Gas, brutte notizie: su investimenti e consumi. Transizione energetica a rischio

Il Forum dei Paesi esportatori di gas prevede che crescano gli investimenti nel settore del petrolio e del gas grazie ai maggiori investimenti

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Alessandro Mariani

Giornalista green

Nato a Spoleto, dopo una laurea in Storia e una parentesi in Germania, si è stabilito a Milano. Ha avuto esperienze in radio e in TV locali e Nazionali. Racconta la società, con un focus sulle tematiche ambientali.

Il Forum dei Paesi esportatori di gas (Gecf) ha presentato il quarto rapporto annuale sul mercato del gas, evidenziando che il consumo globale di gas è diminuito nel 2022, ma si prevede un aumento del 1% nel 2023. Il settore della produzione di energia elettrica è il maggior consumatore di gas, ma l’Unione europea sta chiedendo una riduzione del suo uso per raggiungere obiettivi di decarbonizzazione. Tuttavia, CCS/CCUS e l’idrogeno sono percorsi alternativi alla decarbonizzazione che stanno guadagnando terreno, con un aumento significativo della capacità annunciata. La produzione di gas naturale dovrebbe aumentare nel 2023, ma il minor investimento nell’esplorazione evidenzia una mancanza di fiducia nel settore. Inoltre, la crisi delle forniture di gas in Europa ha portato a un aumento delle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL), ma il costo del trasporto sta aumentando.

Transizione energetica più lontana analizzando il rapporto annuale sul mercato del gas

La transizione energetica mondiale è un obiettivo cruciale per il futuro del nostro pianeta, tuttavia sembra ancora lontano, leggendo il quarto rapporto annuale sul mercato del gas presentato a Doha, in Qatar, dal Forum dei Paesi esportatori di gas (Gecf). Questo organismo, spesso definito l’Opec del metano, rappresenta 13 Paesi membri, tra cui Algeria, Bolivia, Egitto, Guinea Equatoriale, Iran, Libia, Nigeria, Qatar, Russia, Trinidad e Tobago, Emirati Arabi Uniti e Venezuela. Inoltre, altri sette paesi, Angola, Azerbaigian, Iraq, Malesia, Mozambico, Norvegia e Perù, sono membri osservatori.

Nel 2022, il consumo globale di gas è diminuito, ma si prevede che riprenderà a crescere nel 2023 (+1%) e raggiungerà un livello massimo storico. In particolare, il settore della produzione di energia elettrica rimane il più grande consumatore di gas. Stati Uniti, Cina e alcuni paesi emergenti dell’Asia Pacifico guideranno la crescita del consumo di gas. Gli investimenti nel petrolio e nel gas sono aumentati del 7% su base annua per raggiungere i 718 miliardi di dollari nel 2022 e dovrebbero aumentare ulteriormente nel 2023.

Nonostante le spinte verso la decarbonizzazione cresce l’utilizzo del gas

CCS/CCUS (ovvero le operazioni di Cattura, Utilizzo e Stoccaggio del Carbonio) e idrogeno hanno guadagnato slancio come potenziali percorsi per la decarbonizzazione, con un aumento significativo della capacità. Ciononostante, il numero di progetti operativi è ancora lontano dalla scala richiesta. Questi sviluppi nel settore del gas sono un’indicazione delle prospettive per l’espansione dell’industria globale del gas, poiché il gas naturale è destinato a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo socio-economico e verso transizioni energetiche giuste e inclusive.

Tuttavia, la Ue sta chiedendo una riduzione sempre maggiore del gas, evidenziando la necessità di trovare soluzioni alternative per la decarbonizzazione. Come abbiamo visto, nonostante ciò, quest’anno dovrebbe aumentare, oltre al consumo di gas, anche la produzione, l’utilizzo nella generazione di energia elettrica e nell’industria, senza scordare la crescita dell’import di Gnl.

La produzione di gas naturale è stimata in aumento di circa l’1% nel 2023, trainata da Nord America, America Latina e Caraibi, Medio Oriente e Africa. Lo scorso anno, sono stati scoperti oltre 600 miliardi di metri cubi di gas naturale, con un aumento del 16% su base annua, che rappresentano il 39% dei volumi totali di petrolio e gas scoperti. Tuttavia, il numero di pozzi di esplorazione è stato meno della metà del numero medio dei livelli pre-pandemici, evidenziando un continuo sottoinvestimento nell’esplorazione.

 

L’evoluzione del mercato energetico e del gas

Il settore della produzione di energia elettrica rimane il principale consumatore di gas naturale a livello globale, rappresentando il 44% del consumo globale di gas nel 2022. A causa dei prezzi elevati del gas e del passaggio al carbone in alcune regioni, il consumo di gas nel settore energetico è diminuito dello 0,2% su base annua, a 6.050 terawattora (TWh). Tuttavia, la produzione di energia elettrica rimarrà probabilmente il principale motore del consumo globale di gas a livello mondiale, poiché molti Paesi stanno abbandonando le centrali elettriche a carbone. Con la crisi delle forniture via gasdotto in Europa, il mercato del gas naturale liquefatto (GNL) ha registrato un forte aumento. Nel 2023, le importazioni globali di GNL dovrebbero aumentare del 4-4,5% su base annua, raggiungendo 416 milioni di tonnellate.

La Cina, i Paesi del subcontinente indiano e del sud-est asiatico dovrebbero rappresentare la maggior parte delle importazioni di GNL, con ulteriori 13-15 milioni di tonnellate di importazioni di GNL. Tuttavia, nonostante la crescente domanda di GNL, lo scorso anno sono state commissionate meno di 30 nuove metaniere, il che rappresenta l’aumento più lento dal 2013. Questo ha contribuito all’aumento dei costi di trasporto del GNL insieme all’aumento del costo dei combustibili per il trasporto del gas liquefatto.

Nonostante le sfide e le incertezze, il Forum dei Paesi esportatori di gas prevede che crescano gli investimenti nel settore del petrolio e del gas grazie ai maggiori investimenti. Tuttavia, diverse incertezze come il rallentamento della crescita economica globale, le condizioni finanziarie rigide, l’inflazione e l’elevata volatilità dei prezzi dell’energia potrebbero scoraggiare gli investimenti.