Assistenti sociali, firmato decreto per assunzioni nei Comuni a tempo indeterminato

Il ministero del Lavoro sblocca oltre 220 milioni di euro per i servizi sociali comunali nel biennio 2025-2026: pubblicato il decreto

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Con il decreto ministeriale n. 85 del 3 luglio 2026, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disposto la liquidazione dei contributi agli ambiti territoriali sociali (ATS) per gli assistenti sociali in servizio nel 2025 e, allo stesso tempo, sono state prenotate le risorse destinate al personale previsto nel corso del 2026.

Con questo finanziamento strutturale, destinato al consolidamento delle assunzioni a tempo indeterminato, il provvedimento garantisce la continuità dei servizi sociali nei Comuni.

Assunzioni assistenti sociali nei Comuni, i fondi sbloccati

Il provvedimento ministeriale, firmato il 3 luglio 2026, si basa sui dati inseriti dagli ambiti territoriali sociali nella piattaforma SIOSS (sistema informativo dell’offerta dei servizi sociali) e:

  • per il 2025 autorizza liquidazioni complessive pari a oltre 100,3 milioni di euro;
  •  per il 2026 sblocca risorse per quasi 119,9 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di garantire una presenza minima uniforme di assistenti sociali su tutto il territorio nazionale, assicurando:

  • un assistente sociale ogni 5.000 abitanti come livello essenziale delle prestazioni;
  • un assistente sociale ogni 4.000 abitanti come obiettivo di servizio ancora più avanzato.

Si tratta quindi di uno strumento pensato non soltanto per assumere nuovi professionisti, ma anche per garantire la sostenibilità economica degli organici già esistenti, alleggerendo il peso sui bilanci comunali ed evitando che le amministrazioni locali siano costrette a ridurre il personale per mancanza di risorse.

Come funzionano i contributi

Per incentivare il raggiungimento di questi standard, lo Stato riconosce ai Comuni specifici contributi economici pari a:

  • 40.000 euro all’anno per ogni assistente sociale assunto a tempo indeterminato, calcolato in equivalente a tempo pieno, oltre il rapporto di un operatore ogni 6.500 abitanti e fino al raggiungimento del rapporto di uno ogni 5.000 abitanti;
  • 20.000 euro all’anno per ogni assistente sociale assunto oltre la soglia di uno ogni 5.000 abitanti e fino all’obiettivo di uno ogni 4.000 abitanti.

Il contributo ha carattere strutturale e viene riconosciuto per le nuove assunzioni, purché il numero degli assistenti sociali già assunti a tempo indeterminato risulti superiore alle soglie previste dalla normativa. Questo significa che il finanziamento continuerà a essere erogato anno dopo anno, finché gli ATS manterranno il rapporto tra personale e popolazione richiesto dalla legge.

Ogni anno, infatti gli ambiti territoriali devono accedere alla piattaforma SIOSS entro il 28 febbraio e trasmettere il numero medio degli assistenti sociali in servizio nell’anno precedente insieme alle previsioni per l’anno in corso. Dopo di che, sulla base dei dati pervenuti, entro il 30 giugno il ministro del Lavoro emana il decreto che determina le somme liquidabili relative all’anno precedente e prenota quelle riferite all’anno corrente.

Chi può essere conteggiato

Come stabilito dal decreto, i lavoratori che possono essere considerati ai fini del contributo sono:

  • gli assistenti sociali assunti a tempo indeterminato;
  • i dipendenti direttamente dagli ATS oppure dai Comuni che ne fanno parte;
  • gli impiegati effettivamente nei servizi sociali territoriali e nella loro organizzazione.

Non possono invece essere conteggiati gli operatori dipendenti da soggetti privati, cooperative o enti affidatari dei servizi, anche se svolgono attività sociali sul territorio. Proprio questa distinzione ha portato il ministero a ricalcolare i contributi spettanti ad alcuni ambiti per l’annualità 2025, escludendo il personale non conforme ai requisiti previsti dalla legge.