Libri scolastici 2026/2027, quanto si può spendere al massimo per legge (e come risparmiare)

Sono disponibili le liste per il nuovo anno scolastico e scattano i tetti di spesa 2026/2027 fissati dal Ministero per medie e superiori. Le regole e come risparmiare fino al 15%

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Emanuela Galbusera

Giornalista di attualità economica

Giornalista pubblicista, ha maturato una solida esperienza nella produzione di news e approfondimenti relativi al mondo dell’economia e del lavoro e all’attualità, con un occhio vigile su innovazione e sostenibilità.

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Luglio, tempo di esami finiti e di vacanze, ma per milioni di genitori italiani la vera priorità in queste ore è scaricare le liste dei libri di testo e far partire gli ordini per il prossimo anno scolastico. Prima ancora di preparare le valigie, l’estate porta infatti con sé il consueto salasso del back to school. Tra diari, astucci e zaini, la voce che pesa di più sul budget familiare è sempre la stessa: i libri scolastici. Ma quanto costa davvero riempire la cartella quest’anno?

Per evitare rincari fuori controllo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 51, che fissa i tetti massimi di spesa entro cui i collegi dei docenti devono tassativamente mantenersi per l’anno scolastico 2026/2027. I prezzi di quest’anno includono un leggero adeguamento all’inflazione programmata (+1,5%). La realtà dei banchi di scuola, però, riserva spesso delle sorprese tra testi consigliati che fanno lievitare il conto e sconti della grande distribuzione che fanno risparmiare qualcosa.

Scuola Primaria (Elementari): la regola della gratuità

Per la scuola primaria i libri di testo sono gratuiti. Le famiglie non pagano nulla: la spesa è a totale carico del proprio Comune di residenza, che solitamente fornisce ai genitori le cedole librarie, ovvero dei buoni acquisto da consegnare a una libreria o cartoleria di fiducia per prenotare i testi adottati. A carico delle famiglie sono solo i libri di testo di religione, dato che la frequenza è facoltativa, ed eventuali testi extra non inseriti nella cedola ufficiale.

Scuola Secondaria di Primo Grado (Medie): il primo anno costa il triplo

I tetti massimi stabiliti dal Ministero per l’intera dotazione di testi della classe sono:

  • Prima media: 303 €
  • Seconda media: 121 €
  • Terza media: 136 €

Il costo del primo anno è molto più alto perché si acquistano i dizionari e i testi pluriennali (come i manuali di Arte, Musica, Tecnologia o i testi di Grammatica) che verranno usati per tutto il triennio.

Scuola Secondaria di Secondo Grado (Superiori): limiti diversi

Nelle scuole superiori il tetto di spesa cambia radicalmente in base all’indirizzo di studio scelto. Come per le medie, il picco di spesa si registra sempre al primo anno del biennio, in cui si comprano i manuali base e i dizionari di greco e latino per i licei.
Ecco gli importi previsti per il primo anno dei principali indirizzi quinquiennali:

  • Liceo Classico e Linguistico: tetto massimo di spesa 346 €
  • Istituti Tecnici (Settore Tecnologico/Ambientale): tetto massimo di spesa 346 €
  • Liceo Scientifico: tetto massimo di spesa 331 €
  • Istituti Tecnici (Settore Economico): tetto massimo di spesa 329 €
  • Istituti Professionali: prezzi variabili fino a un massimo di 260-300 € a seconda dell’indirizzo.

Le eccezioni alla regola: quando e come variano i prezzi

Il Decreto Ministeriale fissa delle regole rigide, ma la realtà è che quel tetto può variare, e anche di molto. Esistono infatti tre eccezioni precise che possono abbassare o alzare legalmente queste cifre, a cui i genitori devono prestare massima attenzione per capire se stanno pagando il giusto.

Gli sconti per il formato digitale

Non tutti sanno che i tetti di spesa standard fissati dal Ministero si riferiscono ai classici libri in “modalità mista standard” (il manuale cartaceo accompagnato dall’espansione digitale). Se però i professori scelgono strade diverse, per legge il tetto massimo deve scendere. Nello specifico, l’Articolo 1 comma 3 del decreto impone un taglio del 10% sulla spesa massima se la classe adotta libri a prevalenza digitale, e una sforbiciata del 30% se si passa a una dotazione al 100% digitale. Meno carta, insomma, significa o dovrebbe significare un budget più leggero.

La deroga dello sforamento (fino al +20%)

Cosa succede se i professori scelgono libri che, sommati tra loro, superano il limite del Ministero? La legge prevede una scappatoia: il Collegio dei docenti può sforare il tetto, ma con un limite invalicabile fissato al 20%. Inoltre, per essere valido, lo sforamento deve essere motivato per iscritto dai professori e approvato ufficialmente dal Consiglio d’Istituto.

L’inganno dei libri consigliati

È il motivo principale per cui, a settembre, davanti alla cassa della libreria ci si ritrova a spendere cifre molto più alte rispetto ai calcoli fatti a luglio. Nel tetto di spesa ministeriale rientrano solo i libri di testo obbligatori. I testi che i professori inseriscono nella lista sotto la voce “consigliati”, come gli eserciziari extra, i romanzi per le letture estive o i manuali opzionali, rimangono fuori dal conteggio legale. Questo significa che la scuola può aggiungere quanti libri consigliati vuole senza violare il decreto.

Come risparmiare con lo sconto fisso del 15%

La legge italiana limita gli sconti sui libri, ma fa un’eccezione per i testi scolastici di medie e superiori, consentendo una riduzione massima del 15%. Su questa percentuale si sfidano supermercati e negozi online: lo sconto finale è lo stesso, ma cambia il modo in cui si riceve.
Molte catene come Esselunga, Conad, Iper o Coop applicano ormai un taglio diretto del 15% sul prezzo di copertina al momento del pagamento, per chi ordina online sul loro sito, a patto di avere la tessera (es. la Fidaty).
Altre propongono propongono formule ibride: offrono uno sconto immediato più basso (es. 5% o 10%) e restituiscono la parte restante sotto forma di buoni spesa per i successivi acquisti alimentari. Se si è clienti abituali del punto vendita, il risparmio finale sul budget familiare non cambia.
C’è poi Amazon, perfetto per chi non vuole muoversi da casa: ha lo stesso identico sconto del 15% (spesso applicato direttamente sul prezzo), con la comodità della spedizione a casa.