Netflix, in Italia l’abbonamento con la pubblicità: da quando e quanto costa

Il colosso dello streaming annuncia l'introduzione di un abbonamento più economico ma con la pubblicità

Una svolta annunciata da mesi e quasi inevitabile per un colosso che registra perdite di milioni di abbonamenti all’anno: anche su Netflix ci sarà la pubblicità. Per controbilanciare l’introduzione degli spot la piattaforma streaming propone un abbonamento più economico di 2,50 euro rispetto alla versione base.

Netflix, in Italia l’abbonamento con la pubblicità: cosa prevede

L’offerta si chiama “Base con pubblicità” costerà 5,49 euro e sarà disponibile a partire dal 3 novembre.

L’abbonamento prevede una qualità video a 720p e annunci di circa 15-20 secondi prima e durante la visione di film e serie TV fino a un massimo, in media, di 4-5 minuti di pubblicità per ogni ora di visione.

Con il nuovo piano però un numero limitato di film e programmi televisivi non sarà disponibile a causa di restrizioni legate alle licenze e non è previsto la scaricamento sul proprio dispositivo di film o episodi di serie TV per la visione off-line.

“Continuiamo a lavorare per diminuire il numero di questi titoli. Comunque si parla di una percentuale minima in ogni Paese, che varia dal 5 al 10%” ha sottolineato il Chief Operating Officer di Netflix, Greg Peters.

“Siamo certi di avere, con Base con pubblicità, l’opportunità di attrarre ancora più abbonati – ha aggiunto durante la conferenza stampa di presentazione in streaming – Ci aspettiamo che una percentuale che aveva scelto agli altri piani cambi e preferisca questo, ma pensiamo che attrarrà soprattutto nuovi sottoscrittori e porterà alcuni ex utenti a riscriversi alla piattaforma”.

Netflix, in Italia l’abbonamento con la pubblicità: l’opinione degli abbonati

Resta da scoprire se effettivamente gli abbondati accoglieranno con favore questa novità.

Per quanto riguarda Stati Uniti e Canada JP Morgan, stima che l’azienda dovrebbe acquisire con questa mossa oltre 7 milioni di abbonati nel 2023 e incassare circa 600 milioni di dollari da advertising. Secondo questa analisi il numero di utenti in Nordamerica potrebbe arrivare in prospettiva a 22 milioni nel 2026, portando 2 miliardi di dollari di ricavi.

In Italia un sondaggio condotto da Sensemakers-Comscore, rivela come nel nostro Paese la nuova offerta non sembra sconvolgere le abitudini degli utenti, i quali accetterebbero la pubblicità senza problemi a fronte di qualche euro risparmiato in più (qui avevamo parlato del possibile aumento per condividere l’account).

Dall’indagine emerge come quasi il 70% degli intervistati sarebbe disposto a guardare contenuti interrotti dalla pubblicità, il 29% accetterebbe un numero maggiore di spot per potere usufruire gratis dei contenuti a parità di servizio con gli altri piani e soltanto 1 su 10 dei circa 5 milioni di abbonati nel nostro Paese disdirebbe l’iscrizione per l’introduzione della pubblicità sul Netflix, di cui avevamo parlato qui.

Netflix, in Italia l’abbonamento con la pubblicità: allarme Rai

Se per gli utenti l’arrivo della pubblicità su Netflix non rappresenta un problema, lo è sicuramente per i concorrenti che dovranno avere a che fare con un colosso con il quale contendersi la raccolta degli sponsor.

La Rai ha espresso questa allerta in un report, prevedendo che il nuovo piano Base con pubblicità dovrebbe fare aumentare gli utenti della piattaforma streaming dai circa 5 milioni attuali a 8 milioni entro il 2025.

Una crescita che in termini di ricavi da pubblicità, potrebbe sottrarre alla televisione pubblica da un minimo di 12 a un massimo di 65 milioni di euro, tra il 2023 e il 2025.