Sciopero 29 maggio: treni, aerei e metro a rischio. Orari e fasce

Sciopero generale il 29 maggio: possibili disagi per treni, aerei, metro, autobus e sanità. Gli orari, i servizi garantiti e i settori coinvolti

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Venerdì 29 maggio è previsto uno sciopero generale nazionale che coinvolgerà sia il settore pubblico sia quello privato. La mobilitazione è stata proclamata dalla Confederazione Unitaria di Base insieme ad altre sigle sindacali autonome, tra cui Sgb, Adl Varese, Si Cobas e Usi Cit. Possibili disagi interesseranno soprattutto trasporti, scuola, sanità e servizi pubblici locali. Secondo quanto comunicato dai sindacati, alla base della protesta ci sono diverse rivendicazioni legate al lavoro, ai salari e alle condizioni economiche generali. Nel documento diffuso in vista dello sciopero si parla di “salari erosi”, “welfare smantellato” e aumento del lavoro precario.

Sciopero 29 maggio treni e aerei, gli orari

Tra i comparti maggiormente coinvolti ci sono i trasporti ferroviari e il settore aereo. Lo sciopero dei treni inizierà alle ore 21 del 28 maggio e terminerà 24 ore dopo. Durante questa fascia oraria potranno verificarsi cancellazioni, ritardi e variazioni su molte linee ferroviarie nazionali e regionali. Trenitalia ha comunicato che l’agitazione interesserà il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. Resteranno comunque garantiti i servizi minimi nelle fasce protette previste dalla legge, cioè dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 per il trasporto regionale. Anche Italo ha pubblicato l’elenco dei treni garantiti durante lo sciopero.

Per quanto riguarda gli aerei, il personale incrocerà le braccia dalla mezzanotte alle 23.59 del 29 maggio. Possibili disagi potranno riguardare voli nazionali e internazionali, anche se saranno garantiti i collegamenti previsti nelle fasce di tutela obbligatorie. Lo sciopero coinvolgerà inoltre il trasporto marittimo e le autostrade. I collegamenti verso le isole minori si fermeranno per l’intera giornata del 29 maggio, mentre per le isole maggiori lo stop scatterà un’ora prima delle partenze previste. Nel comparto autostradale l’agitazione inizierà invece alle ore 22 del 28 maggio per proseguire nelle successive 24 ore.

Possibili disagi per metro e autobus

Anche il trasporto pubblico locale potrà subire rallentamenti e sospensioni del servizio. A Roma Atac ha spiegato che lo sciopero interesserà l’intera rete, comprese le linee gestite da operatori esterni e il servizio ClicBus. Durante la giornata saranno garantite soltanto le fasce di servizio previste dalla normativa: dall’inizio del servizio fino alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59. A Milano Atm ha avvisato che metro, autobus e tram potrebbero non essere garantiti dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18 fino al termine del servizio. Possibili disagi anche per la funicolare Como-Brunate.

Coinvolti scuola, sanità e vigili del fuoco

Lo sciopero potrebbe avere effetti anche su altri servizi pubblici. Il ministero dell’Istruzione ha diffuso una nota informativa relativa alla mobilitazione, segnalando possibili difficoltà nel settore scolastico. Potrebbero verificarsi rallentamenti anche nella sanità pubblica, con possibili ripercussioni su visite, prenotazioni ed esami medici. In ogni caso, come previsto dalla normativa sugli scioperi nei servizi essenziali, resteranno garantite le prestazioni urgenti e i servizi minimi. Coinvolti anche i Vigili del Fuoco, con uno sciopero di quattro ore per il personale turnista previsto dalle 9 alle 13.

Le motivazioni dello sciopero

Cub denuncia un peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori italiani. Secondo il sindacato, “a inizio 2025 i salari reali risultavano inferiori del 7,5% rispetto al 2021”. Tra i temi evidenziati figurano anche l’aumento del part-time involontario, la sicurezza sul lavoro e le difficoltà di accesso alla sanità pubblica. Nel documento viene inoltre criticata la crescita delle spese militari e quella che viene definita la “complicità nel genocidio a Gaza”. I dati sono stati pubblicati dal Report Lavoro 2026.