Aiuti all’Ucraina, Rutte critica il sistema non equo: quali Paesi hanno pagato di più

I nuovi fondi europei sosterranno il bilancio di Kiev. Ma la Nato frena sulla ripartizione delle spese: pesano solo su pochi alleati

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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È stato firmato il Memorandum d’Intesa con Kiev per l’utilizzo dei fondi europei a sostegno dell’Ucraina, tra questi anche componenti non militari per 8,35 miliardi di euro che andranno invece al sostegno del bilancio del Paese. Entro la fine di giugno saranno erogati i primi 3,2 miliardi di euro.

Ma il peso del sostegno all’Ucraina è sulle spalle di un numero limitato di membri. Secondo quanto dichiarato dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, bisogna “trovare un modo più giusto”. Rutte spiega che vorrebbe ottenere una distribuzione più equa degli oneri e una condivisione degli sforzi.

Aiuti all’Ucraina: 3,2 miliardi entro giugno

Il 20 maggio il commissario europeo per l’economia, Valdis Dombrovskis, ha firmato ufficialmente il Memorandum d’Intesa con Kiev. Nel testo sono specificate le modalità di utilizzo dei fondi europei presenti all’interno del Mfa.

Si tratta dello strumento di Assistenza macro-finanziaria che, insieme all’Ukraine Facility, compone il pacchetto di aiuti non militari. Sono 8,35 miliardi di euro che andranno a sostenere il bilancio del paese.

Durante l’incontro con la stampa, il portavoce della commissione ha dichiarato:

Il Memorandum firmato oggi stabilisce i principali parametri del sostegno previsto dall’Mfa, incluse le dimensioni indicative delle tranche e le condizioni da rispettare per il trasferimento del denaro.

Dal punto di vista politico, invece, l’Ucraina dovrà continuare a rispettare le procedure democratiche, lo stato di diritto e i diritti umani, così come anche proseguire nello sforzo di combattere la corruzione.

Il portavoce ha quindi sottolineato che se le riforme saranno realizzate, si prevede la generazione di circa 6 miliardi di euro aggiuntivi per il bilancio statale e l’effetto potrebbe essere visibile già entro la fine di quest’anno.

L’Mfa ha una capacità complessiva di 8,35 miliardi di euro, ma entro fine giugno sarà pagata la prima tranche di 3,2 miliardi.

Rutte sul peso dell’invasione russa

Mentre per gli aiuti non militari si attende la firma del Memorandum, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha sottolineato la necessità di mantenere e rafforzare il sostegno anche militare a Kiev.

Questo però comporta aiuti finanziari e militari che, secondo Rutte, devono essere distribuiti nel modo più equo possibile tra gli alleati della Nato.

Al vertice dei ministri degli esteri dell’alleanza atlantica in Svezia, ha dichiarato che al momento il peso maggiore è sostenuto da 6-7 alleati e si deve quindi trovare un modo più giusto.

L’obiettivo sarebbe quello di:

Ottenere una distribuzione più equa degli oneri, una maggiore condivisione degli sforzi. Perché al momento sono solo sei o sette alleati a sostenere il peso maggiore. La buona notizia è che il loro contributo è sufficiente a garantire che l’Ucraina continui ad avere accesso a queste attrezzature statunitensi di fondamentale importanza. Ma ovviamente sarebbe più equo se, all’interno della Nato, e in particolare nella parte europea della Nato, anche altri alleati facessero la loro parte.

Chi paga davvero?

Negli anni di guerra in Ucraina gli alleati europei e Usa hanno stanziato circa 267 miliardi di euro, quindi oltre 80 miliardi l’anno e la metà, cioè 130 miliardi, solo in assistenza militare. Ne fa un racconto dettagliato Analisi Difesa, che ha tenuto conto di tutti gli aiuti stanziati per l’Ucraina.

L’Europa nel complesso ha stanziato 194,9 miliardi di euro (ultimo aggiornamento 17 marzo 2026, prima dell’Mfa).

In rapporto al Pil, hanno destinato più o meno fondi:

  • Estonia e Danimarca oltre il 2,5%;
  • Germania e Regno Unito meno dello 0,2%;
  • Francia, Italia e Spagna intorno allo 0,1%.

In termini assoluti è però la Germania il donatore più importante d’Europa, con un contributo complessivo di 17 miliardi di euro, seguita dal Regno Unito con 15 miliardi di euro e dalla Danimarca con 8 miliardi di euro. Spese elevate anche per Svezia, Norvegia e Danimarca.

Al contrario, grandi economie hanno contribuito molto meno, come l’Italia che nel 2025 ha allocato circa 0,3 miliardi di euro degli aiuti militari.

Invece, guardando ai singoli cittadini, Hubert Wetzel sulle colonne del quotidiano bavarese Süddeutsche Zeitung ha calcolato il costo del supporto all’Ucraina di ognuno di noi, che si aggira intorno ai 108,33 euro all’anno. Questo significa, facendo un rapido calcolo, che ogni italiano (stima circa 58,9 milioni) sta contribuendo al sostegno per l’Ucraina per un valore complessivo di 6.364.691.640 euro.