Irpef, si cambia: ecco cosa ha in mente Giorgia Meloni

Il governo ha tracciato la rotta della riforma del fisco: attese novità sull’Irpef, anche se non da subito

L’Irpef cambierà nuovamente veste. La prima Legge di Bilancio del governo Meloni approvata in extremis lo scorso 29 dicembre non prevede per il 2023 alcuna novità, ma con la delega fiscale a partire dal 2024 l’imposta sul reddito delle persone fisiche sarà interessata dalla modifica delle aliquote. L’esecutivo ha infatti già espresso la volontà di ridurre ulteriormente gli scaglioni di reddito, dopo il primo taglio varato dal governo Draghi con la Manovra valida per il 2022.

Qui le principali misure della nuova Legge di Bilancio.

Irpef 2023, le aliquote e gli scaglioni di reddito

L’intervento di semplificazione dell’Irpef dello scorso anno, che ha segnato il passaggio da cinque a quattro scaglioni di reddito, è stato confermato dal nuovo esecutivo anche per il 2023. L’impostazione resta quindi la stessa, come indicato di seguito:

  • 1° scaglione. Fino a 15mila euro : 23%;
  • 2° scaglione. Da 15.000 a 28mila euro: 25%;
  • 3° scaglione. Da 28.000 a 50mila euro: 35%;
  • 4° scaglione. Oltre i 50mila euro: 43%.

Ricordiamo comunque che per i redditi fino a 8.174 euro è prevista la “no tax area”, all’interno della quale l’imposta sul reddito delle persone fisiche non è dovuta. Le regole in materia di Irpef sono contenute nel Testo unico delle imposte sui redditi, il cosiddetto Tuir (d.p.r. 917/1986).

Come cambieranno le aliquote Irpef

Secondo le indiscrezioni entro il mese di febbraio approderà in Consiglio dei ministri la delega fiscale. Tra i punti cardine c’è una nuova riduzione degli scaglioni di reddito Irpef, con l’obiettivo di portarli dai quattro attuali a tre per il 2024.

Sebbene l’impostazione non sia stata ancora definita nel dettaglio, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato che è intenzione del governo “addolcire” le aliquote, “ferma restando la necessità di individuare le dovute coperture, senza scostamenti di bilancio”.

Volendo ipotizzare la nuova struttura dell’Irpef senza ancora i riferimenti sulle fasce di reddito, l’aliquota più bassa e quella più alta (23% e 43%) potrebbero restare le medesime, mentre le due centrali (25% e 35%) potrebbero essere accorpate per arrivare a una percentuale intorno al 30%.

Leo ha spiegato inoltre che l’obiettivo del governo è anche quello di creare un “modello duale” che possa distinguere “i redditi da lavoro, soggetti a una progressività, da quelli da investimento in capitale e immobili, soggetti a un’imposta proporzionale“.

Il quoziente familiare

Con la riforma fiscale l’esecutivo, per il calcolo del reddito, è intenzionato a introdurre anche il quoziente familiare, già previsto nel Superbonus nel 2023. La premier Giorgia Meloni ha spiegato di voler arrivare a una tassazione “che tenga conto della composizione del nucleo familiare”, a sostegno della “genitorialità”.

Il meccanismo, essendo una novità, ha tuttavia caratteristiche molto variabili per i suoi coefficienti, e quindi ancora tutte da definire. Per quanto riguarda il Superbonus, la Manovra appena archiviata ha ridotto l’aliquota di detrazione dal 110% al 90%, inserendo nell’agevolazione le unifamiliari con i seguenti requisiti:

  • La villetta deve essere l’abitazione principale del beneficiario;
  • Colui che effettua gli interventi non può avere un reddito superiore a 15mila euro.

Ebbene, il quoziente familiare (di cui abbiamo parlato anche qui nel dettaglio) viene applicato per stabilire se si rientra nel limite imposto dal secondo requisito. Per calcolare la soglia di reddito si prendono infatti in considerazione tutti i guadagni registrati in famiglia nell’anno precedente allo svolgimento dei lavori: una volta sommati, vengono divisi a seconda della numerosità del nucleo, per un valore che cresce quindi in presenza di coniuge e figli o parenti a carico.

Dal punto di vista pratico, in caso di beneficiario single il coefficiente è 1 (e quindi si prende tutto il reddito). Ma lo stesso coefficiente viene incrementato di 1 se è presente una seconda persona convivente; o di 0,5 se è presente un familiare a carico, mentre di 1 se sono presenti due familiari e di 2 se sono presenti tre o più familiari. Quando il reddito complessivo calcolato non supera il limite di 15mila euro il contribuente, se in possesso degli altri requisiti di legge, può fruire nel 2023 del Superbonus con aliquota al 90% per i lavori sulla propria unifamiliare.

Qui abbiamo spiegato tutte le novità del Superbonus.