Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.
La Borsa del 1° ottobre, Milano chiude in calo di quasi il 2% e lo spread sfiora i 120 punti
Le Borse europee hanno chiuso tutte in negativo, con Milano la peggiore a quasi il 2% di perdita: spread da record a 118 punti base
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Milano cede quasi il 2%, Europa tutta in negativo e spread ai massimi
Il Ftse Mib ha chiuso in ribasso dell'1,94% a causa delle forti perdite dei titoli del settore bancario e di una generale sfiducia degli investitori, causata dal picco del prezzo del petrolio, tornato oltre i 100 dollari al barile. Tra i peggiori, Mediobanca a -3,74, Fineco a -3,71% e Unicredit a -3,69%. Fortemente positiva soltanto Fincantieri a +2,82%.
Anche le altre Borse europee hanno chiuso in negativo. Il Dax ha perso l'1,03%, Il Ftse 100 di Londra ha lasciato sul terreno 1,68%, il Cac 40 l'1,62%.
Sotto pressione anche i titoli di Stato, con lo spread italiano che ha toccato i 118 punti base e quello francese che è arrivato 137.
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Piazza Affari cede l'1,09% a metà giornata, male i bancari
Si aggrava la perdita fatta segnare dal Ftse Mib di Milano a metà giornata. L'indice principale della Borsa italiana cede l'1,09%. Tra i peggiori c'è Poste Italiane, cala del 2,68%, ma sono i bancari ad appesantire maggiormente il listino. Banco Bpm, Unicredit, Bper, Mediolanum, Mediobanca e Nexi perdono tutte almeno il 2%, con Fineco, Intesa e Monte dei Paschi poco lontane, tra l'1,90 e l'1,50% di calo.
Sono le conseguenze degli ultimi sviluppi del cosiddetto Risiko bancario. Crédit Agricole avrebbe fatto capire di non avere particolare fretta di espandere la propria posizione in Banco Bpm, in attesa che si risolva la contesa su Mps.
Tra i titoli positivi, si distinguono invece ancora Prysmian, Fincantieri e Campari, mentre ha perso molto slancio rispetto all'apertura Technoprobe.
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Spread a 103 punti base, rendimenti record
In apertura lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha fatto segnare 103 punti base, con i titoli italiani benchmark che hanno raggiunto rendimenti del 4,64%, i più alti da più dal 2023.
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Male Eni e Poste Italiane
Ad appesantire la Borsa c'è soprattutto Eni, che perde l'1,79%, seguita da Poste Italiane a -1,66% e Nexi a -1,63%. In difficoltà anche Banca Mediolanum a -1,54%, Telecom Italia a -1,54% e Generali, che perde l'1,45%.
Nome Valore Var % Eni 23,59 -1,79 Poste Italiane 24,92 -1,66 Nexi 4,102 -1,63 Banca Mediolanum 23,60 -1,54 Telecom Italia 6,575 -1,54 Generali 42,13 -1,45 -
Salgono Prysmian e Fincantieri in apertura
Nell'apertura negativa di Piazza Affari alcuni titoli sono comunque riusciti a distinguersi. Prysmian è cresciuta del 3,55%, Technoprobe del 3,03%, Fincantieri del 2,78%, STMicroelectronics del 2,02% e Campari dell'1,96%.
Nome Valore Var % Prysmian 128,40 +3,55 Technoprobe 34,02 +3,03 Fincantieri 12,375 +2,78 Stmicroelectronics 47,805 +2,02 Campari 6,248 +1,96 -
Le aperture dei mercati europei
Le Borse europee hanno fatto segnare un'apertura negativa:
- Milano è data in ribasso dello 0,58%M;
- Francoforte cala dello 0,62%
- Londra è in forte calo dell'1,11%
- Parigi arretra dello 0,89%.
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I titoli da osservare a Piazza Affari
- Eni ha annunciato di aver completato, insieme agli attuali soci Ares Management Alternative Credit funds ed Energy Infrastructure Partners (Eip), il riassetto della struttura azionaria di Plenitude. L'operazione è stata portata a termine con un aumento di capitale non proporzionale pari a 1,56 miliardi di euro, sottoscritto da Ares per 1,08 miliardi di euro e da Eni per 0,48 miliardi di euro, e riconosce un Equity Value al 100% di Plenitude pre-money pari a 10,75 miliardi di euro.
- Generali ha ottenuto il via libera alla fusione per incorporazione di Alleanza Assicurazioni in Generali Italia. L'operazione si inserisce nella strategia di realizzazione della Country Italia, intrapresa negli ultimi anni. La fusione dovrebbe perfezionarsi entro la fine della prima metà del 2027.
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Europa attesa in ribasso
I futures dell'Eurostoxx 600 sono attesi in leggero ribasso, dello 0,35%, dopo che le Borse europee nella giornata di ieri hanno chiuso in rosso a causa dei dati negativi sull'inflazione e dei timori per il prezzo del petrolio. Proprio il greggio è dato ancora a prezzi alti, con il Brent a 97 dollari al barile.