Il prossimo 31 luglio scade la possibilità per i Comuni italiani di aderire alla Rottamazione quinquies per Imu, Tari e multe. Gli enti locali hanno infatti la possibilità di mettere a disposizione questa norma per i propri cittadini, in modo da permettere loro di rientrare più facilmente dai tributi non pagati fino al 2023.
Una pratica che però va approvata da ogni singolo Comune. Con poco più di una settimana ancora disponibile per aderire, la lista delle amministrazioni che hanno attuato questa norma vede già la presenza di alcune delle città più importanti e popolose, con maggiore partecipazione di quelle del Centro e del Sud.
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Come funziona la Rottamazione quinquies per Imu, Tari e multe
La Rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali è una norma approvata nella Legge di Bilancio per il 2026, che riprende diverse leggi simili passate negli ultimi anni. Si tratta di una sorta di condono fiscale che permette ai contribuenti che non hanno pagato le tasse negli anni fino al 2023 di rientrare dei propri debiti con la Pubblica amministrazione in modo agevolato.
Niente sanzioni e niente interessi, ma un piano di pagamento rigido che non prevede eccezioni, con rate mensili. La norma, di base, si applica alle tasse nazionali, ma può essere fatta propria tramite delibera anche dai Comuni. Possono così essere rottamate anche:
- la Tari, la tassa sui rifiuti;
- l’Imu, l’imposta sulla proprietà della casa;
- le multe stradali;
- la Tasi, tassa sui servizi comunali abolita nel 2020.
Quali tributi non possono essere rottamati
La riscossione di queste imposte deve essere però già stata affidata dai Comuni all’Agenzia delle entrate-riscossione. In caso invece la riscossione stessa sia gestita in proprio dal Comune, non c’è la possibilità di applicare la Rottamazione quinquies e le sue agevolazioni.
Questo non impedisce però ai singoli Comuni di attuare piani di pagamento agevolato per i tributi arretrati. Una pratica che spesso i municipi attuano per non pesare con pignoramenti e procedimenti legali sui propri cittadini.
Chi può aderire alla Rottamazione dei tributi locali
Come spiegato, la decisione di aderire alla Rottamazione quinquies è del singolo Comune. Sul sito dell’Agenzia delle entrate-riscossione, nella sezione denominata “enti creditori“, è disponibile un form che gli enti territoriali interessati devono compilare per poter partecipare.
La scadenza definitiva per l’invio del modulo è il 31 luglio. La comunicazione non è diretta da sito dell’Ader, ma deve essere effettuata attraverso Pec, all’indirizzo indicato sul modulo stesso.
Quali Comuni hanno aderito
Già diversi Comuni hanno aderito, ma ci sono significative differenze territoriali. Al Nord le uniche grandi città capoluogo ad aver deciso di attuare la Rottamazione sono Genova e Venezia. Al Centro e al Sud si contano già invece:
- Roma;
- Napoli;
- Palermo;
- Bari;
- Reggio Calabria;
- L’Aquila;
- Ancona;
- Catania.
A queste si aggiungono moltissimi capoluoghi di provincia e Comuni minori. L’elenco completo è disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate-riscossione.