Bonus pompe di calore: come ottenerlo e chi può richiederlo

Nell'ambito del cd. "bonus condizionatori" rientra anche l'acquisto di macchine termiche a pompa di calore, usufruibile prima dell'arrivo dell'inverno

È stato confermato nella Legge di Bilancio 2021 il cd. “bonus condizionatori” che, nell’ambito di applicazione dell’agevolazione, viene riconosciuto ai soggetti in possesso dei requisiti richiesti anche per l’acquisto di macchine termine a pompa di calore. Vediamo nello specifico come funziona, chi può richiederlo e come avere accesso al beneficio prima dell’arrivo dell’inverno.

Bonus pompe di calore: cos’è e quando spetta

Il bonus pompe di calore è una delle agevolazioni riconosciute dall’Agenzia delle Entrate per gli interventi di riqualificazione energetica. Viene erogato sotto forma di una detrazione dall’Irpef o dall’Ires (clicca qui per capire come funziona) ed è concesso quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

In generale, le detrazioni sono riconosciute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi)
  • l’installazione di pannelli solari
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Il bonus, oltre che per l’acquisto di generatori d’aria calda a condensazione e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, viene riconosciuto anche per:

  • posa in opera di schermature solari
  • posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative
  • posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti.

Condizione indispensabile per fruire dell’agevolazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale (a proposito di Catasto, qui vi abbiamo parlato della riforma di cui tanto si discute ultimamente).

La fruizione, infine, è da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, che variano a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e dell’anno in cui è stato effettuato.

Bonus pompe di calore: come funziona e gli importi riconosciuti in detrazione

Il bonus pompe di calore può essere richiesto per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2021. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, per altri spetta nella misura del 50%.

In particolare, dal 1° gennaio 2018 la detrazione è pari al 50% per le seguenti spese:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (dal 2018 gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A sono esclusi dall’agevolazione).

Invece, se oltre a essere in classe A sono anche dotati di sistemi di termoregolazione evoluti è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.

Con l’approvazione del Decreto Rilancio, i soggetti che negli anni 2020 e 2021 sostengono spese per gli interventi di riqualificazione energetica possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari
  • per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Anche per questi interventi la detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

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Bonus pompe di calore: come ottenerlo e chi può richiederlo