore di Sanità, in una pubblicazione del Ministero della Salute, sottolinea la necessità di introdurre sistemi di IA in modo controllato, scientificamente validato e coerente con i principi di sicurezza, trasparenza e tutela dei dati sensibili, ponendo le basi per una governance nazionale di alto livello. In tale contesto, una sempre maggiore integrazione dell’IA nel contesto della sanità nazionale deve necessariamente prevedere investimenti economici e culturali che passino attraverso l’implementazione e promozione di infrastrutture digitali sicure; l’adozione di standard nazionali ed europei (come l’AI Act) per garantire qualità, sicurezza e affidabilità nei dispositivi basati su IA; la collaborazione attiva con società scientifiche per la definizione di linee guida sull’uso appropriato dell’IA”.
precisa Spada.
Intelligenza Artificiale ed impieghi in gastroenterologia
Dagli esperti emerge chiaramente quanto e come siano soprattutto le analisi dell’intestino ad essere legate all’impiego dei sistemi di Intelligenza Artificiale in endoscopia. In questo senso, per il tumore del colon-retto, l’IA viene utilizzata in particolare per il rilevamento automatico di polipi e adenomi durante la colonscopia (CADe – Computer Aided Detection) con conseguente miglioramento dell’ADR (Adenoma Detection Rate) e riduzione delle lesioni mancate.
“I dati in letteratura suggeriscono che durante una colonscopia assistita da sistemi di intelligenza artificiale si riescono ad identificare fino al 13–30% in più di polipi rispetto alla colonscopia standard (senza IA)”
sottolinea l’esperto.
Sul fronte dei tumori allo stomaco, quinta causa di morte per cancro nel mondo e incidenti in Italia con 14mila nuovi casi all’anno, dove l’IA interviene nel rilevamento automatico e diagnosi precoce di lesioni preneoplastiche o neoplastiche in gastroscopia oltre che la caratterizzazione “in vivo” delle lesioni (CADx). Altre malattie dell’apparato digerente interessate dall’uso crescente di sistemi di IA, oltre le neoplasie del fegato, vie biliari e pancreas con l’analisi automatica di immagini ecografiche, TAC e RM – circa 13.000 nuovi casi all’anno in Italia di tumore al fegato e circa 14.000 di tumore al pancreas – riguardano i 250.000 pazienti affetti in Italia da malattie infiammatorie croniche intestinali ma anche quel 60–65% della popolazione italiana che riferisce disturbi digestivi ricorrenti ricollegabili alla sindrome dell’intestino irritabile.