Earthshot Prize, 5 soluzioni concrete per salvare la Terra (premiate dal principe William)

Il riconoscimento premia ogni anno cinque idee brillanti per affrontare la crisi climatica e ambientale

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Alessandro Mariani

Giornalista green

Nato a Spoleto, dopo una laurea in Storia e una parentesi in Germania, si è stabilito a Milano. Ha avuto esperienze in radio e in TV locali e Nazionali. Racconta la società, con un focus sulle tematiche ambientali.

L’Earthshot Prize è un premio ecologico patrocinato dal principe William e dal naturalista britannico David Attenborough, che premia ogni anno cinque idee brillanti per affrontare la crisi climatica e ambientale. Il premio supporta progetti innovativi e li diffonde su scala globale, con l’obiettivo di premiare 50 soluzioni entro il decennio 2020-2030. Nell’ultima edizione i premiati hanno presentato cinque soluzioni concrete in altrettante categorie:

  • pulizia dell’aria,
  • recupero e protezione della natura,
  • rinascita dell’oceano,
  • vita libera dai rifiuti
  • azione climatica.

Tra i vincitori, ci sono iniziative innovative per combattere l’inquinamento domestico, per la coltivazione agricola, per la protezione degli ecosistemi australiani e per creare imballaggi sostenibili utilizzando le alghe.

L’Earthshot Prize, il premio ecologico del principe William e di David Attenborough

L’Earthshot Prize, è un premio ecologico promosso dal principe William e dal naturalista britannico David Attenborough, premia ogni anno cinque idee brillanti per fronteggiare la crisi climatica e ambientale.

Con un investimento di un milione di sterline (circa 1.150.000 euro), il premio supporta start-up e progetti innovativi e li diffonde su scala globale. L’obiettivo è quello di premiare 50 soluzioni entro il decennio 2020-2030. Quest’anno i premiati hanno presentato cinque soluzioni concreti in altrettante categorie: pulizia dell’aria, recupero e protezione della natura, rinascita dell’oceano, vita libera dai rifiuti e azione climatica.

La serra pop-up: Kheyti, la soluzione innovativa per la coltivazione agricola in India

Sathya Raghu Mokkapati e Kaushik Kappagantulu hanno creato Kheyti, una microserra modulare che protegge i  piccoli agricoltori dall’imprevedibilità dei raccolti legati alla crisi climatica e dagli eventi climatici estremi. La serra “in scatola” arriva già provvista di semi e fertilizzanti e provvede all’irrigazione occupando solo il 2% dell’appezzamento di suolo, con un costo pari alla metà delle serre tradizionali. In tutto il mondo, 600 milioni di contadini lavorano terreni di dimensioni inferiori ai due ettari e producono complessivamente un terzo del cibo globale. La serra Kheyti rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per supportare questi agricoltori a fronteggiare un futuro climatico incerto e a garantire la sicurezza alimentare.

Guardiane della terra e dei mari, squadra tutta al femminile

Custodi della Natura: il network femminile di ranger indigeni del Queensland protegge gli ecosistemi australiani più preziosi attraverso la loro millenaria conoscenza della natura. Questa squadra tutta al femminile composta da 60 donne, fondata nel 2018, si occupa di varie attività, come la salvaguardia degli animali che vivono intorno alla Grande Barriera Corallina, la cura delle alghe marine fondamentali per la cattura della CO2, il monitoraggio degli incendi nelle foreste tramite tecnologie all’avanguardia come i droni.

Stufe a bassa emissione: l’iniziativa di Charlot Magayi per combattere l’inquinamento domestico

Charlot Magayi è una donna che è cresciuta a Mukuru, uno dei più grandi slum di Nairobi, in Kenya. La sua infanzia è stata segnata dalla continua esposizione ai fumi tossici prodotti dalla combustione di legna e carbone, pratica comune in molti paesi in via di sviluppo. Questa esposizione ha causato gravi malattie polmonari, che causano oltre due milioni di morti all’anno. I bambini sotto i cinque anni, in particolare, sono esposti a un rischio paragonabile al fumo di un pacchetto di sigarette al giorno.
Dopo che sua figlia di due anni è stata ustionata da una stufa tradizionale, Charlot Magayi ha deciso di fare qualcosa per migliorare la situazione. Tornata a scuola, ha inventato una stazione di cottura a tre strati che riduce il rischio di ustioni ed elimina quasi del tutto i fumi di cottura, mantenendo una temperatura stabile per un periodo più lungo e limitando il combustibile necessario.

Così è nato il progetto Mukuru Clean Stoves, che propone stufe a prezzi accessibili e realizzate in metallo riciclato. Queste stufe utilizzano il 60% di combustibile in meno rispetto alle stufe tradizionali e sono già presenti in 200.000 case in Kenya.
Il progetto di Charlot Magayi rappresenta un’importante iniziativa per combattere l’inquinamento domestico e, allo stesso tempo, facilitare l’empowerment femminile. Infatti, spesso alle donne è affidato il compito di reperire legna e carbone e di stare vicino ai fornelli, e il Mukuru Clean Stoves offre loro un’alternativa più sicura e sostenibile.

Tramutare la C02 in roccia, il progetto in Oman

Trasformare la CO2 in roccia: Talal Hasan, fondatore della start-up 44.01 in Oman, ha collaborato con Juerg Matter dell’Università del Southampton per sviluppare una tecnica di cattura dell’anidride carbonica definitiva ed economica. Questa tecnologia prevede di iniettare la CO2 disciolta in acqua nelle rocce sottoterra, dove reagisce con la peridotite, un tipo di roccia, per formare un minerale stabile.

Questo processo è più economico e sicuro rispetto ad altre tecniche di cattura della CO2, poiché la peridodite è presente in abbondanza nella costa settentrionale dell’Oman e non richiede di essere estratta a grandi profondità.

Imballaggi a base di alghe di una startup londinese

Imballaggi sostenibili: le alghe crescono rapidamente e assorbono CO2, il che le rende un’ottima alternativa per creare plastica biodegradabile ed edibile. Pierre Paslier e Rodrigo Garcia Gonzalez, fondatori della start-up londinese Notpla, hanno creato una membrana biodegradabile ed edibile chiamata Ooho, utilizzata per l’imballaggio alimentare.

Questo prodotto ha superato i test di resistenza ed è stato utilizzato in eventi come la maratona di Londra del 2019, in cui i corridori hanno ricevuto 36.000 sacchetti con un energy drink che si sono poi decomposti senza lasciare residui. La stessa membrana è stata utilizzata quest’anno per confezionare un milione di scatole da asporto per un servizio di delivery a domicilio.