Concorsi pubblici, torna la norma “taglia idonei” per eliminare le graduatorie lunghe

Concorsi pubblici e norma taglia idonei, che cosa cambia dal 2026, chi resta escluso e come funzioneranno le nuove graduatorie

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

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I concorsi pubblici non attirano partecipanti come in passato, perché — tra giovani e meno giovani — c’è oggi un’opinione diffusa, secondo cui gli stipendi sono spesso poco competitivi e non all’altezza del costo della vita. Anche in confronto alle nuove professioni, le carriere appaiono lente e rigidamente strutturate. Inoltre, il lavoro pubblico è visto come gravato da alte responsabilità senza però ricevere, in cambio, un adeguato riconoscimento a livello retributivo e sociale. Parallelamente a questo scenario di scarso appeal, dopo due anni di sospensione, dal primo gennaio 2026 entrerà pienamente in vigore la cosiddetta norma taglia idonei.

Già prevista dal Dl 44/2023, è una modifica che limiterà l’utilizzo delle graduatorie redatte a seguito delle prove concorsuali. Per gli aspiranti dipendenti della PA che hanno completato con esito positivo test scritti e colloqui orali, quindi, si prefigura un assottigliamento delle chance di essere assunti, pur non rientrando subito nella ristretta categoria dei vincitori.

Cosa prevede la norma taglia idonei

Salvo nuove deroghe da parte dell’Esecutivo, introdotte magari con una misura dell’ultimo minuto nel testo della Legge di Bilancio, la norma taglia idonei sarà presto realtà. L’intenzione del legislatore è snellire e razionalizzare le procedure di scorrimento, impedendo l’accumulo di graduatorie eccessivamente estese e spesso valide per molti anni.

Il presupposto è che elenchi troppo ampi finiscano per creare illusioni occupazionali, inducendo molti candidati a restare in attesa di scorrimenti improbabili e rendendo, al contempo, poco trasparente la programmazione del personale da parte della macchina pubblica.

Con la norma si punta dunque a chiarire fin dall’inizio chi abbia concrete possibilità di assunzione e chi no, spostando il messaggio da un indefinito “prima o poi potresti entrare” a un più realistico “solo un numero limitato di idonei sarà effettivamente beneficiario”.

Resta, tuttavia, il rovescio della medaglia, rappresentato dall’esclusione di candidati che hanno comunque superato le prove concorsuali, ed è proprio su questo delicato equilibrio tra realismo amministrativo e tutela del merito che si dividono le opinioni politiche e giuridiche sulla novità.

Nonostante la regola fosse già potenzialmente operativa, il Decreto PA (approvato il 19 febbraio scorso) ne aveva congelato l’applicazione per tutte le graduatorie approvate nel 2024 e per i concorsi banditi nel corso del 2025.

Il meccanismo della nuova norma

Come funzionerà in concreto la novità normativa a partire dal 2026? Ecco in sintesi i suoi elementi chiave:

  • gli idonei non vincitori, in attesa di eventuali scorrimenti, potranno essere al massimo un numero pari al 20% dei posti messi a bando (il numero degli idonei sarà calcolato considerando i primi meglio piazzati subito dopo i vincitori, a scendere fino ad avere un numero corrispondente a quella percentuale);
  • gli altri partecipanti non potranno comunque firmare il contratto di assunzione in caso di ripescaggio con scorrimento.

Bisogna notare che tra gli esclusi potranno esservi anche persone che hanno superato le prove e, quindi, hanno ottenuto almeno il punteggio minimo.

Il criterio chiave per l’applicazione della taglia idonei sarà la data del bando e non quella di approvazione della graduatoria. Perciò, ad esempio, una selezione bandita il 30 dicembre godrà della protezione, una bandita il 5 gennaio prossimo no.

Concorso da 500 posti: cosa succede

Per avere piena chiarezza su una novità, che toccherà tutti coloro che ambiscono alla sicurezza di un contratto di pubblico impiego, pensiamo ad esempio a una selezione con 500 posti messi a bando. Abbiamo detto che il limite massimo di idonei sarà pari al 20% dei posti, perciò al massimo — una volta redatte le graduatorie — potranno esserci solo 100 idonei.

La classifica finale sarà così compilata:

  • dal 1° al 500° posto – vincitori, quindi assunti subito;
  • dal 501° al 600° posto – idonei non vincitori, inseriti in graduatoria per eventuale scorrimento;
  • dal 601° posto in poi – esclusi dallo scorrimento.

La graduatoria utile si ferma a 600 nominativi complessivi (500 vincitori + 100 idonei), impedendo che restino attive per anni graduatorie molto più estese, con varie centinaia di idonei formalmente in condizione di essere chiamati a lavorare, ma senza effettive chance.

Una situazione come questa è tipica delle maxi selezioni per funzionari, bandite da ministeri o enti pubblici nazionali, e dei concorsi riguardanti profili tecnici e generalisti (ad esempio istruttori di pratiche e attività amministrative, informatici o ingegneri).

Proprio questi concorsi di massa sono il bersaglio principale della nuova regola, pensata per evitare bacini indefiniti di idonei e rendere più programmabili le assunzioni.

Le esclusioni per categoria, PA e contratto

La norma taglia idonei non si applicherà a tutti i concorsi.

Varranno, infatti, eccezioni stabilite dal legislatore e per esse le graduatorie continueranno a funzionare proprio come oggi. Perciò saranno inclusi tutti i partecipanti che avranno superato le prove e lo scorrimento si avrà senza limiti numerici, nel rispetto della validità temporale menzionata nei singoli bandi.

In particolare, saranno escluse tutte le selezioni per contratti a tempo determinato e quelle previste da Regioni, Province, Comuni, enti locali e società partecipate, se il numero dei posti messi a bando non sarà maggiore delle 20 unità.

Analogo discorso varrà per i concorsi nei Comuni molto piccoli, come ad esempio quelli montani, con una popolazione sotto i 3mila abitanti.

Inoltre, la regola taglia idonei non si applicherà ai concorsi relativi al personale:

  • sanitario e socio-sanitario;
  • di polizia e delle forze armate;
  • educativo e scolastico;
  • universitario, della ricerca e personale assimilato.

Sono categorie nei confronti delle quali, per esigenze organizzative, il legislatore ha preferito continuare a usare strumenti meno rigorosi.

Come scoprire se al concorso si applicherà la norma taglia idonei

È bene che ogni interessato legga con molta attenzione il testo del bando, prima di fare l’iscrizione.

Qui infatti troverà il dettaglio su eventuali riserve, deroghe o esclusioni relative alla norma e potrà, perciò, valutare se partecipare alla selezione e quante saranno le sue possibilità di essere assunto.

Per i concorsi pubblici del 2026, i posti in palio saranno molti, ma ci sarà questa nuova regola a fare da spartiacque tra potenziali nuovi dipendenti ed esclusi.