Lavoro nero, al via nuovi controlli digitalizzati: chi rischia ora

ISAC 2026: come funzionano i nuovi indici di affidabilità contributiva, le lettere di compliance e il piano di prevenzione del lavoro sommerso previsto dal PNRR

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Da marzo 2026, diventano operativi gli indici sintetici di affidabilità, cosiddetti ISAC, adottati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze – con l’emanazione di un apposito decreto interministeriale – per rafforzare la prevenzione del lavoro sommerso attraverso strumenti tecnologici e analisi dei dati.

Il nuovo meccanismo non nasce come strumento di sanzione diretta, ma come sistema preventivo. I controlli digitalizzati infatti individuano prima eventuali anomalie nei versamenti contributivi, poi procedono con l’invio di  lettere di compliance invitando le imprese a regolarizzare.

Un nuovo modello di controllo basato sui dati

La misura rientra nel piano di riforme previsto dalla Commissione europea nell’ambito del PNRR, in particolare nella missione 5 dedicata alle politiche del lavoro e all’inclusione sociale e si basa sull’integrazione delle banche dati di INPS, Agenzia delle Entrate e Ispettorato nazionale del Lavoro. Ed è proprio l’incrocio delle informazioni fiscali, contributive e occupazionali che permette di analizzare il comportamento delle imprese e individuare eventuali anomalie rispetto ai parametri medi del settore. In questo modo, ad ogni azienda viene assegnano un indice di affidabilità contributiva, calcolato sulla base di vari indicatori come:

  • numero di lavoratori dichiarati;
  • contributi versati;
  • fatturato e dati fiscali;
  • tipologia di attività economica.

Se il sistema rileva scostamenti sospetti e ottiene un punteggio basso, l’impresa potrà ricevere una comunicazione di compliance, cioè un avviso che segnala l’anomalia e invita a verificare e correggere eventuali errori o irregolarità. A quel punto il datore di lavoro può verificare la propria situazione contributiva, correggere eventuali errori e regolarizzare spontaneamente la posizione

Non solo controlli: l’obiettivo è prevenire il lavoro nero

Uno degli aspetti più innovativi del nuovo sistema è proprio il cambio di approccio. Come ha spiegato la ministra del lavoro Marina Calderone, gli ISAC segnano il passaggio da un modello repressivo a uno preventivo. L’idea è quella di favorire la collaborazione tra imprese e pubblica amministrazione, riducendo il rischio di irregolarità prima che si trasformino in violazioni.

In questo senso gli ISAC non sostituiscono i controlli tradizionali degli ispettori del lavoro, ma li affiancano con uno strumento digitale che consente di individuare situazioni potenzialmente critiche in anticipo.

Chi rischia

I controlli digitalizzati sono entrati già in vigore e, in via sperimentale, saranno prima coinvolti i settori: commercio all’ingrosso alimentare e alberghieri ed extra-alberghieri, poiché si tratta di comparti con un’elevata presenza di lavoratori stagionali e flessibili, dove negli anni passati sono state riscontrate diverse criticità legate al lavoro irregolare.

Entro il 31 agosto 2026, la sperimentazione sarà estesa ad almeno altri sei settori economici, portando il totale a otto comparti coinvolti. Se la fase sperimentale darà risultati positivi, è probabile che il sistema venga progressivamente esteso a un numero sempre maggiore di settori economici, fino a diventare uno strumento strutturale del mercato del lavoro italiano.

Premialità per le imprese virtuose

Gli ISAC non servono solo a individuare anomalie, ma prevedono delle premialità per le imprese considerate pienamente affidabili. Tra i vantaggi previsti ci sono riduzione dei controlli ordinari e una maggiore semplificazione nei rapporti con la pubblica amministrazione.  Questo approccio punta a premiare le aziende che rispettano le regole, evitando controlli inutili e concentrando le verifiche sulle situazioni più a rischio.