Come investire nelle criptovalute

Scopri su quali piattaforme investire acquistando criptovalute e quali sono le insidie e i benefici

Chissà quante volte avrai trovato questo titolo leggendo online articoli più o meno meritevoli di fiducia. Del resto se le testate finanziarie ed economiche più accreditate, come CNN, Forbes, Il Sole 24 Ore, dedicano spazio all’argomento, un qualche fondamento solido ci deve pur essere. In parte quel fondamento è basato sul clamore suscitato da alcune criptovalute assurte al ruolo improvviso di superstar, come l’ascesa fulminea di Dogecoin e l’hashtag #dogetothemoon di tendenza assoluta nei mesi scorsi (grazie anche alla spinta di Elon Musk e Tesla).

In parte è anche vero che, per quanto lontane da essere mainstream, le criptovalute stanno guadagnando terreno fra gli investitori medio-piccoli come bene rifugio per proteggersi dall’inflazione nei periodi di incertezza economica. Proviamo quindi ad analizzare i passaggi chiave su come investire in criptovalute e vedere se può valerne la pena alla luce del rapporto rischi/benefici.

Quali sono le piattaforme per investire in criptovalute?

Prima di investire in moneta virtuale è assolutamente consigliato, dedicare del tempo alla formazione teorica e alle prove pratiche. Leggere una buona guida sulle criptovalute e testare nella versione demo più di una piattaforma online, sono due passaggi chiave per evitare brutte sorprese. Fino a quando non si acquista familiarità con la tecnologia e con i tecnicismi di base, non è consigliabile procedere con l’acquisto o con il trading di criptovalute. Il buon senso e la prudenza non sono mai troppi, specialmente quando non si ha molta esperienza. In tal caso è meglio affidarsi a piattaforme di trading ed exchange conosciuti, utilizzati e, soprattutto, regolamentati, come ad esempio Coinbase e Binance.

Acquistare criptovalute: quali sono le migliori?

Altra domanda da 100 milioni di dollari. Altra domanda a risposta aperta. Man mano che il movimento della finanza decentralizzata (DeFi) acquista terreno, assistiamo alla creazione di centinaia di progetti di token digitali. Cosa che rende ancora più complicato l’orientamento nel mercato. Per ogni investitore, piccolo o grande, la prima azione da completare è: comprendere la proposta di valore di un potenziale investimento. In questa ottica, i progetti più consolidati come Bitcoin ed Ethereum, non a caso le principali criptovalute per capitalizzazione di mercato e per liquidità, offrono maggiori garanzie, perché, in un quadro di volatilità generale, presentano una base normativa più chiara.

Informazioni trasparenti, idee chiare, investimento più consapevole: ecco il circolo virtuoso che consente a queste due criptovalute di essere ancora regine del mercato. Il percorso consigliabile è quindi quello di iniziare dal certo,  per quanto questo aggettivo sia confacente al settore delle criptovalute, e dopo, acquisita praticità e consapevolezza, spostarsi verso il nuovo. Il settore propone progetti di nicchia dal potenziale ancora inesplorato, come per esempio alcuni token che offrono sistemi d’applicazione specifica nella finanza decentralizzata.

Investire in criptovalute: rischi e opportunità

Le criptovalute non sono un affare per deboli di cuore” e se lo dice R.A. Farrokhnia, professore alla Columbia Business School e direttore esecutivo della Columbia Fintech Initiative, c’è da crederci. Del resto, è fuor di dubbio che investire in criptovalute comporti dei rischi superiori rispetto ad altre classi di investimento. Per fronteggiare questo livello di rischio occorre non solo un approccio coscienzioso e disciplinato, ma anche un inserimento graduale nel settore: allocare nelle criptovalute solo una piccola parte del portafoglio totale di investimenti è già un buon metodo per ridurre il rischio di perdite.

Ma cos’è che rende insidiose le criptovalute? Il primo fattore di rischio è senza dubbio la volatilità dell’asset, con oscillazioni di valore significative in tempi molto ridotti. Secondariamente c’è da considerare l’immaterialità totale delle operazioni. I portafogli digitali associati alle valute digitali permettono alle persone di compiere transazioni senza intermediari e senza controlli di autorità centrali: è il ‘vanto’ dello spazio finanziario decentralizzato. D’altro canto i portafogli non custoditi mettono a rischio il capitale: se si smarriscono la password e/o le chiavi di accesso all’account, i propri fondi sono perduti senza possibilità di appello.

Infine anche l’eccessiva ‘pubblicità’ è un ulteriore fattore di rischio per chi vuole investire in criptovalute. Il cosiddetto hype che circonda alcuni token, Dogecoin ne è un esempio, può indurre ad azioni avventate come quella di tentare una speculazione di compra-vendita sul breve periodo giocando sulle variazioni (imprevedibili e continue) di prezzo. Ma allora perché investitori novizi ed esperti sono attratti dalle criptovalute? Perché rappresentano non solo una forma innovativa di risparmio redditizio, ma anche una possibilità di guadagno commisurata al livello di rischio: laddove i rischi sono maggiori si possono aprire rilevanti opportunità speculative. La conclusione più sensata? Investire in criptovalute può non essere alla portata di tutti, ma la rete offre a tutti la possibilità di considerarle e di valutarle.

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